Tokyo e Seul in profondo rosso: perché la fuga dal tech dopo le midterm affonda le Borse in Asia
I mercati di Tokyo, Seul e Taipei registrano perdite pesanti sulla scia di Wall Street, frenati dai timori sulle infrastrutture per l'intelligenza artificiale dopo le elezioni di midterm.
Quick Look
- Crollo delle Borse asiatiche guidato dal settore tecnologico e dei semiconduttori, con Tokyo in calo del 5,96% e Seul del 6,02%.
- Gli investitori temono che i democratici al Congresso Usa possano frenare lo sviluppo dei data center e dell'intelligenza artificiale.
AI-generated summary
Why It Matters
I mercati finanziari asiatici risentono delle tensioni a Wall Street e dell'esito delle elezioni di midterm negli Stati Uniti.
PECHINO – Il timore che la conquista della maggioranza al Congresso Usa da parte dei democratici possa rallentare lo sviluppo delle infrastrutture e degli investimenti nel settore dell'intelligenza artificiale si è trasformato in un venerdì di paura per i mercati asiatici, a seguito di una ondata di vendite nel settore tecnologico a Wall Street. Tokyo, Seul e Taipei con pesanti segni meno, deboli Hong Kong e Shanghai.
A picco le Borse in Asia
L’indice Nikkei 225 giapponese ha perso il 5,96%. I ribassi sono stati trainati dai principali titoli legati all’intelligenza artificiale come Kioxia, SoftBank Group e Advantest. Il Kospi sudcoreano ha dovuto sospendere le contrattazioni per venti minuti e ha chiuso a -6,02%, il livello più basso dalla fine di marzo: con i due colossi dei chip - Samsung e Sk Hynix - rispettivamente a -6,35% e -10,44%. Il Taiex di Taipei ha chiuso in ribasso del 4,5%, recuperando in parte il crollo registrato in apertura, con la taiwanese Tsmc, leader mondiale nella produzione di semiconduttori, che è arrivata a perdere fino all’8,5% prima di chiudere a -4,7%. Leggermente meglio Shanghai (-1,10%) e Hong Kong (-1,27%).
L'effetto midterm
L’ondata di vendite in Asia fa seguito al pesante calo dei titoli statunitensi, con il Nasdaq che ha toccato il minimo degli ultimi sei mesi. Gli investitori temono che i democratici americani, usciti vincitori dalle elezioni di midterm di questa settimana, possano mettere un freno al boom dell'intelligenza artificiale. Secondo i dati di Cleanview, una società di analisi di mercato, citati da Bloomberg, circa il 40% della capacità dei data center in fase di realizzazione negli Stati Uniti dovrebbe essere costruita in Stati dove i governatori neoeletti hanno promesso di bloccare o sospendere tali progetti. Un Congresso controllato dai democratici sta dunque alimentando le preoccupazioni sulle prospettive di crescita per i produttori di chip e i fornitori di data center.
“I mercati asiatici, fortemente orientati al settore dei semiconduttori, potrebbero ora trovarsi ad affrontare alcuni dei venti contrari più forti, poiché l'esposizione alle catene di approvvigionamento globali dell’intelligenza artificiale li rendono particolarmente vulnerabili a un’altra ondata di vendite”, ha affermato a Bloomberg Hebe Chen, analista di mercato presso Vantage Global Prime. Un eventuale rallentamento del settore dell’intelligenza artificiale avrà ripercussioni economiche in tutta l’Asia, sostengono diversi analisti: nel continente si concentra buona parte della produzione e se cala la domanda di chip, di sistemi di raffreddamento, di qualsiasi prodotto legato all’IA, questo peserà sulla crescita delle esportazioni. I principali esportatori asiatici potrebbero subire un duro colpo se si dovesse tirare il freno all'Ia.
What to Watch
AI outlook — possibilities, not facts
I produttori di chip asiatici affronteranno forti venti contrari sui mercati.
Likely · Within weeks
Open Questions
- Quali misure concrete adotteranno i governatori neoeletti contro i data center?
- Come reagiranno le autorità monetarie asiatiche al crollo azionario?







