
Piazze gremite a Torino e Napoli per il 'No Meloni Day'. In Calabria, Puglia, Sicilia e Campania scattano i blocchi degli autotrasportatori e degli agricoltori contro il caro carburanti.
Giornata di alta tensione in Italia per gli scioperi studenteschi del 'No Meloni Day' e la protesta degli autotrasportatori e agricoltori nel Sud contro il caro carburanti, con blocchi stradali e disagi.
AI-generated summary
Onstate di scioperi e proteste in Italia contro il carovita, le politiche scolastiche e il caro carburanti.
Giornata ad alta tensione e a rischio paralisi per l'talia, alle prese con l'ondata di scioperi proclamati dagli studenti per protestare contro il carovita, il tetto agli studenti stranieri e il degrado delle strutture scolastiche. Piazze gremite da Napoli e Torino, dove ieri si sono registrati i primi scontri con le forze dell'ordine. Al Sud, invece, si incendia la protesti degli autotrasportaori per i caro carburanti. Blocchi previsti in Puglia, Campania e Calabria e Sicilia. In corso anche i cortei di Fridays for Future in decine di città. Lo scopo della mobilitazione, in questo caso, è quello di lanciare un messaggio sull'emergenza climatica testimoniata dalle ondate di caldo estremo che quest'estate hanno causato oltre 30mila morti in Europa.
Migliaia di studenti si sono ritrovati questa mattina in piazza XVIII Dicembre, a Torino, per prendere parte al "No Meloni Day", una giornata di mobilitazione contro la guerra e per chiedere al governo di destinare alla scuola le risorse economiche previste per la difesa. La protesta si svolge in un clima di forte tensione, dopo i recenti atti vandalici che hanno interessato alcuni istituti della città, portando all'arresto di un 17enne e all'identificazione di altri giovani, molti dei quali non risultano coinvolti nelle occupazioni pacifiche delle scuole, una ventina in tutta la provincia di Torino. In vista del corteo di oggi, al quale partecipano anche attivisti No Tav e pro Palestina, la prefettura ha disposto il divieto di indossare caschi, maschere e altri oggetti che possano impedire il riconoscimento del volto e nel corso della mattinata la polizia ha identificato una quindicina di ragazzi che si presentavano a volto coperto. Dopo l'avvio della manifestazione, alcuni fogli raffiguranti Giorgia Meloni, altri esponenti del governo, la segretaria del Pd Elly Schlein e il logo di Leonardo sono stati collocati a terra. Un gruppo di studentesse ha poi immerso le mani nella vernice rossa, imprimendole sulle immagini al grido: "Siete la vergogna dell'Italia". Al momento non si registrano disordini, con i poliziotti in tenuta antisommossa che presidiano il corteo.
"Siamo allo stremo. Oggi siamo qui a protestare per dare una scossa a tutto il Paese. Chiediamo al governo una riforma strutturale del settore, l'abbattimento dei costi del carburante e tariffe adeguate ai costi di produzione". Così all'Adnkronos Domenico Notaro, portavoce per la Calabria della Fedralog, la Federazione regionale della logistica che ha promosso la protesta degli autotrasportatori contro il caro carburante a partire da oggi e fino al 20 ottobre, insieme alle federazioni omologhe di Puglia, Sicilia e Basilicata. Dalle prime ore del mattino sono circa venti i presìdi dei tir attivi in tutte le province della Calabria: tra gli altri, lo svincolo autostradale di Falerna, l'area dell'aeroporto di Lamezia Terme, Marcellinara, la raffineria di Vibo Valentia, Pizzo, Sant'Onofrio, Passovecchio, nel Crotonese, il porto di Gioia Tauro, vari punti della Ss 18 lungo il Tirreno cosentino, gli svincoli di Sibari, Frascineto, Castrovillari, San Marco Argentano. La mobilitazione degli autotrasportatori si aggiunge a quella degli agricoltori, che va avanti da oltre dieci giorni. "Dal mese di marzo a oggi abbiamo speso in media duemila euro in più di gasolio per mezzo di trasporto - spiega Notaro -. Moltiplicando questa cifra per il numero di mezzi complessivo di ciascuna ditta, si può ben comprende come le aziende abbiano subìto perdite di fatturato drastiche, che non sono state compensate in altro modo". La Fedralog lamenta, inoltre, il mancato ascolto da parte del governo centrale e delle associazioni di categoria; anche la Regione Calabria, pur avendo aperto uno spiraglio minimo al dialogo, non avrebbe fatto abbastanza per fronteggiare la crisi: a parere della Federazione, i 15 milioni di euro stanziati contro il caro carburanti, di cui 5 per le imprese del comparto agricolo e 10 per il settore dell'autotrasporto trasporto, sono un intervento 'tampone', che "non risolve il problema, lo rimanda soltanto". Insieme ai lavoratori del settore della logistica, si fermano e si aggiungono ai presìdi anche agricoltori, allevatori e pescatori calabresi: "Ci siamo uniti per avere un appoggio maggiore e far arrivare le nostre istanze al governo centrale, da cui aspettiamo un segno da più di due settimane - dichiara Matteo Talarico, referente del Movimento Territorio e Agricoltura -. Chiediamo una misura straordinaria e un ristoro imminente per fronteggiare la crisi ma, in generale, chiediamo una riforma complessiva del comparto agricolo per il prezzo minimo e per risolvere i problemi strutturali che ci portiamo dietro dal 2022. I costi di produzione sono arrivati alle stelle e noi non possiamo più permetterci di lavorare sotto costo", aggiunge Talarico. In assenza di risposte, il blocco, programmato fino al 20 ottobre, fanno sapere i referenti, potrebbe andare avanti a oltranza. Disagi e rallentamenti al traffico si stanno registrando in corrispondenza dei punti nevralgici della protesta, costantemente monitorati dalle forze dell'ordine. Intanto cresce la preoccupazione tra i consumatori, con gli scaffali dei supermercati che si svuotano progressivamente a causa del blocco dei rifornimenti e della grande distribuzione, e la corsa agli approvigionamenti di beni e alimenti di prima necessità.
È entrata nel vivo a Catania e in provincia la protesta proclamata da autotrasportatori e agricoltori contro il caro carburanti, l'aumento dei costi di gestione e la crescita del costo della vita. I primi disagi alla circolazione si registrano nella zona industriale Nord del capoluogo etneo, nella zona dell'ingresso Ikea, dove diversi mezzi pesanti sono fermi creando forti rallentamenti. La mobilitazione punta i riflettori sulle crescenti difficoltà economiche delle imprese del settore, snodo strategico per la logistica e la distribuzione delle merci nell'Isola. Parallelamente, da questa mattina è in corso la manifestazione dei lavoratori della terra e dei camionisti di Caltagirone e dei comuni vicini. Un lungo corteo di trattori ha preso il via dal presidio calatino per percorrere le strade statali 417 "Catania-Gela" e 385, raggiungendo la rotatoria in località Castelluccio. Il transito dei mezzi agricoli sta provocando inevitabili code e rallentamenti al traffico. Gli autotrasportatori non chiedono assistenzialismo, ma dignità, tutele e risposte immediate. Se ci fermiamo noi, non si blocca solo l'economia locale, ma si mette in ginocchio l'intero sistema regionale, nazionale ed europeo.
AI outlook — possibilities, not facts
I blocchi degli autotrasportatori proseguiranno fino al 20 ottobre
Likely · Within days

Day of mobilization in Italy with 'No Meloni Day' student strikes and protests by hauliers and farmers against high fuel prices, causing inconvenience and traffic blockages from Genoa and Turin to Calabria and Sicily.

Over one hundred associations and the CGIL take to the streets in Rome for the national demonstration "La Via Maestra". At the center of the demands are work, social justice, public health and the request for peace.

Protests by trucks and farmers against high fuel prices in Calabria, Basilicata, Campania and Sicily. Inconveniences to road traffic, security in ports and on motorways, and fuel stations running out of stock in various areas.

Protests and truck strikes against high fuel prices are underway in Calabria, Sicily, Campania and Basilicata until October 20th. Hauliers are reporting unsustainable increases in diesel prices and are asking the government for urgent action.

In Taranto the strike of former Ilva workers and related industries ends this evening. Roadblocks removed to allow fuel tankers to pass. The unions confirm their mobilization in view of the meeting at Palazzo Chigi on 27 October.

Tonight at 11pm the strike at the former Ilva in Taranto ends and the blockade on state road 106 is removed. Only the garrison on state road 7 remains.