Italy Dissolves Councils in Sarno and Torre Annunziata Over Mafia Infiltration
Il Consiglio dei ministri, su proposta del ministro dell'interno Matteo Piantedosi, "in considerazione degli accertati condizionamenti da parte della criminalità organizzata che compromettono il buon andamento dell'azione amministrativa, ai sensi dell'articolo 143 del Testo unico degli enti locali (decreto legislativo 18 agosto 2000, n. 267), ha deliberato lo scioglimento dei consigli comunali di Sarno (Sa) e di Torre Annunziata (Na), e l'affidamento della gestione dei due comuni ad altrettante commissioni straordinarie per la durata di diciotto mesi". Lo si legge nel comunicato finale del Consiglio dei ministri.
Lo scioglimento per infiltrazioni camorristiche dei consigli comunali di Torre Annunziata (Napoli) e Sarno (Salerno), deciso dal Consiglio dei ministri, giunge a un mese dalle clamorose dimissioni del sindaco del comune torrese, Corrado Cuccurullo, che guidava una amministrazione di centrosinistra, giunte dopo l'attacco pubblico del procuratore Nunzio Fragliasso sulle "ombre e opacità" nell'amministrazione locale.
Il procuratore di Torre Annunziata si era espresso, a sorpresa, il 5 maggio in occasione di un evento dal forte valore simbolico, l'inizio della demolizione di palazzo Fienga considerato il fortino della camorra locale.
Demolizione che per Fragliasso era "un segnale potente" ma - avvertiva - "ci sono ancora troppe ombre e poche luci, ci sono troppe opacità, troppe contiguità con la criminalità organizzata, troppe inammissibili inerzie e finanche illegalità in seno alla stessa amministrazione comunale".
Parole alle quali Cuccurullo aveva risposto con immediate dimissioni: "Le parole del procuratore Fragliasso non colpiscono solo il sindaco, ma l'intera comunità. Parole gravi e profondamente ingiuste".
Cuccurullo ha poi confermato le dimissioni nei termini di legge, e quindi era già stato nominato nei giorni scorsi un commissario prefettizio per la gestione dell'ente.
Ora però lo scioglimento per infiltrazioni criminali prevede l'insediamento di una commissione straordinaria per almeno 18 mesi, con tempi più lunghi per il ritorno alle urne.
Da alcuni mesi era al lavoro, a Torre Annunziata, la commissione di accesso che aveva appunto il compito di verificare la situazione, e il cui responso è stato determinante ai fini della decisione assunta dal Consiglio dei ministri.






