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Ucraina, attacchi reciproci tra Mosca e Kiev: droni su Kherson e Crimea, 8 morti
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Sky TG24·3h ago·🇮🇹Italy·World

Ucraina, attacchi reciproci tra Mosca e Kiev: droni su Kherson e Crimea, 8 morti

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Dopo lo schiaffo a Putin nel giorno dell'apertura del Forum economico a San Pietroburgo, con centinaia di droni lanciati da Kiev sul terminal petrolifero e sulle navi militari, non si fermano gli attacchi reciproci tra Mosca e Kiev. Droni russi hanno colpito nella notte Kherson, facendo 2 vittime e nove feriti. L'esercito ucraino attacca in Crimea: 3 morti e sette feriti a Simferopol. Cinque persone sono rimaste uccise e altre undici ferite a seguito dei bombardamenti russi nella regione di Donetsk.

Intanto secondo Bloomberg un gruppo di alleati europei chiave dell'Ucraina - Germania, Francia e Regno Unito - sta collaborando con Kiev per elaborare piani che consentano di avviare colloqui con la Russia per porre fine alla guerra. È il momento giusto perché "le forze ucraine stanno ottenendo maggiori successi nell'effettuare attacchi con droni in profondità nel territorio russo, e si registrano anche alcuni segnali di resistenza alla guerra di Putin ai più alti livelli a Mosca".

La presidenza Ue ha annunciato "l'avvio dell'iter per l'apertura del primo capitolo sull'adesione di Kiev". La commissaria Ue all'Allargamento, Marta Kos, ha dichiarato che "Ucraina e Moldavia rispettano già i requisiti sullo stato di diritto".

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"Ho parlato con il primo ministro Nikol Pashinyan delle recenti restrizioni imposte dalla Russia nei confronti dell'Armenia. Si tratta a tutti gli effetti di una forma di coercizione economica, ed è inaccettabile. Estendendo le restrizioni alle esportazioni dei prodotti armeni, Mosca sta strumentalizzando le relazioni economiche per esercitare pressioni politiche. Conosciamo fin troppo bene questo copione. Ecco perché l'Europa è fermamente al fianco dell'Armenia. Stiamo preparando un pacchetto di sostegno dell'UE". Lo fa sapere la presidente della Commissione Europea Ursula von der Leyen.

L'Aiea è stata informata dalla centrale nucleare di Zaporizhzhia che la vicina centrale termoelettrica della città, la cui sottostazione elettrica contribuisce a rifornire la centrale nucleare, è stata pesantemente attaccata questa mattina. Lo riporta l agency Onu su X. "Il team dell'Aiea presente alla centrale nucleare ha notato del fumo leggero proveniente dalla direzione da quella elettrica e ha udito rumori di attività militare" spiega. L'incidente "desta seria preoccupazione per l'unica linea elettrica rimasta alla centrale nucleare, che nelle ultime settimane è stata disconnessa più volte, lasciando l'impianto completamente dipendente dai generatori diesel di emergenza per l'energia elettrica necessaria al raffreddamento dei suoi sei reattori e per scongiurare il rischio di un incidente nucleare". Al momento, la linea elettrica è ancora attiva e, secondo le informazioni disponibili, il personale della centrale elettrica si è rifugiato in un luogo sicuro a causa dell'attacco. Il direttore generale dell'Aiea, Rafael Grossi, ha espresso "profonda preoccupazione per l'attacco segnalato", affermando che l'attacco deve cessare immediatamente, per evitare il pericolo di una prolungata interruzione di corrente.

"L'aggressione russa e gli attacchi contro l'Ucraina e le sue infrastrutture civili continuano. Per questo riteniamo giustificata una proroga del regime di protezione temporanea" per i rifugiati ucraini "e attendiamo la proposta della Commissione per estenderlo fino a marzo 2028". Lo ha affermato il ministro degli Interni estone, Igor Taro, all arrivo al Consiglio Ue Interni a Lussemburgo, raffreddando le ipotesi di una stretta sugli ucraini in età di leva. Pur riconoscendo le preoccupazioni dei Paesi che, come l'Estonia, accolgono un numero elevato di rifugiati in rapporto alla popolazione, Taro ha invitato alla prudenza. "Qualsiasi misura aggiuntiva va valutata con estrema attenzione, sia per la sua efficacia sia per le possibili conseguenze", ha sottolineato, chiedendo "un'analisi più approfondita" delle opzioni. "Pensiamo che la soluzione più ragionevole sia estendere la protezione temporanea così com è oggi. È l'opzione più coerente con il principio secondo cui sosteniamo l'Ucraina e resteremo al suo fianco per tutto il tempo necessario", ha spiegato il ministro, aggiungendo che "qualsiasi cambiamento dovrebbe essere prima discusso con Kiev".

"Ritengo che sull esclusione degli uomini in età di leva" dal regime europeo di protezione per i rifugiati ucraini "possa emergere una certa convergenza". Lo ha detto il commissario Ue per la Migrazione, Magnus Brunner, all arrivo al Consiglio Ue Interni a Lussemburgo. "Una delle ipotesi è escludere gli uomini soggetti alla leva militare, tra i 23 e i 60 anni. Ne discuteremo oggi e, sulla base di questo confronto, la Commissione presenterà una proposta, auspicabilmente in tempi rapidi", ha riferito, evidenziando tuttavia la necessità di "ascoltare le opinioni degli Stati più coinvolti, in particolare quelli confinanti con Russia e Bielorussia e quelli che ospitano il maggior numero di rifugiati, come i Baltici, la Polonia, la Germania, la Repubblica Ceca e l Austria". Sul tavolo, ha confermato, c è anche "l ipotesi di escludere dalla protezione le persone provenienti da regioni considerate sicure dell Ucraina".

La Russia ha ammesso che la sua produzione petrolifera è "inferiore rispetto all inizio dell anno" a causa della "manutenzione non programmata" delle raffinerie ma ha assicurato che le infrastrutture di esportazione operano "a pieno regime". "Attualmente, la produzione è effettivamente leggermente inferiore rispetto all inizio dell anno. Ciò è dovuto al fatto che diverse nostre raffinerie sono sottoposte a manutenzione non programmata. Naturalmente, stiamo massimizzando l utilizzo delle infrastrutture per l esportazione", ha dichiarato il vice primo ministro russo Alexander Novak ai giornalisti a margine del Forum economico internazionale di San Pietroburgo (Spief) mentre i siti energetici russi sono da mesi presi di mira dai droni ucraini. La Russia ripristinerà la sua produzione di petrolio dopo la "manutenzione delle raffinerie".

L ipotesi di limitare la protezione temporanea concessa ai rifugiati ucraini o di escluderne alcune categorie, come gli uomini in età da combattimento, approda sul tavolo dei ministri dell Interno dell Ue. "Ci sono diverse idee in circolazione", ha spiegato il viceministro dell Interno cipriota, Nicholas Ionnides, all arrivo al Consiglio Interni di Lussemburgo. "Non abbiamo preso alcuna decisione ed è proprio per questo che siamo qui oggi: per discutere le varie posizioni. Gli Stati membri esprimeranno i loro punti di vista e vedremo come evolverà il dibattito". Tra le opzioni che alcuni Paesi stanno valutando figura anche una possibile differenziazione geografica dei beneficiari della protezione temporanea, sul modello adottato dalla Svizzera, che concede lo status soltanto agli ucraini provenienti da determinate aree del Paese. "Potrebbe essere una delle idee sul tavolo", ha riconosciuto Ionnides, sottolineando che la questione è stata inserita all ordine del giorno proprio per raccogliere le posizioni dei governi e fornire orientamenti alla Commissione europea in vista del documento che sta preparando sul futuro del regime di protezione che scadrà il 4 marzo 2027.

Gli Stati Uniti completeranno a breve la procedura di approvazione dello stanziamento di 400 milioni di dollari in aiuti militari all Ucraina. Come riporta Ukrinform, citando Reuters, questa dichiarazione è stata rilasciata dal segretario di Stato americano Marco Rubio durante un audizione al Congresso. "Sono in fase di approvazione da parte di varie agenzie 400 milioni di dollari. Ho letto qualcosa a riguardo venerdì scorso", ha detto Rubio. Allo stesso tempo, il capo del Dipartimento di Stato ha lasciato intendere che presto ci sarebbero state novità al riguardo.

La Russia ha acquisito un vantaggio nella guerra con i droni rispetto ai paesi della Nato e potrebbe cercare di sfruttare una "finestra di opportunità" entro la fine del 2028 per invadere gli stati baltici. Lo ha detto il generale Kaspars Pudāns, comandante delle forze armate lettoni, al Financial Times. A suo avviso il vantaggio di Mosca non risiede in una tecnologia superiore, bensì nella sua capacità di produrre droni su larga scala e di adattarli rapidamente in tempo di guerra. Un eventuale conflitto diretto tra Mosca e la Nato potrebbe scoppiare nei tre Stati baltici, considerati difficili da difendere data la vicinanza della Russia e la lentezza con cui l alliance sta rafforzando le difese sul suo fianco orientale. Il generale lettone ha avvertito che la Russia potrebbe sfruttare la lentezza del riarmo europeo, dato che la maggior parte dei programmi di modernizzazione dell esercito non dovrebbe entrare in vigore prima del 2029 circa. "Se fossi al Cremlino, direi che se dobbiamo fare qualcosa, dovremmo farlo entro la fine del 2028", ha affermato Pudāns.

This article was originally published by Sky TG24.

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