
Protesta indetta dall'Usb con studenti, lavoratori, agricoltori e autotrasportatori
Oltre 1.500 tra studenti e lavoratori hanno sfilato in corteo a Cosenza per lo sciopero generale indetto dall'Usb, protestando contro il carovita, i prezzi dei carburanti e le politiche del governo Meloni.
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Sciopero generale nazionale indetto dall'Usb per denunciare l'aumento del costo della vita e le scelte di bilancio del governo.
Oltre 1.500 tra studenti e lavoratori si sono ritrovati questa mattina in Piazza Loreto, a Cosenza, per aderire allo sciopero generale indetto dall'Usb. In corteo hanno sfilato studenti, docenti delle scuole e universitari, agricoltori con i propri trattori, autotrasportatori, piccoli imprenditori, attivisti e sindacalisti.
"Oggi siamo qua in piazza - ha detto una studentessa - perché in una regione povera come la nostra il costo della vita è diventato insostenibile. Il governo deve dare delle risposte chiare perché fino ad ora è riuscito a dimostrare solo inadeguatezza rispetto al disagio sociale che in tutta Italia si sta manifestando sempre più forte. Siamo tutti uniti nelle stesse lotte perché il tema del carovita e della guerra ci riguarda tutte e tutti: siamo qua studenti, agricoltori, autotrasportatori, universitari, famiglie, lavoratori, insomma tutti quanti insieme, perché crediamo che le lotte si debbano fare insieme, perché solo uniti si vince".
La mobilitazione nazionale è nata per denunciare l'impennata dei prezzi, del carburante in particolare, con il carrello della spesa ormai sempre più proibitivo, a fronte di salari e pensioni che il sindacato indica come bloccati da anni o non adeguati all'attuale costo della vita. Al centro della protesta il dissenso verso le politiche del governo Meloni, accusato dai manifestanti di favorire banche e compagnie petrolifere e di destinare decine di miliardi al riarmo e alla spesa bellica anziché ai servizi sociali, alla scuola e alla sanità.
"Oggi siamo in piazza per lo sciopero generale dell'Usb - ha detto Stefano Catanzariti, rappresentante Usb - indetto a livello nazionale e a livello internazionale per ribadire che dobbiamo dire basta a questa economia di guerra. Vogliamo che il governo, l'Europa, guardino alle famiglie, guardino a quello che stiamo subendo giornalmente con il rincaro dei prezzi del carburante, del costo dell'energia, del costo del carrello e che si tolga alla guerra, alle spese militari, andando a investire sul lavoro, sui salari, sull'economia familiare, rimettendo al centro la dignità delle persone".

The USB union has called a general strike in over 50 Italian cities to protest against the high cost of living and military spending. There are tensions and charges from the police in Turin and the blockade of the ring road in Bologna.

General strike called by the USB throughout Italy against the high cost of living and rearmament policies. Thousands of protesters in the streets, with tensions and clashes reported in Mestre, Turin and road blocks in Milan.

Protesters from grassroots unions forced a police cordon in Bologna, occupying the ring road in via Stalingrado during a protest against the high cost of living. Throwing of eggs and bottles reported before accessing the road.

Over 15 thousand people demonstrated in Cagliari against the high cost of living and military spending. Demonstrations also in Nuoro and Sassari with slogans against the Meloni government and requests for investments in healthcare rather than armaments.

In August 2026, INPS recorded 126,363 unemployment applications (Naspi and Dis-Coll), marking an increase of 7.6% compared to August 2025. In the first eight months of the year, the total applications rose to 1,399,591, up 4.8%.

Two workers climbed onto a crane on a construction site in Porto San Giorgio to protest against the non-payment of wages. Carabinieri and firefighters intervened on site; the workers asked to speak with the mayor Valerio Vesprini.