Repubblica Insieme: Bari tra passato, presente e futuro sostenibile
Quick Look
L'evento "Repubblica Insieme" a Bari esplora il futuro della città tra turismo, qualità della vita e sostenibilità, confrontando il presente con un passato segnato da speculazione edilizia, criminalità e sfide ambientali.
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Why It Matters
L'articolo rievoca la Bari di venticinque anni fa, confrontandola con il presente, evidenziando criticità urbanistiche, criminalità e sfide ambientali, ma anche la crescita di una cittadinanza attiva.
Mercoledì 17 giugno alle 17,30 al Kursaal Santalucia torna Repubblica Insieme, dedicata alla Bari che accoglie, tra turismo, qualità della vita e futuro sostenibile. È possibile iscriversi gratuitamente all'evento cliccando qui o inquadrando il qrcode sul nostro sito dove potrete consultare programma e ospiti.
Tornare a Bari di venticinque anni fa, inizio secolo, quando esce il supplemento barese di Repubblica. Piccola città, bastardo posto, verrebbe da dire con Guccini. Il suo volto — di una città che in un libro degli anni novanta l'urbanista Pierluigi Cervellati riteneva avesse le potenzialità di divenire con alcuni interventi una "città bella" — viene sfregiato. Si costruisce dove non si può, si distrugge ciò che c'è. Da un lato Punta Perotti, la saracinesca che ostruiva la vista dell'orizzonte; dall'altro il Petruzzelli, il bene culturale per eccellenza. Ne sono in corso i processi giudiziari quell'anno, accostati l'uno all'altro nella discussione pubblica.
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Intanto, un ragazzo di 15 anni, Michele Fazio, è vittima innocente di un regolamento di conti tra associazioni mafiose. Gli agguati tra la folla sono all'ordine del giorno, uno anche in via Sparano.Ma si discetta se sia "mafia" o "criminalità di stampo mafioso".
L'infiltrazione mafiosa viene sottovalutata pregiudizialmente dall'amministrazione di destra. Non è suo compito raccogliere e far circolare informazioni al riguardo, dotarsi di un ufficio antimafia per evitare inquinamenti, fare della legalità la politica di base trasversale a ogni politica di settore. Prende corpo, anzi, la polemica con la giustizia, sulla sua invadenza nella discrezionalità della pubblica amministrazione. Mal spesa se si considera, peraltro, l'attenzione all'ambiente e alla salute la disinvoltura sull'inceneritore alla Stanic, sul tumore della Fibronit, nel pieno centro di un quartiere popoloso. Sono i cittadini e le associazioni ambientaliste a porre il problema con una fiaccolata per le morti causate da quello stabilimento.Come già per quella di Michele Fazio.
La politica ufficiale continua imperterrita nelle sue pratiche: spartizione delle Asl, opacità negli intrecci con gli affari, nomine nelle aziende speciali a compenso di mancate candidature. Ci sono le elezioni, infatti, quell'anno, per il Parlamento. Quasi come un rito propiziatorio, l'amministrazione comunale intitola un tratto del "suo" lungomare e erge un busto a Araldo di Crollalanza, il podestà fascista che condivise le leggi razziali ma ora trova a onorarlo anche un cittadino ebreo. Cresce l'astensionismo e vince la destra. Repubblica irrompe in questo contesto. Comincia a inquadrare criticamente quei fatti, sparge con commenti incalzanti nuove idee.
La rottura del monopolio della stampa locale, grazie al sorgere anche di altre testate, consente una rimeditazione collettiva che si rivelerà il terreno di coltura di quella che è stata chiamata la Primavera pugliese: con una buona dose di retorica, certo, ma con aderenza all'apertura politica e sociale dal grigiore di una cittadinanza vissuta in maniera rassegnata all'immutabilità.Magari dopo la primavera non c'è stato il fuoco dell'estate e si è passati direttamente all'autunno. Le realizzazioni non corrispondono pienamente alle attese. Emblematica in questo momento la sanità in crisi di prestazioni e con buchi finanziari tenuti nascosti alla cittadinanza, chiamata però a colmarli. La questione urbanistica è sempre attuale: la rigenerazione urbana non si vede, si vedono invece i numerosi palazzi al posto di capannoni grazie a una legge regionale sulla casa prorogata scelleratamente per un decina d'anni nonostante i rimbrotti della Corte costituzionale.
Senzatetto accucciati su materassi sozzi in parallelo a immondi contenitori di spazzatura o alle corsie dei nuovi Brt. Una città che si riscopre vocata agli affitti brevi che sottraggono case agli abitanti. Eppur si muove. Non per favore ma per diritto: la cultura dell'antimafia sociale si va diffondendo. Si moltiplica la cittadinanza attiva di associazioni, circoli, comitati di quartiere, rete dei social. Sono loro, nell'imbrunire dei partiti, a sperare contro ogni speranza, a remare e finire come il Santiago di Hemingway, il quale torna a terra con quattro lische di pesce e, stanco, cade addormentato: ma sognava i leoni. Ma, grazie al pluralismo dell'informazione che ne registra i sogni, si sente che c'è vita a Bari, nella Puglia, se ne sente il cuore pulsare. Ognuno può dire ora (con il titolo di uno straordinario libro di Alberto Savinio su Milano): "Ascolto il tuo cuore, città".
Open Questions
- Quali saranno le reali ricadute delle politiche urbanistiche future?
- Come si evolverà la lotta alla criminalità organizzata?
- Quali misure concrete verranno adottate per la sostenibilità ambientale?






