
Il Pontefice ha esortato alla libertà personale e alla buona politica, definendo lo Stato un possibile laboratorio di valori cristiani.
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Papa Leone XIV è il terzo Pontefice a visitare San Marino, dopo Giovanni Paolo II e Benedetto XVI. La visita fa parte di un tour pastorale che include anche Rimini.
Papa Leone XIV ha visitato oggi, sabato 22 agosto, la Repubblica di San Marino: il Pontefice è arrivato in elicottero poco prima delle 9 ed è ripartito intorno alle 12. Prevost ha ringraziato San Marino per il suo costante impegno per la pace: "Libertas, per voi, vuol dire anche un impegno mai venuto meno di una partecipazione attiva e positiva alla costruzione della pace. Riguardo a questo aspetto, esprimo vivo apprezzamento e trovo una particolare consonanza con l'atteggiamento della Santa Sede". Leone è il terzo Pontefice a visitare San Marino, dopo Giovanni Paolo II e Benedetto XVI. È anche il primo capo di Stato, almeno negli ultimi 40 anni, ad affacciarsi dal balcone centrale del Palazzo Pubblico.
"Non c’è vera libertà civile senza libertà personale e rispetto della dignità umana", ha detto il Papa nel suo discorso alle autorità di San Marino. Poi ha messo in guardia da "quei progetti politici ed economici che si presentano in nome della libertà, ma in realtà sono schiavi degli idoli e del potere". Rivolgendosi in particolare ai giovani, durante il discorso nella basilica di San Marino, ha aggiunto: "Non abbiate timore di fare scelte esigenti". E ancora: "Viviamo in un mondo ferito, che aumenta chiusure e paura dell'altro". Il Papa è poi ripartito per le altre tappe della visita pastorale di oggi, la sesta in Italia: dopo San Marino, alle 15 il Meeting per l'Amicizia fra i Popoli e dalle 17.30 la città di Rimini. In mezzo, secondo il programma diffuso dalla Sala stampa della Santa Sede, il pranzo privato a Pennabilli con le monache agostiniane del monastero di Sant’Antonio da Padova.
Il Papa: “Non c’è vera libertà civile senza libertà personale”
Nel suo discorso alle autorità di San Marino, il Papa ha parlato del tema della libertà. "Nel contesto della storia di un popolo e di uno Stato, essa esprime certamente l'aspirazione ad autodeterminarsi, a non dipendere da altre autorità politiche. Ma, nello stesso tempo, Libertas significa molto di più", ha sottolineato il Pontefice. "Anzitutto – ha aggiunto – desidero sottolineare che non c'è vera libertà civile senza libertà personale, cioè senza il rispetto e la promozione della dignità della persona umana, di cui la libertà è una componente essenziale".
“No a progetti politici ed economici schiavi degli idoli e del potere”
"La libertà si realizza nel dono, nella comunione, nell'incontro e nel dialogo", ha detto ancora il Papa nel suo discorso alle autorità. Talvolta, ha aggiunto, invece ci troviamo "di fronte all'idolatria che guasta alla radice quei progetti politici ed economici che si presentano in nome della libertà, ma in realtà sono schiavi degli idoli e del potere. Nella visione cristiana, libertà e comunione stanno o cadono insieme".
L'omaggio a chi difende la libertà "anche pagando costi personali"
Il Papa ha poi reso omaggio a tutte quelle persone che difendono la libertà anche pagando costi personali. "Promuovere la libertà comporta difendere gli spazi della coscienza. E qui il pensiero va ai tanti uomini e donne che, in ogni epoca e in ogni luogo, sono martiri della libertà perché testimoniano proprio il primato della coscienza. Saldamente formati dalla ricerca della verità, essi sono pienamente responsabili delle proprie decisioni e dunque liberi da ogni vincolo che non sia quello, proprio della creatura, che li lega a Dio". Citando San Tommaso Moro, patrono dei governanti e dei politici, Papa Leone ha detto ancora: "Anche oggi, in molte parti del mondo, non mancano persone che rimangono fedeli alla loro coscienza anche in contesti di forte avversità, testimoni della vera libertà, quella che deriva dall'essere figli e figlie di Dio. Con ammirazione esprimiamo la nostra solidarietà a quanti, in questo momento, pagano di persona per non aver tradito la propria coscienza".
"San Marino può essere un 'laboratorio' di buona politica"
Il Papa, parlando alle autorità della Repubblica di San Marino, ha sottolineato la sua "tradizione di accoglienza, che non è mai venuta meno lungo i secoli nei confronti di chi soffre ed è nella prova". Per Leone, "tale sensibilità è anche frutto della tradizione cristiana di questo Paese e della costante e positiva collaborazione fra le autorità politiche e il vescovo nella ricerca del bene comune". La Repubblica di San Marino, ha aggiunto Leone, può essere un luogo nel quale è possibile attuare una buona politica, al servizio della gente. "Questa visita mi invita a sottolineare il valore peculiare di uno Stato piccolo, 'a misura d'uomo', in cui è possibile sperimentare la prossimità della politica ai bisogni dei cittadini e, dunque, una democrazia più effettiva, tanto più se animata anche dall'ispirazione cristiana", ha detto il Papa alle autorità del Titano. "Perciò – ha aggiunto – la Repubblica di San Marino può essere un 'laboratorio' di buona politica, dove, senza derogare alla laicità dello Stato, si può attingere ai principi della dottrina sociale cattolica: la ricerca del bene comune, la destinazione universale dei beni, l'armonia di sussidiarietà e solidarietà, la giustizia sociale". Per il Pontefice, "l'obiettivo principale a cui tendere in questo 'laboratorio' è la cura dell'umano".
La visita in Basilica e la partenza
Dopo il saluto dal balcone del Palazzo Pubblico, il Papa si è spostato nella Basilica di San Marino: ad accoglierlo il vescovo di San Marino-Montefeltro, monsignor Domenico Beneventi, e don Marco Mazzanti, rettore della Basilica. A seguire, c'è stata l'adorazione del Santissimo Sacramento e la venerazione delle Reliquie di San Marino con i sacerdoti, i consacrati e i rappresentanti della vita ecclesiale della Diocesi. Dopo il saluto ai fedeli presenti in piazza, il Pontefice intorno alle 12 è ripartito dall'Aviosuperficie di Torraccia per recarsi in visita strettamente privata alla comunità del Monastero Sant'Antonio da Padova delle Monache Agostiniane a Pennabilli.
Ai giovani: “Non abbiate paura di fare scelte esigenti”
Prima di lasciare San Marino, durante il suo discorso nella basilica, il Papa si è rivolto in particolare ai giovani: "Non abbiate paura di fare scelte esigenti, come il matrimonio, la consacrazione, il ministero ordinato, la vita professionale, l'impegno sociale e politico; preparatevi nel modo migliore possibile alle responsabilità che vi attendono. Lasciatevi coinvolgere in iniziative e progetti di carità e di giustizia. Così contribuirete anche voi a dare una testimonianza di pace che parla al mondo", ha detto. E ancora: "Viviamo in un mondo ferito da molti conflitti, in cui con preoccupazione si vedono aumentare violenze, chiusure, paura dell'altro. Di fronte a queste derive inquietanti, la nostra risposta non può che essere quella di camminare con ancora maggiore convinzione sulla via del Vangelo". "Attenzione ai più deboli, perdono, comunione, solidarietà", ha spiegato, sono i valori ai quali ispirarsi.

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