
Le dichiarazioni di Andrea Sempio a Quarto Grado in vista della possibile richiesta di rinvio a giudizio per il delitto di Chiara Poggi.
Andrea Sempio, indagato nell'ambito della nuova inchiesta sull'omicidio di Chiara Poggi a Garlasco nel 2007, ha dichiarato a Quarto Grado l'infondatezza di un processo, commentando le perizie sulle impronte.
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Nuova indagine della Procura di Pavia per l'omicidio di Chiara Poggi, avvenuto a Garlasco nell'agosto del 2007.
"Non mi sembra ci siano argomenti tali da arrivare a un vero e proprio processo". È questa la posizione di Andrea Sempio, nei cui confronti si profila una richiesta di rinvio a giudizio da parte della Procura di Pavia nell'ambito della nuova indagine per l'omicidio di Chiara Poggi, avvenuto a Garlasco nell'agosto del 2007. Sempio ha parlato nella trasmissione Quarto Grado, su Retequattro. “Se capiterà di dover andare a giudizio, cioè di affrontare un vero e proprio processo, l'affronteremo", ha detto. Per l'omicidio è stato condannato in via definitiva Alberto Stasi, all'epoca fidanzato della vittima, che ora sta valutando con i suoi avvocati di chiedere la revisione del processo.
La posizione di Sempio sulle impronte
In un’anticipazione dell’intervista, Sempio risponde a una domanda sull’impronta della scarpa presente sulla scena del crimine e, in particolare, sulla consulenza dei pm sulla compatibilità del suo piede. "Avevo il 44 ai tempi e ce l'ho ancora oggi", ha detto il 38enne, e ha aggiunto che se avessero trovato a casa sua "una scarpa riconducibile a quella, magari sporca del sangue di Chiara, è un conto. Ma finché dici 'è compatibile', va bene. Non hai un elemento vero che collega". Riguardo all'impronta 33 del palmo di una mano che è stata trovata sul muro delle scale, in fondo alle quali c’era il corpo di Chiara Poggi, Sempio ha sottolineato: "Abbiamo fatto sperimentazioni su un muro e in realtà non si potrebbe escludere. A noi non serve sapere cosa potrebbe non essere o cosa non si può escludere. Devi avere una certezza. C'era la traccia sul muro? Sì. È stata analizzata? Sì. C'era del sangue? No. Fine. Per come la vedo io la questione finisce lì".

Two Iranian nationals, 36-year-old Salam Ahmadyan and 34-year-old Rahman Salehi, were arrested in Manchester on September 20 and charged with planning a terrorist attack against the Jewish community on the eve of Yom Kippur, according to British police.

Investigators have denied rumors according to which an IP address in the United States had been identified linked to research on the preparation of ricin in relation to the death of Antonella Di Ielsi and her daughter Sara Di Vita, poisoned in Pietracatella in December 2025. A friend of Riccia's teacher close to the family was questioned confidentially at the police station in Campobasso.

In Pietracatella, Molise, investigations continue into the murder of Antonella Di Ielsi and Sara Di Vita, poisoned with ricin at Christmas. New interrogations of two women relatives of friends of the family, while the prosecutor's office and the Flying Squad deny rumors about an alleged turning point linked to an online search for ricin. The results of the tests at the Robert Koch Institute in Berlin on the seized artefacts are awaited.

Salim El Koudri appeared in court in Modena for the discussion of the psychiatric report which ascertained his full capacity of understanding and will at the time of the road accident. The lawyers of the offended parties insist on the terrorist origin.

Andrea Sempio, a 38-year-old clerk, declares himself relieved after the closure of the investigations by the Pavia prosecutor's office which indicate him as responsible for the murder of Chiara Poggi, exonerating Alberto Stasi, already definitively sentenced to 16 years. Sempio states that he is not afraid of the evidence against him, criticizes the DNA analysis on the bike pedals and comments on the statements of Cristina Cattaneo and Francesco Maria Avato on possible inconsistencies in the evidence.

Yesterday riots occurred in the Roman prison of Regina Coeli which caused the injury of seven prison police officers and three inmates, all of whom were admitted to the emergency room. Osapp denounces overcrowding and staff shortages, stating that over a thousand prisoners are concentrated in a facility with less than half the necessary places and that the police operates with hundreds less units.