Militare aggredisce ex compagna in aula con righello modificato, arrestato per tentato omicidio
Quick Look
- Agostino Di Novo, militare di 40 anni, ha aggredito la sua ex compagna di 35 anni in aula durante un'udienza, colpendola ripetutamente al collo e alla gamba con un righello di plastica modificato per eludere il metal detector.
- L'uomo è stato arrestato in flagranza da un carabiniere e un poliziotto presenti come testimoni.
- Il giudice ha convalidato l'arresto e disposto la custodia cautelare in carcere a Udine con accuse di tentato omicidio, minaccia, porto abusivo di arma e interruzione di servizio pubblico.
AI-generated summary
Why It Matters
L'uomo era già imputato per lesioni nei confronti della ex compagna, per averla afferrata e spintonata nel tentativo di buttarla fuori di casa, con una pena inizialmente prevista di 6 mesi sospesi. L'aggressione in aula ha trasformato il caso in un tentativo di femminicidio con l'uso di un'arma improvvisata.
Se probabilmente si aspettava la condanna, invece sicuramente aveva organizzato l'aggressione. Agostino Di Novo, di 40 anni, militare dell'Esercito, doveva aver analizzato anche i particolari. Il giudice stava praticamente ultimando la lettura del dispositivo, quando lui è scattato sorprendendo tutti per il gesto inaspettato ed è balzato addosso alla donna, sua ex compagna, colpendola ripetutamente con un oggetto appuntito e ferendola al collo e a una gamba.
Di Novo si è presentato in aula in qualità di imputato per lesioni ai danni della donna, che ha 35 anni, ed è stato condannato a 6 mesi di reclusione con pena sospesa: aveva afferrato per le braccia e spintonato la compagna nel tentativo di buttarla fuori di casa. Una pena lieve, sostanzialmente, ma che il tentato femminicidio trasformerà in un caso ben più grave.
Quasi sicuramente il pubblico ministero contesterà anche la premeditazione: l'uomo ha ferito la ex con un righello di plastica opportunamente modificato proprio per poter offendere. Una scelta determinata dal fatto che la plastica dura non viene rilevata dal metal detector all'ingresso in tribunale ma può fare molto male. E, secondo quanto scrivono i quotidiani del gruppo Nem che hanno seguito la vicenda, non sarebbe stato l'unico pezzo di plastica che l'uomo aveva portato con se.
L'ha colpita più volte al collo prima che un carabiniere e un poliziotto, presenti in aula come testi di un altro processo, riuscissero a immobilizzarlo e arrestarlo in flagranza di reato. La donna si è salvata da ferite più gravi anche perché una dipendente del tribunale l'ha allontanata dall'aula e portata nella camera di consiglio sbarrando la porta. Successivamente il personale della Sores l'ha trasferita in pronto soccorso per ferite al collo e a una gamba.
Il fatto è avvenuto giovedì mattina, stamani invece il gip ha convalidato l'arresto e disposto la custodia cautelare in carcere, a Udine. Le accuse contestate sono tentato omicidio, minaccia, porto abusivo di arma destinata all'offesa e interruzione di servizio pubblico. "Avrebbe potuto uccide la signora - ha raccontato un testimone - Abbiamo vissuto momenti di grande apprensione in aula, per fortuna l'uomo ha perso l'impugnatura dell'oggetto nel momento in cui ha colpito la ex al collo, e questo, probabilmente, ha contribuito a evitare che l'aggressione potesse trasformarsi in una tragedia ben peggiore".
What to Watch
AI outlook — possibilities, not facts
Il pubblico ministero contesterà la premeditazione nell'aggressione
Very likely · Within weeks
L'uomo rimarrà in custodia cautelare in carcere in attesa di giudizio
Very likely · Within months
Open Questions
- Quali erano le motivazioni precise dietro l'aggressione in aula?
- L'uomo aveva precedenti comportamenti violenti non denunciati?
- Quali controlli sono stati effettuati sull'uomo prima dell'ingresso in tribunale nonostante la modifica dell'arma?







