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La legge di iniziativa popolare 'Liberi Subito', proposta dall'associazione Luca Coscioni, definisce procedure e tempi per l'assistenza sanitaria regionale al suicidio medicalmente assistito in seguito alla sentenza n. 242 del 2019 della Corte costituzionale. Era già stata discussa nel gennaio 2024 e bocciata per un solo voto.
Sarà domani il giorno della verità per il Veneto, quando il Consiglio regionale prenderà una decisione sulla legge di iniziativa popolare sul fine vita. Dopo un'intera giornata di discussione, la seduta è stata sospesa poco dopo le 19 e la votazione slitta quindi a mercoledì, quando i 51 consiglieri si riuniranno nuovamente e riprenderanno con gli interventi e l'esame degli emendamenti. Se la proposta dovesse passare, il Veneto potrebbe essere la quarta regione italiana e la prima con un'amministrazione di centrodestra ad approvare il provvedimento.
"È fondamentale ascoltare l'opinione di tutti", ha dichiarato nel suo intervento in aula il presidente del Consiglio Luca Zaia, da anni favorevole al provvedimento. "Là fuori c'è un mondo che ci guarda, che tifa perché si approvi o non si approvi. Ma è giusto che sappia che non stiamo votando sul fine vita, stiamo facendo un atto di civiltà".
Il progetto di legge, che definisce "procedure e tempi per l'assistenza sanitaria regionale al suicidio medicalmente assistito ai sensi e per effetto della sentenza n. 242 del 2019 della Corte costituzionale", come da intitolazione, era già stato discusso in Consiglio veneto nel gennaio del 2024. Allora il 'parlamentino' di Palazzo Ferro Fini l'aveva bocciata per un solo voto, ma stavolta gli emendamenti potrebbero spostare l'ago della bilancia. Contrari al provvedimento sono gli esponenti di Fratelli d'Italia e Futuro Nazionale, mentre Lega, Stefani presidente e Forza Italia lasceranno libertà di coscienza.
All'inizio dei lavori, i consiglieri hanno votato e respinto la questione pregiudiziale sollevata dal consigliere Stefano Valdegamberi (Futuro Nazionale) sull'iter seguito dal provvedimento che, a quanto sostenuto, non sarebbe stato "sottoposto al vaglio delle Commissioni consiliari".
Nei loro interventi in aula, sia il presidente della Regione Veneto Alberto Stefani sia Zaia hanno insistito a sottolineare che la legge in esame non istituisce il suicidio assistito. Con il progetto di iniziativa popolare 'Liberi Subito', proposto dall'associazione Luca Coscioni, "possiamo solo prevedere l'organizzazione del percorso per il paziente che chiede alla sua Ulss di poter gestire il fine vita", ha ricordato Zaia a margine della discussione. "Il suicidio medicalmente assistito è un istituto che è stato delineato dalle sentenze della Corte Costituzionale: dire che oggi si istituisce il suicidio medicalmente assistito è dire una cosa falsa", ha precisato Stefani.
Alla discussione assistono anche gli attivisti che questa mattina si sono riuniti nei pressi di palazzo Ferro Fini, presidiato dalle forze dell'ordine. Presenti infatti alcuni esponenti dell'associazione Luca Coscioni, tra cui anche il tesoriere Marco Cappato e Cristina Gheller, sorella di Stefano che ottenne il via libera al suicidio assistito e morì prima a causa della malattia. "La speranza - ha detto questa mattina Cappato al suo arrivo - è che le consigliere e i consiglieri regionali scelgano di ascoltare la sofferenza dei malati e di occuparsi di quello più che delle direttive di partito. Quello di oggi è un voto di responsabilità - ha aggiunto -, ciascuno ovviamente si assume la propria". Presenti anche i militanti Pro Vita, che questa mattina si sono trovati all'esterno del palazzo per dire no alla proposta di legge. "Non tutti hanno i soldi per pagarsi un badante o un aiuto - ha osservato uno degli esponenti -, gli enti pubblici fanno pochissimo e le persone abbandonate dicono 'portatemi a morire'. Questa è libertà?".
AI outlook — possibilities, not facts
Il voto sulla legge sul fine vita si terrà mercoledì e potrebbe portare all'approvazione della proposta.
Possible · Within days

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