Nuova legge elettorale, oggi il voto a scrutinio segreto alla Camera. DIRETTA
Interventi e dichiarazioni di voto finali prima del voto. Le opposizioni denunciano intimidazioni e chiedono il voto manuale con le palline.
Quick Look
- Giornata decisiva alla Camera per la legge elettorale, con interventi e voto a scrutinio segreto.
- Le opposizioni contestano il voto elettronico e denunciano intimidazioni, minacciando ricorsi alla Corte Costituzionale.
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Why It Matters
Il governo ha incassato la fiducia sui primi articoli della legge elettorale e proseguono le votazioni alla Camera.
Giornata decisiva per la legge elettorale: oggi dalle 10.30 si tengono gli interventi con dichiarazioni di voto finalI. Poi voto a scrutinio segreto alle 12.30. Un meccanismo, questo, che ha scatenato l’ira delle opposizioni che hanno parlato di "schiaffo al Parlamento" e che hanno chiesto il voto manuale con le palline, per evitare che i deputati di maggioranza siano “controllati”.
La tappa di oggi è stata raggiunta dopo che il 6 ottobre il governo aveva incassato la fiducia approvando le modifiche ai primi due articoli del testo, con voto palese. Poi ieri, alla Camera, sono stati discussi e approvati anche l’articolo 3 (che modifica dal punto di vista territoriale i collegi di Merano, Bressanone e Bolzano) e l'articolo 8 (sull'estensione ai caregiver del voto fuorisede).
"Oggi si passa dal terreno della lotta politica a quella giudiziaria con i ricorsi ai tribunali e quindi alla Corte Costituzionale. Purtroppo quando questo avviene è sempre la sconfitta della politica ma c'è questa abitudine alla fine della legislatura da parte di chi governa di manipolare le regole. Spero vivamente che ci siano sorprese dal voto di stamattina ma ci sono pochissime possibilità e ritengo emblematico che nell'approvazione di una legge elettorale che inchioderà definitivamente il coperchio sulla bara del parlamento vi siano state forme di intimidazione indecenti verso i deputati della maggioranza, con riprese video in aula, capi partito che si mettono a fare gli osservatori, ministri che dicono che vigileranno sul voto dei deputati. È gravissimo: in una democrazia è il parlamento che vigila sul governo, non il contrario", ha detto a Omnibus su La7 il segretario di +Europa, Riccardo Magi.
"Questa non è una legge elettorale: è un disperato tentativo di autoconservazione della casta. Meloni cambia le regole del gioco quando il gioco sta per finire nel modo più codardo possibile: alzando a dismisura le soglie di firme necessarie per presentarsi alle elezioni. Una barriera costruita apposta per proteggere chi già sta nei palazzi del potere e tenere fuori chiunque voglia sfidarlo. È antidemocratica e insensata", ha dichiarato la deputata M5S Chiara Appendino, intervenendo alla trasmissione Radio Anch'io.
"Noi siamo convinti che l'impianto sia solido. E le eccezioni, se ci saranno, potrebbero limitarsi ad aspetti non centrali". Per quanto riguarda il premio, "ho sentito il capogruppo del Pd Francesco Boccia definirlo abnorme. Ma era lui che ha votato l'Italicum che alla Camera ne prevedeva 93 o il fratello gemello? Se questo è abnorme, quello cos'era, abnormissimo?". Così Galeazzo Bignami, capogruppo di Fdi alla Camera, in un'intervista al Corriere della sera, parlando della legge elettorale.
"Garantire l'effettiva segretezza del voto", ricorrendo nel caso all'utilizzo dell'urna e delle "due palline, una bianca e una nera". Questa la richiesta che ieri è arrivata dalle opposizioni a Lorenzo Fontana dopo i "comportamenti senza precedenti" nelle ultime votazioni segrete sulla legge elettorale, tra "controllori" e voto "con un dito" anziché "con tutta la mano". La presidenza della Camera, attraverso il vicepresidente di turno Giorgio Mulè, ha replicato però che da regolamento si vota con le palline solo in caso di malfunzionamento del sistema elettronico. Ma, si precisa, la presidenza "non può che fare appello al senso di responsabilità" di ciascuno.
Potrebbe arrivare già a partire dal mese di febbraio un'eventuale pronuncia della Corte costituzionale sui ricorsi annunciati contro la riforma della legge elettorale. Secondo gli esperti, il 'timing' prevede una serie di passaggi che si svolgeranno nell'arco di almeno tre mesi e mezzo. I ricorsi "in via di redazione" da parte della Rete che riunisce organizzazioni, associazioni, comitati di costituzionalisti, giornalisti, avvocati e cittadini dovrebbero essere presentati in una trentina di Tribunali civili italiani. Saranno depositati appena la legge entrerà in vigore, ossia quindici giorni dopo la pubblicazione in Gazzetta Ufficiale. I firmatari chiederanno l'accertamento di una lesione del diritto di voto legato alla riforma. Una volta depositato il ricorso, i tribunali dovrebbero adottare un procedimento semplificato con cui si prevede che il giudice possa fissare l'udienza dopo 40 giorni per ascoltare le ragioni del ricorso. A quel punto si riserverà di decidere e, se lo riterrà, emetterà un'ordinanza in cui solleva una questione di legittimità costituzione davanti alla Consulta. L'ordinanza dovrà poi essere notificata alle parti interessare - a partire dal presidente del Consiglio dei ministri - ed entro 20 giorni dalla notifica il presidente della Consulta potrebbe già fissare l'udienza nei successivi 20 giorni. L'obiettivo "è che la pronuncia della Corte arrivi nei tempi utili" per le elezioni, ha detto il coordinatore della Rete contro la riforma della legge elettorale Roberto Zaccaria, spiegando che i ricorsi sono "in via di redazione" e saranno pronti per essere depositati nei tribunali non appena entrerà in vigore la riforma.
What to Watch
AI outlook — possibilities, not facts
Presentazione di ricorsi contro la riforma in circa trenta tribunali civili italiani
Likely · Within weeks
Open Questions
- Come voteranno i singoli deputati a scrutinio segreto?
- Quali tribunali civili accoglieranno i ricorsi contro la legge?






