
L'Arabia Saudita tenta di fermare l'avanzata degli Houthi verso lo stretto di Bab el-Mandeb per negoziare una tregua che protegga la Vision 2030 e le esportazioni energetiche, mentre costruisce alleanze con milizie yemenite filo-saudite e si appoggia al Pakistan per supporto militare, in vista del vertice degli investitori di Riad dal 26 al 29 ottobre.
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Il conflitto in Yemen vede le forze Houthi, sostenute dall'Iran, contrapposte al governo yemenita sostenuto dall'Arabia Saudita. La guerra ha interessato rotte marittime strategiche come Bab el-Mandeb e Hormuz, vitali per le esportazioni energetiche saudite e il commercio globale.
Nel Golfo arabo stretto tra fronti di guerra aperti tra Hormuz e Bab al-Mandeb i tempi della guerra sono dettati anche dall' agenda degli affari: a due settimane dal vertice degli investitori internazionali di Riad, il principe ereditario Mohammed ben Salman cerca di fermare l'avanzata degli Houthi verso lo stretto di Bab el-Mandeb per poi sedersi al tavolo con le forze di Sanaa e strappare una tregua che metta al riparo la Vision 2030. Questo mentre il regno costruisce sul terreno yemenita un'alleanza con le milizie un tempo armate dagli Emirati.
A pesare è anzitutto il calendario: la vetrina con cui il regno chiama a raccolta capitali e grandi gruppi occidentali si apre mentre i missili delle forze di Sanaa colpiscono gli scali del regno. Con Hormuz chiuso dalla guerra regionale seguita all'aggressione americano-israeliana contro l'Iran, Bab el-Mandeb resta la porta dell'export energetico saudita. Riad deve dunque frenare in fretta una guerra che non riesce a vincere e non può permettersi di allargare.
Il vertice, decima edizione della Future Investment Initiative, si tiene dal 26 al 29 ottobre. Nei giorni scorsi i raid Houthi sugli aeroporti di Riad, Dammam e Abha hanno ucciso 15 persone e ne hanno ferite più di trecento, secondo media sauditi.
La controffensiva "Alba dello Yemen", lanciata il 4 ottobre dalle forze governative con un massiccio appoggio aereo saudita, avrebbe restituito al governo il porto di Mokha e posizioni a ridosso dello stretto. Gli Houthi contestano questi successi militari e intanto, più a est, affermano di aver tagliato l'ultima via terrestre che collegava la città di Taiz al resto del territorio governativo.
A Riad, affermano gli analisti, basterebbe per ora contenere l'avanzata: secondo osservatori della regione, i contatti tra sauditi e Houthi non si sono mai interrotti tanto che, una volta respinte le forze di Sanaa dalla costa, il regno sarebbe pronto a un accordo provvisorio o a un cessate il fuoco. Washington, riferiscono fonti statunitensi, fornisce intelligence e assistenza operativa ma non partecipa ai raid.
Per arrivarci, il regno si appoggia anzitutto su Islamabad. Il patto bilaterale di difesa del settembre 2025 è operativo da aprile, quando il Pakistan aveva dispiegato nel regno caccia, sistemi antiaerei e 8mila soldati. Secondo fonti citate dalla stampa internazionale, nelle ultime settimane sarebbero arrivati consiglieri militari pakistani a sostegno delle forze yemenite filo-saudite, insieme a quattro carichi di armi. Questo sul piano bilaterale mentre il patto trilaterale della Mecca con la Turchia resta un cantiere: ha un quartier generale a Riad e un segretario generale pakistano, ma attende ancora il voto del parlamento di Ankara.
Il tassello più delicato è yemenita: a gennaio le forze filo-saudite avevano scacciato i sudisti del Consiglio di transizione del sud dalle aree che controllavano, e l'ultimo personale emiratino si è ritirato. Da allora gran parte di quelle milizie è passata sotto l'ombrello saudita, in mancanza di alternative politiche ed economiche.
AI outlook — possibilities, not facts
L'Arabia Saudita raggiungerà una tregua provvisoria con gli Houthi entro novembre 2026.
Possible · Within weeks
Il vertice Future Investment Initiative di ottobre 2026 si terrà nonostante le tensioni regionali.
Very likely · Within days

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