
Il vicepremier replica alle critiche sulla reperibilità, mentre il senatore propone la cabina aperta per il voto congressuale
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Il senatore Massimo Garavaglia ha annunciato la sua candidatura alla segreteria della Lega, ponendosi in una posizione critica rispetto all'attuale gestione del partito.
"Il mio telefono è sempre acceso" e le dichiarazioni di Massimo Garavaglia "mi hanno stupito perché l'ho chiamato per più di un quarto d'ora tre giorni fa...": così il vicepremier Matteo Salvini ad Antenna 3 replicando a Garavaglia che ha detto di non essere riuscito a parlare con Salvini.
"Ero con i camionisti martedì, mi ha chiamato e non potevo rispondere. Gli ho detto che lo avrei richiamato e poi ci siamo sentiti per più di un quarto d'ora - ha aggiunto -. Scoprire della sua candidatura sui giornali... Non dico con una telefonata, ma manco un messaggino... Io comunque al telefono rispondo" ma "fa niente, andiamo avanti".
Al congresso della Lega bisogna votare con la cabina aperta, secondo il senatore Massimo Garavaglia: "Ci mancherebbe altro, anche per evitare retroscena imbarazzanti, è interesse di tutti evitare dubbi o questioni fastidiose e polemiche" spiega Garavaglia a Sky Tg24 entrando nel dibattito sulla cabina. I suoi delegati vogliono la cabina aperta e non chiusa, per evitare che si possa scattare una fotografia e dimostrare per chi si è votato.
Garavaglia parla poi della corsa per raccogliere le 80 firme, con un accenno anche al fatto che quelle di Salvini sarebbero di più delle 120 massime previste: "Ho fatica a raccogliere le firme? Enormemente sì, per un semplice motivo: erano state raccolte tutte... Ho dovuto trovare quei pochi a cui non era stato chiesto di firmare, è matematicamente complicato, è per quello che c'è un limite al numero di firme che si possono raccogliere, 120. Non so quante ne sono state raccolte... Questa è un'altra questione ma non mi interessa fare la polemica" aggiunge il senatore del Carroccio.
"C'è un problema di consenso della Lega? Sì. Possiamo recuperare? Sì, tantissimo, per questo ho fatto questa lucida follia di mettermi in campo. Perché ho il privilegio di essere libero e posso fare quello che voglio, non ho problemi. Mi candidano, non mi candidano, amen. Ho 58 anni è posso fare mille altre cose. Il bello è essere liberi". L'obiettivo è "far crescere la Lega spostandola dallo stereotipo che è di estrema destra, non esiste - prosegue -. Il nostro è un elettorato trasversale, il popolo delle partite iva, di chi lavora e di chi dà lavoro. Una Lega pragmatica, che sugli aspetti sociali è addirittura più a sinistra della sinistra". E poi serve "una spinta federalista, vera" e infine "una sana politica liberale, sia in termini di diritti, come l'ascolto dei giovani, sia in economia - conclude - ma anche sul fine vita: ascoltiamo la Cei sulle cure palliative".

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