Superbonus, rinvio obbligato per 18 miliardi di compensazioni
Il disegno di legge di Bilancio interviene con l'articolo 37: la rata da 20,5 miliardi in programma per il prossimo anno sarà diluita. Scende a 30mila euro la soglia per il blocco dei crediti in presenza di cartelle esattoriali non pagate.
Quick Look
Il Governo italiano interviene nella manovra 2027 sul Superbonus, diluendo in dieci anni la rata da 20,5 miliardi prevista per il prossimo anno e abbassando a 30mila euro la soglia per il blocco delle compensazioni in presenza di debiti fiscali.
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Why It Matters
Il Superbonus ha generato un forte aggravio sulla finanza pubblica negli ultimi anni, portando il governo a restringere progressivamente i meccanismi di compensazione dei crediti.
Sulle compensazioni bonus edilizi il Governo punta ancora a restringere il perimetro di gioco. Il disegno di legge di Bilancio 2027 torna sul Superbonus, su cui maggioranza ed Esecutivo hanno sempre rimarcato l’eredità pesante in termini di aggravio sulla finanza pubblica che ha ridotto i margini di movimento negli ultimi quattro anni. La manovra ora interviene con una norma (l’articolo 37), che rischia di produrre effetti negativi di cassa per banche e imprese: la rata da 20,5 miliardi di pagamenti collegati al Superbonus, in programma per il prossimo anno, sarà spalmata su dieci anni, replicando misure simili, già adottate in passato. L’effetto finale, visibile dalle tabelle presenti nella relazione tecnica, è che il prossimo anno saranno compensati circa 2 miliardi; i restanti 18,5 sono rinviati agli anni successivi. A questo si aggiunge poi l’ulteriore restrizione - in questo caso generalizzata e non solo per il Superbonus - che dal 2027 vedrà far scattare il blocco delle compensazioni in presenza di 30mila euro (la soglia attuale è di 50mila, che era stata ridotta dalla manovra 2026) di cartelle con debiti iscritti a ruolo non pagati.
Tornando allo specifico dei bonus edilizi, la novità agisce su sconti in fattura o cessioni dei crediti. Una volta effettuati i lavori di superbonus - va ricordato -, i titolari delle detrazioni potevano trasformarle in crediti di imposta, da cedere soprattutto a banche o imprese. Questo meccanismo ha prodotto una massa gigantesca di crediti che, ogni anno, vengono recuperati tramite gli F24. Qualche numero rende l’idea: nel 2024 sono stati compensati 42 miliardi i crediti legati a bonus edilizi, nel 2025 i crediti compensati sono stati pari a 44,1 miliardi, in crescita rispetto all’anno precedente. E i crediti da compensare sono ancora molti: in totale sono stati prodotti quasi 230 miliardi, alla fine del 2025 erano rimasti circa 115 miliardi da utilizzare.
La regola generale è che le compensazioni seguono la ripartizione annuale delle detrazioni: quindi, nel caso dei lavori di superbonus effettuati fino al 2023, le rate annuali sarebbero quattro. La manovra, però, fa un cambio d’ufficio. E stabilisce che le quote annuali dei crediti d’imposta, derivanti dalle comunicazioni di cessione o di sconto relative alle spese sostenute nel 2023 per gli interventi di superbonus, utilizzabili in compensazione nel 2027, saranno «a loro volta ripartite in dieci rate annuali di pari importo». Fanno eccezione solo i crediti per i quali, in passato, i contribuenti si sono già avvalsi della possibilità di effettuare la spalmatura su dieci annualità.
L’effetto di questa novità è chiaramente visibile nella relazione tecnica. Le compensazioni utilizzabili nel 2027 per i crediti d’imposta del superbonus 2023, al netto della quota per la quale è stata esercitata l’opzione di spalmatura, sono stimate in 20,5 miliardi di euro. Con la nuova stretta vengono pagati il prossimo anno circa 2 miliardi di euro; i restanti 18,5 saranno compensabili tra il 2028 e il 2036. La misura - va sottolineato - non ha effetti sull’indebitamento dello Stato, perché questi lavori sono stati già registrati nell’anno 2023, «in corrispondenza della spesa sostenuta», spiega la relazione. L’effetto, invece, è di cassa, sia per lo Stato, che diluisce il pagamento di una delle ultime (e più pesanti) rate del superbonus, sia per imprese e banche che avrebbero dovuto utilizzare queste somme.
Un esempio può rendere più semplice l’idea di quanto succederà. Un’impresa di costruzioni che ha effettuato lavori legati al superbonus maturando crediti di imposta per due milioni di euro, con sconto in fattura, nel 2023, si è ritrovata quattro rate da 500mila euro di compensazioni da recuperare negli anni successivi. L’ultima è in programma nel 2027. Le somme compensabili il prossimo anno, per effetto della manovra, non saranno più di 500mila euro ma di 50mila euro; i restanti 450mila saranno recuperabili in nove altre rate, tra il 2028 e il 2036. Senza considerare poi la perdita di valore prodotta dall’inflazione.
What to Watch
AI outlook — possibilities, not facts
Rallentamento del recupero dei crediti fiscali per banche e imprese
Very likely · Within months
Open Questions
- Quali saranno le contromisure delle imprese di costruzioni?
- Come reagirà il settore bancario alla diluizione decennale?






