
Tra proteste spontanee, violenze urbane e l'identificazione di un possibile leader, cresce la tensione in tutta Italia.
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Le proteste sono nate in un clima di malcontento sociale legato al carovita e all'inflazione. Il Movimento 17 Ottobre è emerso successivamente cercando di coordinare varie sigle e manifestazioni spontanee.
Non si sa chi siano, se ci siano capi o almeno leader territoriali. Forse – è notizia dell’ultima ora – uno dei leader del Movimento 17 Ottobre potrebbe essere stato identificato. Si tratta di un trentenne di Brescia, Youssef Siher, ricercatore dell’Ispi e giornalista free lance per diverse testate nazionali, che secondo gli investigatori sarebbe il gestore della pagina Instagram che a partire dal 18 ottobre ha iniziato a parlare a nome del movimento. Ma cosa si muova davvero dietro e se ci sia una vera e propria struttura, rimane un’incognita, così come non si sa se ci siano rapporti con Italia in piazza, la prima misteriosa sigla che ha convocato le prime manifestazioni, che il Movimento 17Ottobre sembra aver tentato di capitalizzare.
Poco più di settimana fa, nel clima surriscaldato dalle mobilitazioni in Europa e in Italia dalle proteste di sindacati, studenti e autotrasportatori, è saltata fuori una misteriosa sigla, Italia in piazza. Nessun rapporto con sigle storiche dell’attivismo e collettivi, nessun leader, neanche un volto o un simbolo. Anche nella comunicazione, non c’era nulla che la rendesse riconoscibile o riconducibile a un’area politica precisa.
Messaggi standard, comunicazioni in rete, appelli a protestare contro il carovita, l’inflazione, i salari da fame, le città sempre più inaccessibili. Rivendicazioni generiche, stile prepolitico. Nelle prime comunicazioni si invitava persino a manifestare con il tricolore italiano. A chiedere l’autorizzazione per i presidi – ha verificato in seguito la Digos – universitari o studenti medi senza legami con il mondo dell’attivismo. Tutti hanno dichiarato di aver preso l’iniziativa dopo aver visto le comunicazioni che circolavano in rete e in chat cittadine, di zona o studentesche.
A rispondere una galassia composita, dai no Vax ad alcuni collettivi studenteschi, ex gilet gialli, molti cittadini non organizzati, fino a gruppetti locali dell’estrema destra, ma a prendersi la scena sono stati giovani e giovanissimi.
A Milano, la piazza, dove in tanti erano ragazzi delle periferie, molti dei quali di seconda generazione, la manifestazione è degenerata in vandalismi e scontri. Un’esplosione di rabbia che sabato ha colto tutti di sorpresa, inclusi collettivi, comitati, sindacati, partiti, sigle storiche della cosiddetta galassia antagonista. E ancor di più domenica, quando in centro a Milano subito la situazione è degenerata in guerriglia urbana.
Centinaia di persone, in larga parte minorenni, sono state fermate, trattenute per un’intera notte in questura e poi rilasciate. Alcuni ragazzi, incluso under 18, sono stati arrestati. Al team legale Hub for defenders, promosso da una rete di oltre 20 associazioni della società civile tra cui ARCI, A SUD, Un Ponte Per, Amnesty International Italia, Giuristi Democratici, Legal Team Italia, sono arrivate almeno una quarantina di segnalazioni di violenze e abusi. Il governo ha invocato mano dura e nuove carceri per i minori, il presidente Mattarella, pur condannando la violenza, ha messo in guardia dalle facili soluzioni e invitato a leggere la rabbia dei giovani. Sui social è apparsa la sigla Movimento 17 Ottobre che ha provato a riportare a unità le varie manifestazioni e forse capitalizzarle.
Per una settimana, in tutta Italia ci sono stati interrogatori, perquisizioni, identificazioni. Le forze dell’ordine sospettano una strategia preordinata, ma ancora c’è alcuna certezza. Non si sa nemmeno se ci sia un reale coordinamento fra le varie città e di che tipo. Per questo c’è tensione all’alba della nuova mobilitazione convocata per oggi a cui il Viminale ha risposto con un dispiegamento eccezionale di forze dell’ordine e una campagna di perquisizioni in tutta Italia. A preoccupare, anche le iniziative di gruppi neofascisti e curve, che sarebbero pronti a scendere in piazza contro il nuovo movimento.
Di certo si sa che la strategia è cambiata. “Il movimento si deve fare fluido”, recita il messaggio fatto circolare ieri su gruppi telegram e profili social brandizzati Movimento 17 Ottobre. Niente appuntamenti prefissati nelle piazze che per l’occasione si sono blindate - a Milano è stato spedito anche l’esercito, a Roma volano 1.500 droni – ma tre convocazioni che arriveranno a un’ora dalla manifestazione, infine un unico punto di raccolta. Appuntamenti che nelle chat e sui social non sono arrivati.
A differenza della scorsa settimana, in piazza ci sono invece sia molti collettivi studenteschi, sia alcune sigle storiche dell’attivismo. A Torino, già un mese fa Askatasuna aveva convocato un corteo per oggi, a Roma si sfila contro la guerra, a Firenze invece una manifestazione non programmata attraversa le vie del centro, a Bologna gli studenti hanno iniziato a muoversi già stamattina, a Milano sono stati segnalati piccoli gruppi che si muovono in maniera autonoma.
AI outlook — possibilities, not facts
Ulteriori manifestazioni con strategie di convocazione last-minute.
Very likely · Within days

Demonstrations by the 'We are the people' movement and by students took place in several Italian cities to protest against the high cost of living, wages and healthcare. In Bologna there were clashes with the police, while in Florence and Perugia the situation varied.

The secretary of the PD Elly Schlein, in Cagliari for the Festa dell'Unità, underlines the importance of dialogue between the different political forces to find a common synthesis, avoiding commenting on the tensions over the choice of the broad candidate.

Protests against the high cost of living and the war involved several Italian cities. There are clashes and tensions between police and demonstrators in Turin, Bologna and Rome, with a massive deployment of law enforcement and military forces in Milan.

Wave of protests in France with clashes between demonstrators and police in Paris, Lyon, Bordeaux and Nantes. The authorities imposed restrictions on routes and bans on demonstrations, sparking political controversy and legal challenges.

New day of demonstrations in various Italian cities against war, high cost of living and CPR. In Milan, guarded by 1,400 agents, student and anti-fascist marches. Moments of tension in Rome at the Colosseum.

The amendment to the League's statute was approved by acclamation, establishing a political secretariat composed of a maximum of 9 members, appointed and revocable by the federal secretary, representing the various territorial levels.