
Un rapporto dem accusa il dipartimento di Giustizia di coprire Trump, mentre Beatrice Keul denuncia una presunta violenza nel 1993.
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I democratici della Camera hanno pubblicato un rapporto di 53 pagine sui presunti legami tra Trump e Epstein, chiedendo un procuratore speciale.
L'attacco dei democratici Usa
Il dipartimento di Gustizia, secondo i democratici, starebbe infatti coprendo "crimini per proteggere il presidente", in base a quanto sostengono i democratici Usa nell'ambito di un rapporto di 53 pagine in cui, proprio ad una settimane dalle elezioni di midterm, si chiede all'attorney general, Todd Blanche, di nominare un procuratore indipendente speciale per indagare i legami tra lo stesso Trump e il finanziere pedofilo morto in carcere nel 2019. "Gli sforzi del dipartimento di Giustizia e dell'Fbi per proteggere Trump invece di cercare la giustizia richiedono come minimo la nomina di un procuratore speciale indipendente - è quanto segnalato nel rapporto - questo procuratore dovrebbe avere il compito di indagare non solo il presidente ma tutti i potenziali complici di Epstein". I democratici riconoscono comunque che il dipartimento di Giustizia guidato da Blanche, l'ex avvocato personale del tycoon, molto difficilmente "intraprenderà anche questo minimo passo". "Determinato a proteggere il presidente a ogni costo, il dipartimento di Giustizia ora guida l'insabbiamento delle operazioni di traffico sessuale di Epstein - è stato aggiunto - Blanche è passato dall'essere l'avvocato personale di Trump a essere il suo attorney general personale".
La testimonianza shock
Gli stessi dem della Commissione di Giustizia della Camera hanno reso noto, in questo contesto, anche una testimonianza shock in cui una donna avrebbe accusato Donald Trump di averla violentata "in modo brutale" quando era il 1993. Beatrice Keul, questo il nome della donna che ha lanciato l'accusa, ha raccontato in Commissione che il presidente l'avrebbe violentata in una camera del Plaza Hotel di Atlantic City, di proprietà dello stesso Trump, ormai diversi anni fa. L'episodio sarebbe avvenuto dopo che i due avevano trascorso del tempo con Jeffrey Epstein.
Le denunce contro il tycoon
Non è la prima volta che la donna denuncia di aver subito delle molestie da parte del presidente americano, ma nei suoi racconti precedenti ai media aveva parlato di pesanti palpeggiamenti e mai, prima di questa volta, di stupro. Il team legale del tycoon ha sempre negato ogni accusa. Keul ha, inoltre, denunciato di aver subito intimidazioni da Trump subito dopo l'atto e di aver ricevuto chiamate minacciose affinché non parlasse, accompagnate dalla frase: "Possono succederti cose brutte se parli". Avvertimenti che si sarebbero anche ripetuti recentemente a seguito delle sue dichiarazioni pubbliche. Keul ha poi riferito che, in quella stessa occasione, incontrò Epstein, che le si presentò come il "migliore amico di Donald" e la definì una "preda". È proprio su questo che il rapporto della Camera si concentra, sui rapporti tra Epstein e Trump e sulle eventuali coperture del Dipartimento di Giustizia dopo il ritorno alla Casa Bianca.
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