
A dieci anni dal sisma del 24 agosto 2016, il punto sulla ricostruzione privata e pubblica tra Abruzzo, Lazio, Marche e Umbria.
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Il 24 agosto 2016 un sisma di magnitudo 6.0 ha colpito il Centro Italia, causando 299 vittime e ingenti danni materiali. La ricostruzione coinvolge 140 comuni tra Abruzzo, Lazio, Marche e Umbria.
Sono trascorsi dieci anni dal sisma del 24 agosto 2016 che sconvolse il Centro Italia. In questo lasso di tempo, da Amatrice ad Arquata, passando per Accumoli, tra Abruzzo, Lazio, Marche, Umbria sono stati tanti i ponteggi e le transenne che hanno costellato il panorama. E oggi al centro dell'attenzione c'è il processo di ricostruzione.
Al 31 maggio 2026 i cantieri in corso sono 8.393 (oltre 7.500 sono quelli per danni gravi) e quelli conclusi 14.968, per un totale di 23.361 cantieri autorizzati. La quota dei cantieri conclusi sul totale dei cantieri avviati sale al 64,1%.
Al 31 maggio 2026 le richieste di contributo per la ricostruzione (Rcr) presentate sono 36.149, per un importo richiesto complessivo di 17,82 miliardi di euro. Rispetto al 2025, quando le Rcr erano 34.148 per 15,89 miliardi, si registra un incremento di 2.001 domande, pari al 5,9%, e un incremento di 1,93 miliardi di euro di importi richiesti, pari al 12,1%. Le pratiche approvate dagli Uffici Speciali sono 24.650, pari al 68,2% delle domande presentate.
Nell’ultimo anno più di 1.300 nuclei familiari hanno fatto rientro nelle loro case, per un totale di circa 2.800 beneficiari (il 13,5% di rientri in più, rispetto al 2025). Ci sono ancora 8.700 nuclei in attesa. Negli ultimi tre anni, sono stati circa 5.500 i nuclei che hanno potuto ritrovare la loro casa riparata o ricostruita. Rispetto allo scorso anno aumentano le domande di ricostruzione per danni gravi, con un quadro dei danni lievi ormai in una piena fase attuativa.
Al 30 aprile 2026 la programmazione pubblica della ricostruzione post-sisma 2016 comprende 3.667 interventi, per un valore complessivo di oltre 4,85 miliardi di euro. Rispetto al quadro rappresentato nel rapporto 2025, quando gli interventi programmati erano 3.542 per 4,6 miliardi, si registra un incremento di 125 interventi e di circa 252 milioni di euro. Gli interventi non ancora avviati sono 93, pari al 2,5% del totale.
Il dato resta sostanzialmente stabile rispetto al 2025, quando era pari al 2,4%, ma va interpretato considerando che nel frattempo la base programmata è aumentata con l’inserimento degli ultimi piani di opere pubbliche. Complessivamente, lavori in corso e lavori conclusi rappresentano ormai circa il 40% dell’intera programmazione, contro il 34,4% del 2025.
I contributi concessi raggiungono 12,59 miliardi di euro, 1,82 miliardi, in più rispetto allo scorso anno. Al 10 giugno 2026 le liquidazioni di Cassa depositi e prestiti hanno superato gli 8 miliardi di euro, di questi, quasi 2 miliardi liquidati negli ultimi 12 mesi, complessivamente il 69% tra il 2023 ad oggi. Il rapporto tra somme liquidate e somme concesse cresce al 63,5%. Quasi il 69% è stato liquidato dal 2023 ad oggi.
Nei 44 Comuni più colpiti risultano presentate 17.840 richieste di contributo. Di queste, 6.491 per danni lievi e 11.349 danni gravi. Il fabbisogno economico è pari a 10,43 miliardi di euro di importi richiesti. I contributi concessi ammontano a 7,27 miliardi, le somme liquidate a 4,49 miliardi. I cantieri in corso sono 4.710, quelli chiusi 7.108. I Comuni più colpiti restano il cuore della ricostruzione privata: concentrano circa la metà delle richieste complessive.
Ad agosto 2026 il Consiglio dei Ministri ha approvato un pacchetto di misure che segna una svolta nella gestione della ricostruzione. Tra i provvedimenti principali figurano la cessazione dello stato di emergenza nazionale e il passaggio allo stato della ricostruzione, la proroga per tre anni della Struttura commissariale e l’individuazione del “Primo Cratere” nei Comuni di Amatrice, Accumoli e Arquata del Tronto, destinatari di specifiche misure di sostegno.
Al Commissario Straordinario al sisma 2016, accanto alla ricostruzione materiale, è stato affidato anche il compito di occuparsi della riparazione economica e sociale di questi territori. Per questo, NextAppennino, il Programma del Piano Nazionale complementare al Pnrr, si sta confermando uno strumento fondamentale. Finanziato per 1,78 miliardi di euro, si compone di due macromisure: la A (“Città e paesi sicuri, sostenibili e connessi) e la B (“Rilancio economico e sociale”).
Un'indagine del Cresme nei territori delle quattro regioni interessate dal programma stima che, anche grazie alle risorse messe in campo Programma NextAppennino, il Pil crescerà complessivamente di oltre 3,8 miliardi di euro e che l'occupazione vedrà un incremento cumulato di oltre 18mila unità.
I dati SISCO evidenziano che, nel quadriennio 2022-2025, i 138 comuni del Cratere Sismico del 2016 hanno registrato un progressivo rafforzamento dei flussi in entrata nel mercato del lavoro. Le nuove attivazioni sono passate dalle 25,1mila del primo trimestre 2022 alle 27,4mila del primo trimestre 2025, con un picco di 30,8mila registrato nel terzo trimestre 2023.
La crescita media annua delle assunzioni è stata pari al +3,9% nel 2023, al +3,5% nel 2024 e al +1,1% nei primi nove mesi del 2025 (+8,7% tra la media delle nuove assunzioni del 2025 e la media del 2022). Un confronto più ampio mostra come il "Cratere Ristretto", nel suo insieme, ha mostrato un'accelerazione dei nuovi posti di lavoro (+17% tra 2022 e 2025) nettamente superiore a qualunque regione italiana; basti osservare che la media nazionale ha registrato una crescita di appena il +4,0% nello stesso periodo.
La ricostruzione degli edifici nel più grande cantiere edile d’Europa, 8 mila kmq di superficie per 28 miliardi di euro di danni da ripristinare, diventa anche un mezzo per un fine più ampio: contrastare la crisi demografica. Nell'ultimo secolo si è assistito a un progressivo indebolimento di un'area, quella del sisma 2016, in cui, 100 anni fa si contavano circa 4500 insediamenti abitati che ora si sono ridotti a meno di 400.
La presidente del Consiglio Giorgia Meloni, alla vigilia del decimo anniversario del sisma, ha dichiarato: “Fin dal suo insediamento il governo ha lavorato per imprimere, dopo troppi rinvii e false partenze, una decisa accelerazione nella ricostruzione post sisma. Un cambio di passo, che è testimoniato dai numeri dei contributi concessi per la ricostruzione privata e dalla decisa ripresa di quella pubblica". E “il cammino della ricostruzione non è finito. Molto è stato fatto, ma altrettanto resta da fare. E noi intendiamo farlo”.
Il commissario straordinario alla ricostruzione, Guido Castelli, ha detto: “Esprimiamo profonda gratitudine a sua Santità Papa Leone XIV per il pensiero rivolto alle comunità del Centro Italia colpite dal terremoto, nel decimo anniversario di quella tragica giornata". Il Pontefice ha ricordato il sisma, assicurando la propria preghiera "per i defunti e per le loro famiglie e per tutte le comunità coinvolte" e auspicando che fede e solidarietà continuino a sostenere la ricostruzione.
Il sindaco di Amatrice, Giorgio Cortellesi, ha dichiarato: "Fin dal discorso di insediamento la premier Giorgia Meloni ha detto che il ripopolamento delle zone depresse sarebbe stata una priorità dell'esecutivo. E la ringrazio per aver mantenuto la promessa. La vera ricostruzione è iniziata da tre anni".
Il sisma del 24 agosto 2016, alle ore 3.36, scosse il Centro Italia con una magnitudo 6.0 nei pressi di Amatrice. Diede inizio a una delle più importanti sequenze sismiche che ha colpito il territorio nazionale in questo secolo, con 140 comuni e circa 600mila persone coinvolte.
I centri più devastati furono Amatrice, Accumoli (Rieti) e Arquata del Tronto (Ascoli Piceno). L'epicentro è tra Accumoli e Arquata del Tronto, due Comuni distanti pochi km tra Lazio e Marche. Viene praticamente rasa al suolo Pescara del Tronto, frazione di Arquata.
Sotto le macerie restarono 299 vittime: 237 ad Amatrice, 51 ad Arquata (quasi tutte nella frazione di Pescara) e 11 ad Accumoli. Ingenti i danni a case, edifici pubblici, imprese, strade, beni culturali non solo nei tre Comuni, ma anche nei centri vicini, e anche in Umbria (la stessa notte viene registrata una scossa di magnitudo 5.4 a Norcia) e Abruzzo.

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