
Circa mille persone in marcia contro il progetto della tratta ferroviaria Avigliana-Orbassano
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Il movimento No Tav si oppone storicamente alla costruzione della linea ferroviaria ad alta velocità Torino-Lione. La manifestazione segue i disordini avvenuti durante le proteste del 25 luglio.
È partita da Sant'Ambrogio la marcia popolare del movimento No Tav diretta ad Avigliana, la prima in Valsusa dopo i disordini di luglio. Sono circa un migliaio, secondo le prime stime, i partecipanti al corteo che si è mosso da piazza del Municipio. Alla manifestazione partecipano sindaci e amministratori della valle, rappresentanti dell'Unione Montana e alcuni esponenti politici, tra cui i deputati Marco Grimaldi di Avs e Chiara Appendino del Movimento 5 Stelle. Al centro della protesta c'è in particolare il progetto della nuova tratta ferroviaria Avigliana-Orbassano.
"Siamo qui oggi in tanti per manifestare un'altra volta contro un'opera che riteniamo inutile - afferma il presidente dell'Unione Montana Valle Susa e sindaco di Caselette, Pacifico Banchieri - senza pregiudizi ideologici almeno per quanto riguarda tutti gli amministratori che hanno convocato questa iniziativa, ma perché c'è un impatto economico un impatto ambientale e un impatto sociale sui nostri territori insostenibile".
"Noi pensiamo che l'alta velocità rubi i soldi alle priorità di questo momento crediamo utile finire le linee metropolitane di Torino crediamo utile migliorare il trasporto pubblico locale", aggiunge Banchieri.
Tra gli striscioni quello storico del movimento No Tav con la scritta "C'eravamo, ci siamo, ci saremo. Ora e sempre No Tav" e quello dei giovani No Tav.
La fine della marcia è prevista in piazza del Popolo ad Avigliana, dove è in programma un concerto.
La mobilitazione torna così a portare in piazza l'opposizione al progetto della Torino-Lione dopo gli scontri e i danneggiamenti ai cantieri avvenuti durante la manifestazione del 25 luglio, quando rimasero feriti numerosi appartenenti alle forze dell'ordine.

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