
I sindacati Fabi, First Cisl, Fisac Cgil, Uilca e Unisin bocciano l'ultimo incontro con l'Abi. Tensioni su stipendi, orario di lavoro e welfare.
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Le trattative tra le organizzazioni sindacali e l'Abi riguardano il rinnovo del contratto nazionale dei dipendenti delle banche.
La piattaforma unitaria presentata da Fabi, First Cisl, Fisac Cgil, Uilca e Unisin punta a un aumento retributivo di 518 euro lordi mensili medi a regime per la figura di riferimento. Tra le principali rivendicazioni figura anche la riduzione dell’orario settimanale dalle attuali 37 a 35 ore, a parità di retribuzione. Si tratta di richieste che le organizzazioni sindacali considerano fondamentali per redistribuire la ricchezza prodotta dal settore e migliorare le condizioni di lavoro. Gli importi e le modalità di applicazione dovranno essere definiti nell’accordo conclusivo tra le parti.
Il confronto si inserisce in una fase di trasformazione del settore bancario, segnata dalla digitalizzazione, dall’impiego dell’intelligenza artificiale e dalle operazioni di aggregazione tra istituti. I sindacati chiedono che i guadagni di produttività generati dalle nuove tecnologie si traducano anche in migliori condizioni per il personale, anziché tradursi esclusivamente in tagli dei costi e riduzioni degli organici. L’obiettivo è rafforzare le tutele occupazionali e favorire una migliore conciliazione tra vita privata e lavoro, attraverso un confronto con le rappresentanze dei dipendenti sull’organizzazione delle attività, sui carichi di lavoro e sulle conseguenze delle ristrutturazioni aziendali.
Nell’ultimo incontro sono stati esaminati in totale circa 120 punti, con numerose richieste sindacali respinte o giudicate non accoglibili perché non previste dalla normativa vigente. Il confronto si è concentrato soprattutto su benessere organizzativo e welfare, due temi sui quali le organizzazioni avevano avanzato proposte dettagliate. Secondo le sigle, tuttavia, sono mancati chiarimenti sufficienti sulle motivazioni delle risposte, rendendo difficile approfondire i singoli aspetti.
Sul welfare aziendale, che nel settore bancario presenta già strumenti e servizi particolarmente sviluppati, i sindacati chiedono di rendere più omogenee le condizioni tra i diversi istituti. L’obiettivo resta complesso da realizzare, anche perché alcune prestazioni, come gli asili nido, non possono essere uniformate in modo automatico in tutte le realtà.
Per quanto riguarda la trasparenza retributiva, il Casl ha invece indicato che farà riferimento alla normativa europea, escludendo margini per modifiche negoziali. Aperture parziali sono emerse sull’informativa annuale prevista dall’articolo 14, che consente alle organizzazioni sindacali di conoscere le prospettive strategiche delle banche: l’Abi si è detta disponibile a valutare un rafforzamento degli elementi quantitativi forniti.
Non ha invece trovato consenso la richiesta di rendere obbligatoria la rendicontazione di sostenibilità, sulla quale gli istituti si sono mostrati favorevoli soltanto a un possibile potenziamento. Sul part time, infine, le banche hanno manifestato disponibilità a intervenire sulla disciplina esistente, ma limitatamente a specifiche casistiche ancora da individuare.
Le parti hanno discusso a lungo anche dei provvedimenti disciplinari, con particolare riferimento alla possibilità di ridurne i tempi. La questione, tuttavia, dipende non soltanto dalle procedure aziendali, ma anche dalla complessità delle indagini nei singoli casi.
Il prossimo passaggio potrebbe contribuire a sbloccare il negoziato. Il 21 ottobre è infatti convocato il Consiglio direttivo dell’Abi, chiamato a definire un mandato di percorso per il Casl, guidato da Ilaria Maria Dalla Riva. Per la prima volta sono stati invitati tutti i componenti del Consiglio, una scelta che punta a valorizzare la pluralità delle posizioni e la partecipazione al confronto. La definizione del mandato potrebbe consentire di rivedere l’impostazione degli incontri, che secondo il calendario proposto dall’Abi dovrebbero concentrarsi ogni volta su un tema specifico.
Per la Fabi, il rinnovo dovrà svolgere un ruolo centrale nella gestione delle conseguenze dei piani industriali, tanto negli istituti coinvolti nelle operazioni di aggregazione quanto nelle banche che procederanno autonomamente a rivedere le proprie strategie. Il calendario prevede altri due appuntamenti, il 26 e il 29 ottobre. In particolare, il confronto del 26 sarà l’occasione per verificare se dalla riunione del Consiglio direttivo emergeranno indicazioni in grado di imprimere una nuova direzione alla trattativa.
Il segretario generale della Fabi, Lando Maria Sileoni, ha espresso un giudizio “totalmente negativo” sull’incontro, sottolineando come non sia ancora emersa una visione sul futuro del sistema bancario. “Vogliamo sapere quale contratto le banche intendono sottoscrivere, quale modello di banca hanno in mente per i prossimi anni e quale ruolo vogliono riconoscere alle lavoratrici e ai lavoratori. Non possiamo continuare a discutere singoli argomenti senza conoscere la direzione che la controparte intende prendere. Se non arriveranno risposte chiare, saremo costretti a prendere posizioni energiche”, ha dichiarato il sindacalista.
La richiesta di un cambio di passo accomuna le diverse sigle. Per Riccardo Colombani, segretario generale della First Cisl, l’atteggiamento dell’Abi rischia di compromettere il percorso negoziale, soprattutto sui temi legati alla responsabilità sociale degli istituti di credito. “È un approccio evidentemente regressivo e non accettabile”, ha affermato, riferendosi alla posizione del Casl, che ha motivato il rifiuto di varie richieste con l’assenza di specifici riferimenti normativi. Colombani si aspetta che il prossimo esecutivo dell’Abi imprimа un’accelerazione: “Il contratto nazionale va chiuso presto e bene: non ci sono alternative”. Secondo il segretario della First Cisl, inoltre, non è giustificabile che le banche, dopo aver conseguito importanti utili, rallentino il confronto sulla redistribuzione della ricchezza a favore di chi ha contribuito a produrla.
Anche Fulvio Furlan, segretario generale della Uilca, ha contestato l’impostazione dell’associazione bancaria, giudicandola poco attenta alle condizioni quotidiane del personale. “Non emerge una visione lungimirante di Abi e sul benessere lavorativo è mancata l’attenzione che merita un tema così importante e centrale”, ha osservato. La trattativa, ha spiegato, avrebbe dovuto concentrarsi fin dall’inizio sulle difficoltà legate a stress, pressioni commerciali e aumento dei carichi di lavoro. Da qui la richiesta di una maggiore disponibilità a individuare soluzioni concrete, anche attraverso un’indagine di clima che permetta di valutare le condizioni di chi opera nelle filiali e negli uffici.
Sulla necessità di chiarire le prospettive del settore è intervenuta anche Susy Esposito, segretaria generale della Fisac Cgil. “La piattaforma che abbiamo presentato indica con chiarezza la direzione che vogliamo imprimere al settore bancario attraverso il rinnovo del contratto nazionale: mettere al centro le lavoratrici e i lavoratori, i loro bisogni e le risposte che meritano in termini di diritti e tutele, sul piano normativo ed economico”, ha spiegato. Per Esposito, il confronto potrà avanzare soltanto quando l’Abi avrà chiarito quale modello di sistema bancario intenda perseguire. Occorre, ha aggiunto, “uno scarto, un atto di coraggio” da parte dell’associazione, chiamata a confrontarsi apertamente con gli obiettivi indicati nella piattaforma sindacale.
AI outlook — possibilities, not facts
Convocazione del Consiglio direttivo dell'Abi
Very likely · Within days
Nuovi incontri negoziali tra le parti
Very likely · Within days

Steel workers block the Eni refinery while hauliers protest in the Foggia area, Brindisi and Sicily. In Bari, vending machines run dry, inconveniences in Taranto.

Two accidents at work caused the death of a 23-year-old worker in a cooperative winery in Scerni, in the province of Chieti, and of a lorry driver overwhelmed by heavy pipes in the canal port of Cagliari.

A worker was found dead at the industrial port of Cagliari, crushed by some pipes. The dynamics are being examined by the Carabinieri and Spresal.

A 23-year-old young man died early this morning in an accident at work inside the San Panfilo winery in Scerni, in the province of Chieti. The university student probably worked as a seasonal worker.

A worker died this morning at the canal port of Cagliari, overwhelmed and crushed by large pipes during handling. Investigations by the police, firefighters and SPRESAL are underway.

A worker was found dead this morning at the industrial port of Cagliari, crushed by some pipes. Carabinieri and Spresal are investigating.