Mattarella ad Assisi per San Francesco. Zuppi: "Guerra non è un destino"
Il presidente della Repubblica alle celebrazioni per il patrono d'Italia. Il cardinale Zuppi nell'omelia: "Il divisore imbroglia, la pace si fa con il dialogo e il diritto"
Quick Look
- Il presidente della Repubblica Sergio Mattarella partecipa ad Assisi alle celebrazioni per San Francesco patrono d'Italia.
- Durante la messa, il cardinale Matteo Zuppi ammonisce contro la cultura della potenza e le guerre, mentre il sindaco Valter Stoppini accende la lampada votiva.
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Why It Matters
Il 4 ottobre si celebrano le festività in onore di San Francesco, patrono d'Italia, con la tradizionale offerta dell'olio per la lampada votiva.
Il presidente della Repubblica Sergio Mattarella è ad Assisi per partecipare alle celebrazioni per San Francesco patrono d'Italia. Che torna a essere festa nazionale. Ad accogliere Mattarella il sottosegretario Alfredo Mantovano, la presidente della Regione Umbria Stefania Proietti, con la Giunta, il sindaco di Assisi Valter Stoppini e il custode del Sacro Convento di Assisi fra Marco Moroni.
"In questa stagione siamo tentati e sedotti dalla cultura della potenza, volgare e invadente, ingannevole, frutto di enfasi mal riposte e di sfacciati ed enormi interessi economici, di nazionalismi che rovinano le nazioni, di campagne che creano il nemico invece di cercare quello che unisce". Lo dice il card. Matteo Zuppi celebrando da Assisi nella festa di San Francesco: "Il suo e il nostro - aggiunge - è un mondo segnato da guerre, terribili" ma "Francesco ci ricorda che la guerra non è un destino". "Non c'è tempo da perdere, il divisore imbroglia e fa credere che troviamo la pace con le armi e non con il dialogo e il diritto". "Laudato si' - dice nell'omelia Zuppi - perché frate Francesco continua a donarci pace e a insegnarci a essere operatori di pace, per portarla dove c'è violenza, odio, incomprensione. Si è spogliato di tutto per essere disarmato. Non significa affatto cedevole, accomodante, irrilevante. Il contrario! Frate Francesco disarma il lupo chiamandolo frate e, essendo per lui frate, negozia con lui, per Gubbio e anche per il lupo, lo restituisce a sé stesso e alla comunità perché si prenda cura di lui". "San Francesco - continua - , proprio perché aveva chiaro chi era e in che cosa credeva, non aveva paura di incontrare tutti e di essere vicino a chiunque, non con la spada, ma con il dialogo, fratello senza supponenza e distanza. Ci aiuta in questo tempo minaccioso a capire che solo insieme troviamo la risposta e solo se la pace è con tutti è davvero pace. Chiede solo operatori umili e architetti umili di pace che, con coraggio, aiutino a vivere insieme, forti del diritto e non imponendo il diritto della forza. San Francesco non indica un amore ridotto a idea vaga, ineffabile, che non chiede nulla, falsamente rassicurante per chi cerca di salvare sé stesso, ma un amore come è l'amore vero, totale, per tutti".
"Il presidente Mattarella ci fa un regalo grande, grande, desideravamo davvero la sua presenza e lui ce la dona a nome di tutta l'Italia": così fra Marco Moroni, custode del Sacro Convento di Assisi, nel giorno della festa di San Francesco, che si celebra nella città umbra alla presenza del presidente della Repubblica Sergio Mattarella. "E' una giornata veramente speciale per Assisi, lo è ogni 4 ottobre ma quest'anno ancora di più", ha sottolineato. Il custode ha quindi richiamato il significato dell'offerta dell'olio per la lampada votiva che arde davanti alla tomba del Santo. "Quest'anno è davvero tutta l'Italia - ha sottolineato -, non solo metaforicamente, che dona l'olio per la lampada che è davanti a San Francesco. Siamo tutti insieme, uniti, per ricordare Francesco, che è davvero il santo di tutti". Un messaggio che, secondo fra Moroni, supera anche i confini nazionali. "Francesco non è soltanto dell'Italia, è davvero del mondo", ha aggiunto, sottolineando anche il significato della presenza ad Assisi degli ambasciatori. "Ci apriamo a livello universale - ha ribadito il custode del Sacro Convento - dal particolare, con il sindaco di Assisi che accende la lampada, all'universale. Perché il messaggio di Francesco è per tutti".
Il sindaco di Assisi Valter Stoppini ha acceso la lampada votiva che illumina la tomba di San Francesco, Ad Assisi. Lo ha fatto a nome di tutte le regioni, province e comuni italiani nel corso della messa celebrata nella Basilica superiore dal presidente dei vescovi italiani Matteo Zuppi, alla presenza del presidente della Repubblica Sergio Mattarella, del sottosegretario alla presidenza del Consiglio Alfredo Mantovano e della presidente della Regione Umbria Stefania Proietti. "Esprimiamo l'amore che tutti gli italiani hanno per te e imploriamo la tua costante protezione" ha detto Stoppini rivolto a San Francesco. "Vigila, Francesco fratello santo, sul nostro popolo - ha aggiunto -, illumina i governanti, veglia sulle sorti dell'Italia. Rafforza i vincoli di unità, solidarietà, fraternità. Benedici tutti i lavoratori e dona loro e alle famiglie prosperità e pace".
Open Questions
- Quali iniziative istituzionali seguiranno il ritorno della festa nazionale?







