Schlein attacks Tajani over military parade participation
La partecipazione dei leader alla rivista militare del 2 giugno continua a dividere gli schieramenti e non sembra finire.
Oggi è stata la segretaria del Pd, Elly Schlein, ad attaccare il vicepremier Tajani assicurando che il ministro abbia fatto una gaffe poichè non conosceva il cerimoniale della tradizionale parata militare ai Fori imperiali dove i leader di partito non sono mai invitati.
"Bisogna chiedere a Tajani come abbia potuto ignorare che il cerimoniale non prevede la presenza dei segretari di partito", ha detto durante una conferenza stampa nella sede del Pd.
La risposta di Schlein nasce dopo le parole di ieri del titolare della Farnesina quando, proprio a margine della parata del 2 giugno, in risposta a una domanda sull'assenza di Matteo Salvini alla cerimonia, aveva replicato: "Non c'erano neanche Conte e la Schlein, non li ho visti. È un peccato quando si manca".
Passano diverse ore e si materializza di nuovo Tajani via social per una controreplica: Partecipare alla sfilata del 2 giugno non è una questione di protocollo. E' una scelta politica di vicinanza a forze dell'ordine, forze armate, vigili del fuoco, volontariato. Un modo per essere riconoscenti a donne e uomini che servono gli altri cittadini. Se i leader della sinistra avessero voluto partecipare davvero non ci sarebbe stato bisogno di chiedere il permesso al cerimoniale. Potevano unirsi - ha aggiunto - alle migliaia di italiani arrivati spontaneamente. Ad applaudire, innanzitutto, il Presidente della Repubblica".
A dare supporto a Tajani interviene poi anche il presidente del Senato Ignazio La Russa. "Ognuno decide - ha premesso - dove voler andare e se ne assume la responsabilità, non sarò certo io ad andare a spulciare chi c'è e chi non c'è. Però per onore del vero, per tornare a ieri, senza dare alcun giudizio posso dire come funzionano gli inviti: nella tribuna delle autorità effettivamente sono invitate alcune categorie ufficiali e non sono invitati i capi di partito, hanno ragione Schlein e Conte. Ma, contemporaneamente, ai capigruppo viene data la disponibilità di un numero X di inviti quindi tutti i parlamentari che ritengono di voler andare ad assistere non hanno bisogno di invito. Devo dire che se uno ritiene di non andare, ha pieno diritto secondo me di non andare, ma non può dire che non va perchè non invitato".






