
Il caso del calciatore Yael Trepy e i dati dell'Iss: una media di 300 annegamenti all'anno in Italia tra mare, laghi, fiumi e piscine.
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L'Osservatorio dell'Iss monitora annualmente la prevenzione degli annegamenti e degli incidenti nelle acque di balneazione in Italia.
Dal tuffo spericolato al malore in acqua. La sicurezza tra mare e piscina, ma anche lago e fiume, non va in vacanza. Anche perché le cronache degli ultimi giorni rispolverano un problema che si presenta ogni estate.
È il caso del giovane calciatore del Cagliari Yael Trepy, che domenica pomeriggio ha rischiato di annegare in una piscina in Costa Smeralda. Secondo una prima ricostruzione Trepy si sarebbe sentito male mentre faceva il bagno nella piscina. Tirato fuori dall’acqua, è stato immediatamente soccorso e trasportato con l’elicottero a Sassari e ricoverato in terapia intensiva. Sempre domenica, nelle acque antistanti la spiaggia di Su Giudeu a Chia una giovane turista di 17 anni è stata travolta da un barchino con una decina di migranti in prossimità di una boa. La giovane è stata ricoverata in ospedale a Cagliari.
I numeri sono importanti: ogni anno si conta una media di 300 annegamenti. L’Iss, nel periodo che va dal 2024 al 2025 ne ha censito oltre 600, con una prevalenza di maschi, e quasi equamente divise tra mare, soprattutto nelle spiagge libere, e acque interne. Il dato emerge viene dalla relazione annuale dell’Osservatorio per lo sviluppo di una strategia nazionale di prevenzione degli annegamenti e incidenti in acque di balneazione.
La maggior parte degli annegamenti avviene in mare e nelle acque interne che insieme rappresentano il 93% dei casi. Un numero inferiore ma importante se si considera che coinvolge principalmente i bambini e gli adolescenti avviene nelle piscine.
Il malore in acqua causa principale

Il cuginetto della bimba di 4 anni morta a Palermo è positivo alla difterite ma migliora. Scatta la corsa alle vaccinazioni e l'indagine epidemiologica per trovare il paziente zero.

Il cuginetto della bambina deceduta è ricoverato all'ospedale dei Bambini ed è risultato positivo alla difterite. Le sue condizioni sono in miglioramento clinico.

Una bambina di 4 anni è morta a Palermo per sospetta difterite. La madre, in un post su Facebook, ha attaccato i medici definendoli 'incompetenti' per aver sottovalutato la situazione. L'autopsia sarà effettuata dall'Istituto di Medicina Legale.

Sono venti i casi accertati di virus West Nile nella provincia di Oristano. Le autorità sanitarie della Asl 5 hanno avviato inchieste epidemiologiche e interventi di disinfestazione nelle aree interessate dai contagi.

Una bambina di 4 anni non vaccinata è morta di difterite a Palermo, prima vittima in Italia da oltre trent'anni. La Procura ha aperto un'inchiesta. Ricoverato il cuginetto con gli stessi sintomi ma vaccinato.

Rino Rappuoli, direttore scientifico della Fondazione Biotecnopolo di Siena, avverte che il cambiamento climatico e la mobilità rendono malattie come West Nile e Chikungunya endemiche in Italia, invocando una strategia di sicurezza sanitaria permanente.