
La mobilitazione coinvolge settori pubblici e privati, ma i trasporti sono esclusi dopo l'intervento del Governo.
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Lo sciopero è motivato dalla protesta contro il carovita, il caro energia e le spese militari. Il governo è intervenuto per precettare i trasporti pubblici in vista della commemorazione dei defunti.
L’Unione sindacale di base (Ubs) ha indetto una giornata di sciopero generale per venerdì 30 ottobre. La mobilitazione coinvolge tutte le categorie, sia pubbliche che private, che vi aderiscono. Non vi partecipano, invece, i mezzi di trasporto. I cortei dei manifestanti scenderanno nelle piazze – prevalentemente in mattinata – di oltre 50 città a partire da Roma, Milano, Napoli e tutti i capoluoghi di regione.
Sono coinvolti nello sciopero i lavoratori di amministrazioni pubbliche, servizi, aziende private e altri settori produttivi che aderiscono alla protesta. Anche la scuola e la sanità sono a rischio disagi. Scioperano anche i portuali, nell’ambito della giornata internazionale di protesta contro il traffico di armi e la militarizzazione degli scali – l’iniziativa coinvolgerebbe più di 100 scali portuali in 17 paesi diversi –.
Gli spostamenti per treno sono garantiti: Trenord e Trenitalia hanno annunciato che la circolazione ferroviaria si svolgerà regolarmente. Anche Atm e i trasporti pubblici di tutto il territorio nazionale garantiscono il servizio. Potrebbero comunque verificarsi dei disagi legati a eventuali adesioni alla protesta. La revoca dello sciopero dei mezzi pubblici – aerei compresi – è avvenuta in seguito all’intervento del Governo. Il ministero delle Infrastrutture e dei trasporti ha infatti firmato un provvedimento di precettazione su segnalazione della Commissione di Garanzia, per il mancato rispetto della finestra di franchigia prevista per legge per il trasporto pubblico in concomitanza con i giorni dedicati alla commemorazione dei defunti – dal 30 ottobre al 5 novembre –. Annullato, quindi, lo sciopero che sarebbe iniziato già alle ore 21 del 29 ottobre per poi terminare alle 20:59 del 30 ottobre.
Le ragioni della mobilitazione rimangono le stesse delle ultime manifestazioni: il carovita e il caro energia. L’Usb si oppone anche alle spese per il riarmo e alla guerra in generale. «È il momento di abbassare i prezzi, le tariffe energetiche, gli affitti e i mutui, di alzare i salari e di dire basta con la guerra», ha dichiarato l’unione sindacale.

According to a dossier from the Flc Cgil, between 2022 and 2027 each school worker will lose over 20 thousand euros in purchasing power. Italy is last in Europe for spending on education and teachers are among the lowest paid.

General strike proclaimed by the USB in Italy against the high cost of living, the war economy and government policies, with demonstrations in over 50 cities and possible disruption in schools, transport, healthcare and offices.

The train and public transport strike scheduled for October 30th was canceled and postponed following an injunction from the Ministry of Infrastructure and Transport.

In September 2026, employed people in Italy fell by 7 thousand units compared to August but grew by 198 thousand on an annual basis. Employment (63.0%) and unemployment (6.3%) rates are stable, while youth unemployment drops to 19.9%.

Last generation joins the general strike of October 30th called by Usb against high prices of living and rearmament. Meanwhile, students occupy the Bicocca University in Milan in view of the demonstrations scheduled for tomorrow.

In September the unemployment rate in Italy remained stable at 6.3%, while the youth rate fell to 19.9%. The provisional estimate released by Istat attests to this.