
Manifestazioni in oltre 50 città spagnole dopo la bocciatura parlamentare dei decreti del governo Sanchez sulla crisi abitativa. Scontri con la polizia a Valencia.
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Il Parlamento spagnolo ha bocciato due decreti legge d'urgenza del governo Sanchez volti a contrastare la crisi abitativa. La protesta è stata innescata dal caso di sfratto di una donna di 87 anni, Maricarmen.
Il giorno dopo il no del Parlamento ai decreti del governo Sanchez per contrastare la crisi abitativa in Spagna - che potrebbe portare anche a nuove elezioni - sono riprese nel Paese le manifestazioni di protesta. A dare il via alle contestazioni è stato nelle scorse settimane il caso di Maricarmen, la donna di 87 anni sfrattata (e poi fatta rientrare) dall’appartamento in cui viveva da 70 anni.
Nella capitale Madrid sono partite oggi quattro colonne di manifestanti per il diritto alla casa, che da nord, sud, est e ovest della capitale convergono sulla centrale Plaza Cibeles, in segno di protesta per la bocciatura in Parlamento di due decreti legge d'urgenza di misure contro la crisi abitativa.
Dietro grandi striscioni con su scritto: “Subito sciopero generale!”, e al grido di "Fuori gli speculatori dai nostri quartieri" e "Questo deve cambiare, la casa subito!', migliaia di manifestanti si sono uniti ai cortei partiti da Atocha, al sud della città, da Plaza de Espana, dall'ospedale La Princesa, mentre una marcia è partita anche dall'accampamento degli attivisti in Puerta del Sol.
E cortei, convocati dai sindacati degli inquilini in oltre 50 città spagnole, si svolgono contemporaneamente da nord a Sud del Paese, da Santander in Cantabeia, a Santiago di Compostela, in Galizia, a Palma de Maiorca, alle Baleari. Mobilitazioni in massa sono previste anche a Barcellona, a Toledo, a Vigo, ad Alicante e a Malaga, tra le altre.
"Quella che si respira nelle strade è una nuova energia. Un'energia che ha dimostrato in 8 giorni il potere popolare è capace di fare molto di più che in 8 anni di governo progressista", ha dichiarato la portavoce del Sindicato de Inquilinas, Valeria Racu. E ha ripetuto la volontà degli attivisti di "portare avanti la lotta". "Sappiamo perfettamente chi sono i colpevoli: i veri invasori sono gli investitori", ha aggiunto riferendosi ai fondi 'avvoltoio' di speculazione edilizia.
"La strada è chiara ed è verso lo sciopero generale", ha proseguito Racu, nell'assicurare che sono in contatto con i sindacati di maggioranza nel Paese per organizzare un'astensione generale dal lavoro, della quale tuttavia ancora non è stata indicata una data.
Decine di migliaia di persone sono scese in piazza a Madrid: almeno 70mila secondo la prefettura. Il Sindicato de Inquilinas, che ha convocato le odierne manifestazioni in una cinquantina di città iberiche, stima invece che nella capitale spagnola sono scese in piazza circa mezzo milione di persone.
E in giornata si sono registrati scontri tra manifestanti e polizia nelle proteste per il diritto alla casa in corso a Valencia. Agenti in tenuta antisommossa hanno esploso pallottole di gomma per disperdere centinaia di attivisti giunti in corteo presso l'emblematico complesso del Palau de las Artes, dove è in corso una convention di imprese immobiliari.
Un gruppo di una trentina di manifestanti sarebbe riuscito a entrare nel complesso, superando l'imponente cordone di polizia a protezione del complesso, ripreso nelle immagini rinviate in diretta dall'emittente pubblica Tve. Per sgomberarli e allontanare i manifestanti la polizia ha impiegato gas lacrimogeni ed esploso a scopo dissuasorio alcune pallottole di gomma. Al momento non si registrano feriti o arresti.
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