
Approvato all'unanimità il testo invariato rispetto alla Camera; istituiti Forum e Agenzia per la riforma del settore
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La legge sul cinema riforma le politiche pubbliche sul cine-audiovisivo, istituendo un Forum di esperti come organismo di consultazione e monitoraggio e un'Agenzia con piena autonomia organizzativa, patrimoniale, finanziaria e gestionale che assumerà le funzioni di gestione ora attribuite al Mic, escluse quelle di indirizzo politico, vigilanza strategica e ispettive. Il Forum sostituirà il Consiglio Superiore del Cinema e dell'Audiovisivo, mentre l'Agenzia assumerà le funzioni operative oggi svolte dalla DG Cinema.
Un Forum di esperti, organismo di consultazione e monitoraggio delle politiche pubbliche sul cine-audiovisivo, e un'Agenzia, ente con piena autonomia organizzativa, patrimoniale, finanziaria e gestionale che assumerà le funzioni di gestione ora attribuite al Mic che non siano quelle di indirizzo politico, di vigilanza strategica e ispettive. Arriva l'ok definitivo alla legge sul cinema: l'Aula del Senato, senza voti contrari o astenuti e con i fratelli Pupi e Antonio Avati seduti in Tribuna ad applaudire, ha dato il via libera ad un testo invariato rispetto a quello adottato dalla Camera.
Una procedura che ha deluso le associazioni di rappresentanza degli autori, registi, sceneggiatori ormai riuniti in un Coordinamento per dare più forza e una voce unica alla loro rappresentanza. Si dicono molto "perplessi" dal ritiro di tutti gli emendamenti, trasformati in ordini del giorno accolti dal governo, per consentire al provvedimento di essere approvato al Senato senza modifiche rispetto al testo approvato dalla Camera: "Una scelta che lascia irrisolte le criticità" sulla riforma dicono.
"Una legge di sistema dovrebbe nascere da una visione condivisa del futuro del cinema italiano. Non dall'assemblaggio di proposte diverse, né - protesta il Coordinamento - dal rinvio delle questioni irrisolte a successivi provvedimenti". Ma dall'Aula di Palazzo Madama gli risponde la sottosegretaria Lucia Borgonzoni che promette: "faremo in modo che questa legge non blocchi in nessun modo il settore e che i decreti attuativi vengano fatti nel più breve tempo possibile".
Con la delega sarà infatti il governo a riformare le politiche di settore e soprattutto l'intervento economico pubblico, cercando di equilibrare sostegni automatici e selettivi, incentivi fiscali e contributi a fondo perduto. Il provvedimento, approvato all'unanimità, è però il frutto, abbastanza raro, dell'unificazione di proposte dell'opposizione, con quella del Pd che ha lanciato l'Agenzia e che ha visto come prima firmataria la segretaria Elly Schlein (oggi a Palazzo Madama per assistere al varo del provvedimento) e quella della maggioranza, con la proposta di delega al governo per la riforma del settore.
"Stiamo facendo una cosa giusta, abbiamo spesso incalzato governo e maggioranza raccogliendo domande che venivano da questo mondo. Continueremo a farlo per l'attuazione della legge", promette la senatrice dem Cecilia D'Elia. Anche per i 5 Stelle, è stato compiuto "un primo passo fondamentale per il futuro del cinema italiano". Per Italia Viva è un risultato che "rafforza quello che è un biglietto da visita italiano nel mondo".
Anche il deputato di FdI Federico Mollicone, autore della proposta di delega della maggioranza, saluta con soddisfazione la convergenza bipartisan: "il Parlamento ha dimostrato che è capace di superare gli steccati ideologici e di liberare le energie creative della Nazione". Il dem Francesco Boccia auspica che "lo spirito unitario che ci ha portato qui" diventi "un metodo anche per il seguito: nell'attuazione, nelle risorse, nel confronto" con gli addetti del settore.
Nell'insieme la riforma prevede un intervento con il Forum che andrà a sostituire il Consiglio Superiore del Cinema e dell'Audiovisivo e l'Agenzia che assumerà le funzioni operative oggi svolte dalla DG Cinema. Una volta entrata il vigore la legge, il governo è delegato ad adottare, entro due anni, uno o più decreti legislativi per la riforma, il coordinamento e il riordino della disciplina del settore.
Con questi decreti si dovranno costituire un Polo Nazionale del cinema e audiovisivo in cui saranno presenti anche Cinecittà e il Centro sperimentale di Cinematografia; introdurre una programmazione triennale del settore; prevedere la fissazione di almeno due finestre temporali annuali per l'erogazione dei contributi; affidare la gestione di tesoreria del Fondo per lo sviluppo degli investimenti nel cinema ad un intermediario bancario; introdurre la figura del "responsabile dei crediti d'imposta". La delega riforma anche gli incentivi alle sale cinematografiche, prevede un sostegno per la produzione indipendente, ma soprattutto individua una riforma del welfare di settore. Nella delega è anche prevista l'istituzione di una Commissione per la valutazione delle opere e dei progetti cineaudiovisivi a cui concedere contributi a valere dal Fondo Cinema.
AI outlook — possibilities, not facts
Il governo adotterà uno o più decreti legislativi entro due anni per la riforma, il coordinamento e il riordino della disciplina del settore.
Very likely · Within months
I decreti attuativi verranno fatti nel più breve tempo possibile.
Likely · Within months

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