
Vertice di maggioranza sulla Legge di Bilancio: focus su energia, fisco e famiglie. Giorgetti: 'Faremo il possibile, non l'impossibile'
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Il governo sta definendo la Legge di Bilancio 2027, cercando di bilanciare le richieste dei partiti di maggioranza con i vincoli di bilancio e le interlocuzioni con l'UE.
Ieri sera si è tenuto un vertice di maggioranza nel quale si è "fatto il punto sulle interlocuzioni con la Commissione europea - che proseguono in un modo proficuo - sull'utilizzo della clausola nazionale di salvaguardia (Nec), in particolare per le misure in materia di energia". A farlo sapere sono state fonti di maggioranza, secondo cui "il confronto punta a chiarire gli interventi ammissibili e i relativi margini di flessibilità, in vista della definizione della Manovra".
Nel corso dell'incontro di ieri, inoltre, è stata "confermata la volontà di concentrare le risorse disponibili sugli interventi considerati prioritari, con l'obiettivo di sostenere il potere d'acquisto, rafforzare la crescita e dare impulso all'economia, coniugando queste priorità con la necessaria attenzione alla tenuta dei conti pubblici". Al centro del confronto ci sono state "le misure per famiglie e ceto medio, il sostegno a giovani e anziani, gli interventi sul fisco e il sostegno alle imprese, nonché il potenziamento del sistema sanitario".
"Sono momenti molto intensi, al Mef lavoriamo giorno e notte, incontriamo gli interessati, abbiamo incontrato le Regioni la settimana scorsa. Sulla stampa circolano indiscrezioni ma noi continuiamo a lavorare a testa bassa. Credo che andremo domani mattina in Consiglio dei ministri, perché quasi tutte le componenti sono andate a punto", ha confermato oggi il ministro dell'Economia, Giancarlo Giorgetti, parlando della Manovra. "Con la Commissione europea abbiamo fatto progressi, quindi credo che chiuderemo entro stasera le proposte che riteniamo possano essere ritenute ammissibili. Soltanto con questo grado di certezza io mi ritengo in grado di firmare una proposta e andare in consiglio dei ministri domani".
Sulla Manovra il governo porterà a casa "quello che è possibile, non l'impossibile", ha aggiunto Giorgetti. "Le richieste sono tantissime, - ha osservato, rispondendo ad una domanda sul pressing della Lega per le pensioni e di FI per l'Irpef - le proposte che arrivano non solo dai partiti, ma da categorie, Regioni e Comuni sono molto al di sopra delle disponibilità di un bilancio che deve tenere conto di una realtà geopolitica che ha condizionato pesantemente questi anni, e che sta condizionando pesantemente anche i bilanci di famiglie, imprese e amministrazioni pubbliche in questi mesi. Noi teniamo conto in modo assai realistico della situazione. Credo nessuno possa accusare il governo di aver presentato in questi 4 anni delle previsioni ottimistiche o prive di fondamento. Abbiamo sempre avuto un atteggiamento onesto, che alla prova dei fatti - ha rivendicato il ministro - ha dimostrato di essere non solo condiviso ma addirittura apprezzato da tutti gli osservatori. Anche in questo momento faremo così". "Tenuto conto di tutto questo, credo che alla fine, per come nella mia testa si sta definendo il quadro, avremo dato una risposta alle cose più importanti, più urgenti - ha concluso Giorgetti - Certamente non avremo fatto tutto, ma avremo fatto quello che è possibile, anche rispetto agli enti locali e alle Regioni con i quali ci siamo confrontati".
Tra le ipotesi circolate nelle scorse settimane c’è quella di una flat tax al 5% per gli under 30 o under 35 con redditi fino a 20 o 30mila euro, una no tax area o la detassazione degli aumenti retributivi. L'obiettivo è rendere più competitive le retribuzioni italiane e frenare la fuga dei cervelli. Mentre per le imprese si punta a rafforzare le maxi-deduzioni per le assunzioni: dal 130% al 140% per i giovani e al 180% per le giovani madri.
Guardando al mondo del lavoro, il governo pensa a una tassazione agevolata al 5% sugli aumenti legati ai rinnovi contrattuali e al 15% sulle maggiorazioni per il lavoro notturno e festivo e sul salario accessorio del pubblico impiego. La Lega inoltre punta a estendere la flat tax alle partite Iva dagli attuali 85mila fino a 100mila euro, un'ipotesi che richiederebbe il via libera della Commissione europea. Si dovrà anche decidere se confermare l'accesso al regime forfettario per dipendenti e pensionati con redditi da lavoro autonomo.
Secondo fonti della maggioranza, è sfumata l'ipotesi di un taglio dell'Irpef per i redditi sopra i 50mila euro. L'idea di un intervento era già stata congelata nelle scorse settimane, ma poi era tornata in discussione nei giorni scorsi, con l'ipotesi di estendere l'aliquota al 33% almeno fino a 55mila euro.
Altra possibile novità di cui si è parlato è quella della cedolare secca sugli affitti lunghi, che potrebbe scendere al 5%.
Poi c’è il capitolo famiglie: sul piatto ci sono i congedi parentali rafforzati, un libretto previdenziale per i nuovi nati e sostegni alle madri lavoratrici. Quest'anno è già previsto uno sgravio contributivo da 3mila euro all'anno per le dipendenti a tempo indeterminato con almeno tre figli. Secondo quanto si apprende, il governo vorrebbe estendere la decontribuzione anche a chi ha almeno due figli. Noi moderati chiede inoltre di prorogare il bonus per le scuole paritarie, fino a 1.500 euro per studente. Mentre Forza Italia propone una card da 300 a 500 euro per le spese sanitarie degli over 75, con una soglia Isee, oppure un sistema di rimborsi cashback. Per famiglia e spesa sociale ci sono fino a 5 miliardi di euro.
Sul fronte pensioni il governo avrebbe pensato a un fondo ad hoc, da poco meno di un miliardo, da utilizzare con un successivo provvedimento a gennaio: sarebbe questo, secondo quanto si apprende da diverse fonti, l'accordo raggiunto in maggioranza per affrontare il tema della flessibilità in uscita per le pensioni. La Manovra, dunque, si limiterebbe a stanziare le risorse per il 2027, senza entrare nel dettaglio della declinazione della misura.
La Lega continua però a spingere per la possibilità di lasciare il lavoro a 64 anni, con il ricalcolo contributivo dell'assegno. Sul tavolo anche la rivalutazione delle pensioni per recuperare l'inflazione, un punto costosissimo. Per trovare risorse potrebbe essere rivista la perequazione degli assegni medio-alti, passando dal sistema per scaglioni a quello per fasce, più penalizzante.
Il conto della Legge di bilancio, in ogni caso, è pari a 23,5 miliardi e si regge sulla clausola di salvaguardia nazionale per la difesa e l'energia da 14,4 miliardi. Centrale inoltre un aiuto chiesto al settore finanziario - banche e assicurazioni in primis - per 5 miliardi, oltre che su risparmi dei ministeri ed economie sul Pnrr. Le banche però si oppongono a nuovi esborsi, dopo aver raggiunto lo scorso anno con il governo un accordo triennale da 10 miliardi. Inoltre sono chiamati a contribuire anche giochi e tabacchi, forse con un aumento delle accise sulle sigarette.
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Presentazione della Manovra in Consiglio dei ministri.
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