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Due grandi foto davanti alle bare al centro della pieve di Camaiore parlano di Kety Andreoni, 52 anni, e del figlio Mirko Moriconi, 24 anni, uccisi dal marito e padre. Kety sorride. Mirko appare ilare, giocoso, forse è un'immagine di tempo fa. Intorno fiori bianchi, davanti sfilano altri parenti, amici, chi lavorava con Kety alla casa di riposo, anche le autorità. Parecchi sono gli abitanti della collina sopra Camaiore, via della Costa. Sulla bara di Kety una scritta dice "donna piena di dolore e piena di umanità". La sorella Jessica la 'abbraccia'.
Fa molto caldo e sono tutti sconvolti da una tragedia che li segnerà per molti anni ancora. Il priore don Silvio Righi lo sa.
"La nostra comunità ha una ferita che non potrà mai rimarginarsi", ha detto nell'omelia, "questa è una ferita che colpisce tutta la società perché la famiglia è la prima cellula della convivenza umana e della comunità cristiana, quando la violenza vi entra, lo scandalo è ancora più grande".
Don Righi, che ha celebrato la funzione insieme ad altri due preti, chiede di essere tutti vicini a Kety e Mirko, affida loro al Signore. Non si mette a sindacare, non parla di omosessualità, non nomina Piero Moriconi, il muratore che ha sparato col fucile da caccia ai familiari. Chiede di pregare per i morti ammazzati e, ha aggiunto, "per chi ha commesso un gesto così terribile che la giustizia faccia il suo corso e che la Misericordia di Dio raggiunga i cuori più oscuri". Il parroco teme questo: "Le tenebre sembrano aver preso il sopravvento ma la loro forza apparente non va confusa con la vittoria del male.
Le tenebre possono circondarci ma non devono conquistarci". E indica nella solitudine e nell'assenza di dialogo avanguardie del male: "In ogni casa possono esserci crisi, incomprensioni, fatiche, esasperazione. E quando il dialogo si spegne e si smette di ascoltare, ci si chiude nella solitudine, nel rancore, nella disperazione, il cuore rischia di diventare terreno fertile per il male. Non dobbiamo esitare a chiedere aiuto, non è debolezza ma responsabilità", "possiamo costruire una comunità dove nessuno si senta abbandonato. Il male cerca sempre di isolare, di dividere. Cristo fa il contrario, ci raduna".
L'emozione è notevole nel silenzio dei presenti. Rebecca però ha ricordato la zia Kety e il cugino Mirko con parole luminose: "Avevano un cuore immenso - ha detto - Zia non dimenticherò mai i pomeriggi assieme a fare shopping e tutti e tre al mare, la tua bontà d'animo, il rapporto speciale che avevi con tua sorella, la mia mamma: eri la sua migliore amica. Poi c'era Mirko che amavi e hai amato ogni singolo giorno, che mamma meravigliosa che eri. E poi ci sei tu Mirko la persona con cui sono cresciuta: ti ricorderò per il tuo sorriso, per la tua voglia di vivere. Ho ammirato di te che non ti sei mai vergognato di essere te stesso, hai vissuto senza paura del giudizio degli altri".

Un uomo cinese di 52 anni è stato arrestato in flagranza dai carabinieri per l'omicidio volontario aggravato della moglie, sua connazionale, avvenuto nella loro abitazione di San Giovanni al Natisone. L'uomo si è avvalso della facoltà di non rispondere durante l'interrogatorio. La vittima è stata trovata esanime con ferite da taglio all'addome dopo che i vicini hanno sentito grida e chiamato i soccorsi.
Raffaele Afeltra, 69 anni, storico boss del clan Afeltra-Di Martino, è stato ucciso a colpi d'arma da fuoco mentre era a bordo della sua auto a Pimonte, nell'area vesuviana del Napoletano. I carabinieri di Castellammare e del Nucleo Investigativo di Torre Annunziata sono intervenuti sul posto e stanno indagando sul suo passato criminale.

A tre giorni dal furto del collier di diamanti al Museo di arti applicate di Vienna, una visitatrice denuncia l'assenza di controlli alle borse e di allarmi durante la spaccata della vetrina, contraddicendo le dichiarazioni del museo sugli 'altissimi standard di sicurezza'. Dopo il colpo sono stati installati metal detector e obbligo di deposito borse, misure che resteranno almeno fino al 27 settembre.

Un uomo di 69 anni, Raffaele Afeltra, è stato ucciso a colpi d'arma da fuoco a Pimonte, nel Napoletano, da sconosciuti. Sul posto i carabinieri per i rilievi e le indagini su dinamica e matrice.

Silvano Loia, 52 anni, manager di Rai Way e compagno dell'attrice Francesca Neri, è morto annegato tra Tarquinia e Montalto di Castro dopo una passeggiata sulla spiaggia. Il corpo è stato ritrovato in mare poco distante dalla riva. La salma è stata trasferita all'obitorio comunale in attesa del trasporto a Roma per le esequie. Gli amici e il Comune hanno espresso cordoglio sui social, così come la Rai attraverso una nota ufficiale.

Un yacht di 20 metri ha preso fuoco al largo di Jesolo, nel Veneziano, provocando una colonna di fumo nero visibile a distanza. Dieci persone a bordo sono state evacuate dalla Capitaneria di porto. Sono in corso le operazioni di spegnimento con vigili del fuoco, sommozzatori e elicottero.