Oltre 2.300 fermi nell'ultimo fine settimana di proteste contro il carovita e per la scuola. Il ministro dell'Interno Nunez ammette la perdita di controllo ma Macron respinge le dimissioni
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Le proteste contro il carovita e per una scuola migliore in Francia durano da settimane e hanno registrato gravi episodi di violenza e saccheggi nel fine settimana.
Il primo ministro francese Sébastien Lecornu ha annunciato di aver chiesto ai prefetti - riuniti in un vertice di crisi - di "decretare alcuni coprifuoco" in seguito alle violenze, i saccheggi e le devastazioni di questo fine settimana a Parigi e in altre città, nell'ambito delle manifestazioni contro il carovita e per una scuola migliore.
L'ultimo weekend è stato uno dei più caldi: ci sono stati 2.331 fermi di polizia. "Il 70% riguarda persone maggiorenni, molto spesso già note alle forze dell'ordine", di cui "oltre l'80%" è oggetto di procedimenti giudiziari, ha detto il ministro della Giustizia Gérald Darmanin.
La gravità della situazione ha spinto il ministro dell'Interno Nunez a dimettersi: ha ammesso che la polizia ha "perso il controllo" in alcune città, parlando di una "mancanza di previsione" nei preparativi. Il presidente Macron ha però rifiutato le sue dimissioni.
Intanto, il coordinamento dei Gilet gialli della mobilitazione del 17 ottobre ha annunciato un "secondo atto" della protesta per sabato prossimo.
I coprifuoco
Lecornu ha spiegato che l'attivazione dei coprifuoco - misure che definisce "parziali" e "localizzate" - serve in particolare a proteggere negozi e attività commerciali. La mappa delle zone interessate sarà resa nota dopo colloqui con i sindaci interessati.
Commentando le violenze, Lecornu ha dichiarato che ''lo stato d'emergenza'' verrà decretato solo "se utile", ma al momento i coprifuoco ''sembrano più adatti".
Bloccato l'accesso al Louvre
A Parigi, una cinquantina di studenti nella mattinata di oggi, 19 ottobre, ha bloccato l'accesso al Louvre. Gli alunni frequentano l'École du Louvre, scuola d'arte senza legame diretto con il museo, e hanno organizzato la protesta per solidarizzare con i liceali che da settimane scendono in piazza.
Macron: "Lacune nell'intelligence"
Macron ha chiesto a Nunez di "adottare tutte le misure necessarie per assicurare trasparenza riguardo alle lacune nella pianificazione e nell'intelligence che hanno condotto alle violenze" durante le manifestazioni in strada e di "introdurre nuovi metodi operativi per le forze di sicurezza" al fine di gestire la crisi, mettendo fine ai fenomeni delle barricate e dei saccheggi.
Nunez: "Forze di sicurezza dispiegate erano insufficienti"
Durante le proteste di sabato, ha detto Nunez, "non si poteva guardare negli occhi i negozianti dopo che centinaia di negozi erano stati saccheggiati e dire loro che non avevamo perso il controllo". Sarebbero "oltre 2000" le attività commerciali direttamente colpite, dice il presidente della Confcommercio francese (Cci France), Alain Di Crescenzo, evocando ai microfoni di Radio RTL danni per "centinaia di milioni di euro".
Il ministro ha riconosciuto una "mancanza di lungimiranza" nel dispiegamento delle forze di sicurezza: il numero era insufficiente per gestire le grandi folle di rivoltosi e saccheggiatori ai margini delle manifestazioni. Ha stimato che circa 60mila agenti delle forze dell'ordine fossero stati dispiegati in tutto il Paese quel giorno.
Lo scontro politico
Macron attribuisce la responsabilità dei disordini non a tutti i manifestanti, ma a "facinorosi appartenenti a un gruppuscolo di estrema sinistra, affiancati da numerosi delinquenti" e ha annunciato una stretta: i prefetti potranno decidere misure per proteggere le città, "fino a vietare alcune manifestazioni".
Un messaggio implicitamente rivolto alla France Insoumise (Lfi) di Jean-Luc Mélenchon, il partito della sinistra radicale accusato di aizzare le proteste. "Tutti coloro che oggi sostengono che l'urgenza sia scendere in piazza hanno un solo obiettivo: rubare il dibattito" politico, dice Macron.
Mélenchon ha accusato a sua volta Macron di puntare al "logoramento" della situazione. "Non dirigiamo noi il movimento popolare. Si dirige da sé attraverso i suoi sindacati e le sue assemblee. Da tre settimane, i deputati e gli eletti di Lfi si interpongono di fronte alle violenze della polizia. Questo è il nostro ruolo", assicura.
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Secondo atto della protesta dei Gilet gialli sabato prossimo
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