Prezzi carburanti: oltre la metà dei distributori sotto le soglie stabilite
Il ministro Adolfo Urso commenta i dati dell'Osservatorio: oltre il 50% degli impianti aderisce al price cap su benzina e gasolio.
Quick Look
- L'Osservatorio rileva che oltre il 50% dei distributori italiani mantiene i prezzi di benzina e gasolio sotto le soglie di 2 euro e 2,20 euro al litro.
- Il ministro Adolfo Urso elogia l'adesione al modello di responsabilità sociale promosso dal Governo.
AI-generated summary
Why It Matters
Il price cap sui carburanti è stato introdotto su appello del Governo italiano, con l'adesione iniziale di Eni e successivamente di altri operatori del settore.
Nello specifico, l'Osservatorio ha rilevato 20.141 distributori per la benzina: di questi, 10.413 tenevano il prezzo sotto i 2 euro al litro. Per il gasolio, sono stati rilevati invece 20.147 distributori, di cui 10.519 tenevano il prezzo sotto i 2,20 euro al litro.
In percentuale, il 51,7% degli impianti pratica un prezzo della benzina inferiore a 2 euro al litro e il 52,2% tiene il prezzo del gasolio sotto i 2,20 euro al litro.
"Un riscontro di gran lunga superiore alle previsioni: in pochi giorni il price cap ha superato la metà della rete nazionale", commenta il ministro delle Imprese e del Made in Italy Adolfo Urso che sottolinea: "Si tratta di un risultato significativo che conferma la validità di un modello di responsabilità sociale che può rappresentare un esempio anche in Europa".
Il price cap era stato introdotto inizialmente da Eni, che aveva accolto l'appello del Governo, e aveva poi visto l'adesione di IP-Socar, Q8 e Tamoil.
Oggi sulla rete stradale il prezzo è sceso a 2,052 euro al litro per la benzina e a 2,247 euro per il gasolio.
Open Questions
- Quanto durerà l'adesione volontaria al price cap da parte delle compagnie?





