
Il Global Energy Perspective 2026 evidenzia che le tecnologie pulite si aggiungono più velocemente di quanto sostituiscano petrolio, gas e carbone, mentre geopolitica e infrastrutture complicano la transizione.
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Il Global Energy Perspective 2026 di McKinsey analizza la trasformazione energetica attraverso diversi scenari economici, tecnologici e geopolitici. Nel 2025 la domanda globale di energia è aumentata del 2,7% e gli investimenti nelle tecnologie a basse emissioni hanno superato per il secondo anno consecutivo quelli nei combustibili fossili.
Le fonti rinnovabili crescono a ritmi record, attirano investimenti e conquistano spazio nella produzione elettrica. Ma petrolio, gas e carbone continuano a soddisfare una domanda globale in aumento. Le nuove tecnologie si aggiungono così alle fonti tradizionali più rapidamente di quanto riescano a sostituirle, mentre la decarbonizzazione rischia di allontanarsi dagli obiettivi climatici internazionali.
Il Global Energy Perspective 2026 di McKinsey analizza questa trasformazione attraverso diversi scenari economici, tecnologici e geopolitici. Nel 2025 la domanda globale di energia è aumentata del 2,7% e gli investimenti nelle tecnologie a basse emissioni hanno superato per il secondo anno consecutivo quelli nei combustibili fossili. Eppure il carbone ha raggiunto un nuovo record di consumo, il gas è cresciuto in tutte le principali regioni e il petrolio ha toccato il livello più alto dal 2019.
A sostenere il fabbisogno energetico sono l'espansione delle economie emergenti, l'elettrificazione dei consumi e le tecnologie digitali. Nello scenario Hydrocarbon Resilience, caratterizzato da una crescita economica sostenuta e da una riduzione più lenta dei costi delle tecnologie pulite, McKinsey ipotizza che la domanda di petrolio possa avvicinarsi a 130 milioni di barili al giorno entro il 2035, il 30% in più rispetto a oggi. Una delle possibili traiettorie, non la previsione centrale del rapporto.
A complicare il quadro interviene la geopolitica. Il mondo potrebbe dividersi in tre grandi blocchi energetici, gravitanti intorno a Cina, Stati Uniti ed Europa, impegnati a rafforzare le proprie filiere industriali. Ricostruire fuori dalla Cina le catene di fornitura potrebbe aumentare i costi di investimento nel fotovoltaico del 20-25% e quelli delle batterie del 40-50% in Europa e negli Stati Uniti. Pechino controlla infatti circa l'80% della produzione mondiale di moduli fotovoltaici e il 75% della capacità produttiva delle celle per batterie. La dipendenza dai combustibili fossili importati rischia così di essere sostituita da quella per tecnologie e materiali critici.
Un'altra incognita è l'intelligenza artificiale. Nello scenario di riferimento Continued Momentum, la domanda elettrica dei data center aumenterebbe del 24% all'anno fino al 2030, diventando uno dei principali motori della crescita dei consumi nei Paesi Ocse. Il ritmo potrebbe poi rallentare al 5% annuo nel decennio successivo, anche in funzione dei miglioramenti nell'efficienza dei sistemi di calcolo.
La crescita della domanda elettrica accentua il principale collo di bottiglia della transizione: le infrastrutture. Nuovi impianti rinnovabili servono a poco senza reti capaci di collegarli ai consumatori, sistemi di accumulo e capacità di generazione disponibile quando sole e vento non producono. Gli investimenti mondiali nelle reti di trasmissione e distribuzione potrebbero passare da 443 miliardi di dollari nel 2025 a 970 miliardi annui entro il 2050, compensando parte dei risparmi derivanti dal calo dei costi delle rinnovabili.
In Europa potrebbe servire il 50% di flessibilità aggiuntiva entro il 2030 per adeguare i consumi alla disponibilità di elettricità. Ma oltre il 70% delle famiglie dell'Unione non dispone ancora di contratti a prezzo dinamico, che consentirebbero di utilizzare più energia nelle ore in cui costa meno.
Torna intanto l'attenzione per il nucleare, fonte di elettricità continua e a basse emissioni. Nello scenario Decarbonization Delivers, caratterizzato da progressi tecnologici più rapidi, McKinsey ipotizza incrementi netti medi di capacità nucleare pari a 40 gigawatt all'anno tra il 2025 e il 2050, contro i 18 dello scenario di riferimento. Un'espansione subordinata alla riduzione dei costi e dei tempi di costruzione e allo sviluppo industriale dei piccoli reattori modulari.
AI outlook — possibilities, not facts
La domanda di petrolio potrebbe avvicinarsi a 130 milioni di barili al giorno entro il 2035 nello scenario Hydrocarbon Resilience
Possible · Within years
La domanda elettrica dei data center potrebbe aumentare del 24% all'anno fino al 2030 nello scenario di riferimento Continued Momentum
Possible · Within years
Gli investimenti mondiali nelle reti di trasmissione e distribuzione potrebbero passare da 443 miliardi di dollari nel 2025 a 970 miliardi annui entro il 2050
Possible · Within years

Natural gas on the Amsterdam TTF market returns above 92 euros per MWh, with December futures falling by 2.5% to 92.46 euros. European inventories fall to 74.56% (844.25 TWh), while Italy resists at 91% with 185.11 TWh, confirming itself as the country with the largest reserves.

Cna research presented in Bologna on November 3 shows that 42% of Italian companies have not considered the electrification of production processes. Costs, payback times, lack of skills and difficulties in accessing financing are the main obstacles to the spread of heat pumps.

Arera announces a 9.1% increase in gas prices for October 2026 for vulnerable customers. The cost of the raw material rises to 88.36 euros/MWh, bringing the estimated annual expenditure to 1,945 euros for gas, with a total impact of 2,814 euros including electricity bills.

In October, the gas bill for Italy's 2.3 million vulnerable customers increased by 9.1%, reaching 176.80 cents per cubic meter. The increase is caused by geopolitical tensions which push international prices upwards.

Q8 Italia has announced a 20% reduction on the price of petrol and diesel, net of VAT, for agriculture and fishing operators until 31 December 2026. The decision responds to the Government's requests to support the food supply chain.

Confcommercio and the sector associations denounce the distorting effects of the price cap on fuel, which penalizes independent distributors. Sales drops of 29% are estimated and 30 thousand jobs at risk in the sector.