
La giudice Tiziana Landoni ha respinto la richiesta di custodia cautelare per l'amministratore del canale 'Movimento 17 ottobre', escludendo l'aggravante del terrorismo.
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Youssef Siher era stato fermato con l'accusa di istigazione a delinquere aggravata dal terrorismo in relazione alla gestione di canali social dopo i disordini a Milano del 17-18 ottobre 2026.
La giudice per le indagini preliminari non ha convalidato il fermo dell'amministratore della chat Telegram e della pagina Instagram 'Movimento 17 ottobre'. Nelle motivazioni, ha rilevato che non sussistono gravi indizi di colpevolezza in relazione ai reati contestati. In particolare, secondo la giudice, i contenuti pubblicati dal ricercatore non contenevano riferimenti espliciti al ricorso alla violenza né indicavano le devastazioni come un modello da replicare nelle successive mobilitazioni.
Youssef Siher è tornato in libertà. La gip di Milano Tiziana Landoni ha deciso di non convalidare la richiesta di convalida del fermo e l'applicazione della misura cautelare in carcere proposta dalla pm Francesca Crupi, titolare dell'inchiesta con il procuratore Marcello Viola, ritenendo sussistente sia il pericolo di reiterazione del reato sia il rischio di fuga. Il ricercatore italiano con origini marocchine era stato fermato la notte di sabato scorso in qualità di amministratore del canale Telegram 'Movimento 17 ottobre' aperto dopo la due giorni di saccheggi e devastazioni a Milano con l'accusa di istigazione a delinquere aggravata dalla finalità del terrorismo e violenza organizzata nelle manifestazioni pubbliche. La presidente del Consiglio Giogia Meloni ha definito la decisione della Gip "vergognosa".
Nell'ordinanza con cui la gip di Milano non ha convalidato il fermo e non ha applicato alcuna misura cautelare per Siher si legge: "Nei post e nel comunicato dianzi richiamati l'indagato non prospetta mai il ricorso ad azioni violente o l'adozione di altri comportamenti integranti fattispecie di reato, né il medesimo risulta aver evocato le gravi violenze verificatesi nelle giornate del 17 e 18 ottobre 2026 (da lui neppure menzionate) quale modello di attuazione delle forme di protesta e di mobilitazione collettiva da lui proposte". La giundice aggiunge che "non sono ravvisabili, allo stato, gravi indizi di colpevolezza a suo carico".
Landoni ha spiegato anche che l'amministratore della chat Telegram 'Movimento 17 ottobre', nato dopo la devastazione del fine settimana a Milano, "si è, di fatto, limitato a promuovere una mobilitazione collettiva, 'consapevole', di protesta contro le attuali politiche governative, capace di coinvolgere il maggior numero di persone, con l'obiettivo di favorire, come da lui espressamente dichiarato, il formarsi di una coscienza collettiva". Il riferimento dell'indagato alle mobilitazioni organizzate in Francia "è assolutamente generico e non vi sono allusioni ad atti di violenza o all'adozione di comportamenti integranti reato. Siher pare, piuttosto, richiamare la costanza e in generale l'attivismo che ha connotato i movimenti di protesta francesi, senza esaltare, in alcun modo, le condotte violente poste in essere da taluni manifestanti".
Secondo Landoni, non si può sostenere che le condotte Siher "fossero volte a esercitare forme di costrizione nei confronti di organi di vertice delle istituzioni, né che le stesse fossero sorrette da finalità di eversione dell'ordine democratico dello Stato". Per la giudice non solo sono "insussistenti i gravi indizi di colpevolezza a carico dell'indagato", ma "non sarebbe comunque ravvisabile la contestata aggravante" del terrorismo. Le azioni verbali di Siher "non potrebbero ritenersi tali da arrecare un grave danno allo Stato (non pare essere, invero, di dimensione necessariamente macroscopica l'offesa dalle stesse potenzialmente creata), né risultano essere state compiute allo scopo di intimidire la popolazione, suscitando nella società nel suo complesso un turbamento profondo e perdurante, considerati gli stessi propositi esternati dal medesimo nei due comunicati pubblicati all'interno del gruppo Telegram e il tentativo di promuovere la formazione di una coscienza collettiva, coinvolgendo anche persone non appartenenti a realtà politiche".

The leaders of the Court of Milan are monitoring social media after threats made to investigating judge Tiziana Landoni, who released Youssef Siher, administrator of the 'October 17 Movement' channels, from prison. The Carabinieri are evaluating protection measures.

The United Sections of the Court of Cassation have confirmed the sentence of the Court of Appeal of Milan: the former Ilva of Taranto must cease its hot production activity. It is now up to the commissioners to define the times and technical methods for extinguishing the blast furnaces.

The Genoa prosecutor's office has requested the indictment of the activist Mohammad Hannoun and five other suspects, accused of financing Hamas through charities. The preliminary hearing is set for November 12.
The Court of Cassation confirmed the decree of the Court of Appeal of Milan ordering the closure of the hot area of the former Ilva in Taranto, citing the prevalence of the right to health and the environment over private economic initiative.

Councilors of the CSM ask for the opening of a procedure to protect the investigating judge of Milan Tiziana Landoni, following the statements of the Prime Minister on the case of the arrest of Youssef Siher.

Several councilors of the CSM have requested the opening of a procedure to protect the investigating judge of Milan Tiziana Landoni, following the criticisms of the Prime Minister on the provision not to validate the detention of Youssef Siher.