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Alluvione in Nepal e Tibet: bilancio a 584 morti e oltre 2.400 dispersi
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Alluvione in Nepal e Tibet: bilancio a 584 morti e oltre 2.400 dispersi

Quick Look

  • Le alluvioni improvvise in Nepal e Tibet hanno causato 584 morti e oltre 2.400 dispersi, tra cui 517 stranieri.
  • Le inondazioni, originate dal crollo di un ghiacciaio ad alta quota, hanno devastato villaggi, strade e impianti idroelettrici.
  • Le autorità nepalesi e internazionali stanno conducendo operazioni di soccorso, mentre l'Unione Europea ha stanziato 2 milioni di euro in aiuti umanitari e l'Unione Buddhista Italiana ha destinato 500.000 euro per l'emergenza.

AI-generated summary

Why It Matters

Le alluvioni sono state causate dal crollo di un ghiacciaio ad alta quota seguito da una colata di detriti che ha travolto i villaggi a valle. Inizialmente classificato come un sisma di magnitudo 4.4 dall'Usgs, l'evento è stato poi ricondotto al collasso glaciale grazie ai dati della stazione sismica Io.Evn dell'Ogs.

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Lo speciale sull'alluvione in Nepal e Tibet

Alluvione tra Nepal e Tibet, bilancio si aggrava: 584 morti e oltre 2.400 dispersi. LIVE

live Mondo

©IPA/Fotogramma

Continua a crescere il numero dei morti provocati dalle alluvioni improvvise che da mercoledì devastano il Paese himalayano. Aumenta anche il numero dei dispersi, che salgono a 2.400. I corpi recuperati sono distribuiti in otto distretti, mentre restano dispersi 28 agenti di polizia. Uno dei due bacini che si sono formati con l'ammasso di fango è crollato ma la seconda ondata passa senza pericoli

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Sale a 584 il bilancio delle vittime delle violente inondazioni che mercoledì mattina hanno colpito il Nepal. Secondo i dati diffusi dalle autorità locali, oltre 2.400 persone risultano disperse, tra cui oltre 500 stranieri. Uno dei due bacini che si sono formati con l'ammasso di fango è crollato: in arrivo una seconda ondata. Intanto l'esercito nepalese è impegnato per salvare circa 100 persone intrappolate nel tunnel dell'impianto idroelettrico Trishuli 3A, sommerso due giorni prima dalla piena. Secondo l'ufficio del primo ministro, nella zona sono già state tratte in salvo 350 persone, mentre altre 100 restano bloccate.

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Alluvione Nepal e Tibet, cosa è successo e cosa ha causato la disastrosa frana

Un'ondata di piena di vaste proporzioni si è abbattuta sulla regione himalayana al confine tra Nepal e Tibet, spazzando via strade, ponti, abitazioni e impianti idroelettrici. All'origine, secondo l'Istituto geologico degli Stati Uniti (Usgs), c'è stato il crollo di un ghiacciaio ad alta quota, seguito da una colata di detriti che ha travolto i villaggi a valle. Nelle prime ore si era parlato di un terremoto, ipotesi poi smentita dagli stessi rilievi sismici. La frana ha colpito anche Gyirong Port, importante valico tra i due Paesi, interrompendo collegamenti stradali, elettrici e di comunicazione. Le autorità avvertono che una seconda alluvione non è esclusa.

Alluvione Nepal e Tibet, cosa è successo e cosa ha causato la disastro

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Alluvione in Nepal e Tibet, Unione Buddhista Italiana stanzia 500mila euro per l'emergenza

In aggiunta allo stanziamento dei fondi 8xmille, l’UBI ha poi deciso di avviare anche una raccolta fondi in collaborazione con Wisedāna Foundation, fondazione filantropica internazionale ispirata ai valori della filosofia buddhista

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Alluvione Nepal, onda di fango travolge Betrawati, autobus sommerso

Alcuni video impressionanti hanno immortalato il momento in cui un’enorme inondazione improvvisa si è abbattuta su Betrawati, nel distretto di Nuwakot, in Nepal il 26 agosto. Le immagini mostrano acqua e detriti devastare case e strade, per poi travolgere un autobus, mentre diverse persone cercano di raggiungere un posto sicuro. Secondo una prima analisi delle immagini satellitari, la devastante inondazione sarebbe stata causata dal distacco di una parte di un ghiacciaio.

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Alluvione Nepal, responsabile di una onlus: "Soccorsi molto complessi"

Sulla tragedia che ha colpito il confine tra Nepal e Tibet, abbiamo intervistato Dawa Sherpa, responsabile della Onlus "Mani per il Nepal" che ci racconta qual è la situazione dei soccorsi in queste ore, complicati dalle piogge e dalla distruzione di strade e infrastrutture.

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Inondazione in Nepal e Tibet, le immagini prima dopo la catastrofe

Le foto satellitari scattate prima e dopo la calamità mostrano la dimensione della distruzione provocata dall’evento causato probabilmente dal crollo di un ghiacciaio

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Tajani: "Non abbiamo notizie degli italiani dispersi"

"La situazione è quella che è. Non abbiamo ancora notizie degli italiani che sono dispersi. Abbiamo inviato una equipe della nostra unità di crisi del ministero degli Esteri. E' arrivata a Katmandu e in più anche dall'ambasciata di Nuova Delhi è arrivato anche il console e un alto funzionario. Siamo lì per cercare di dare risposte alle famiglie. Purtroppo la situazione è drammatica. Si rischia un'altra alluvione. Speriamo che si possano ritrovare". Lo ha detto, a margine della visita allo stadio del nuoto dei Giochi del Mediterraneo, il ministro degli Esteri, Antonio Tajani, parlando del Nepal e degli italiani dispersi.

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Media: "Sette corpi recuperati in India in fiumi provenienti dal Nepal"

Le autorità indiane hanno recuperato dai fiumi provenienti dal Nepal i corpi di sette persone "ritenute vittime delle devastanti inondazioni" che hanno colpito il Paese himalayano: lo riporta l'Afp citando dei funzionari dello Stato dell'Uttar Pradesh, nel nord dell'India e al confine con il Nepal. "Giovedì sono stati recuperati quattro corpi non identificati nel distretto", ha dichiarato all'Afp il magistrato distrettuale di Maharajganj. "Riteniamo che siano stati trascinati in India dal Nepal a seguito delle improvvise inondazioni verificatesi in quel Paese". Secondo un funzionario di polizia, altri tre corpi sono stati recuperati nel distretto di Kushinagar.

Almeno 584 morti e oltre 2.400 dispersi

Il bilancio dell'alluvione tra Tibet e Nepal, in costante aggiornamento a causa della drammatica evoluzione della situazione sul campo, è di 584 morti e oltre 2.400 dispersi Secondo i dati diffusi dalle autorità locali, in Nepal le vittime sono 579, mentre sul lato cinese ne sono state comunicate 5. Sul fronte dei dispersi, in Nepal quelli confermati sono 1.924, tra cui oltre 500 stranieri. Sul fronte del Tibet le persone che mancano all'appello sono almeno 558, di cui 260 viaggiatori che per ora risultano irreperibili.

Nepal, continuano le operazioni di soccorso e le evacuazioni

Nepal, dalla stazione Ogs i dati chiave per comprendere la frana

Anche le registrazioni acquisite dalla stazione sismica a larga banda Io.Evn, gestita dall'Ogs e situata a circa 130 chilometri dall'area del distacco della massa di ghiaccio e roccia in Nepal, hanno contribuito a ricostruire la natura dell'evento, inizialmente classificato dall'Usgs (il servizio geologico statunitense) come un sisma di magnitudo 4.4 e poi ricondotto al collasso glaciale. Attiva dal maggio 2014, Io.Evn è installata nel Laboratorio-Osservatorio Internazionale Piramide EvK2CNR, nella valle del Khumbu, a circa 5mila metri di quota e a circa 5 chilometri dal Campo Base dell'Everest. Le sue registrazioni permettono di analizzare con particolare dettaglio la dinamica del collasso e l'evoluzione del segnale sismico associato. "La qualità con cui è stato registrato il segnale associato alla frana beneficia anche di un importante intervento di aggiornamento tecnologico e di integrazione strumentale, completato all'inizio del 2026", spiega Franco Pettenati, sismologo dell'Ogs. "L'analisi dei sismogrammi acquisiti dalla stazione Io.Evn mostra caratteristiche molto diverse da quelle tipiche di un normale terremoto di origine tettonica", osserva Matteo Picozzi, direttore del Centro di ricerche sismologiche dell'Ogs. "Un terremoto presenta generalmente un inizio impulsivo, con l'arrivo riconoscibile delle onde P e S e una successiva progressiva diminuzione delle ampiezze. Il segnale associato al collasso glaciale del 26 agosto mostra invece caratteristiche tipiche di un processo di movimento di massa prolungato: un inizio più graduale, una durata significativamente maggiore e una marcata componente a bassa frequenza". "Queste caratteristiche - conclude - sono compatibili con un fenomeno complesso e progressivo, nel quale il movimento di grandi masse di ghiaccio e roccia, i successivi impatti lungo il versante e la mobilizzazione del materiale generano vibrazioni per un intervallo di tempo molto più lungo rispetto alla rottura impulsiva che caratterizza un terremoto tettonico".

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Dispersi 517 stranieri

L'autorità nepalese per le catastrofi ha aumentato drasticamente il numero dei dispersi a 1.924, due giorni dopo le devastanti inondazioni che hanno ucciso almeno 579 persone nel Paese. Secondo la National Disaster Risk Reduction and Management Authority, tra i dispersi ci sono 517 stranieri e 933 lavoratori impegnati in progetti idroelettrici sui fiumi dove mercoledi' mattina è crollato un muro d'acqua.

I dispersi dopo le inondazioni sono 1.924

E' salito a 579 il numero delle persone morte nelle inondazioni in Nepal mentre quelle disperse sono adesso 1.924, tra cui 517 cittadini stranieri: lo affermano le autorità del Paese himalayano, riprese dalla Cnn.

Tajani: "Situazione particolarmente delicata e grave"

La situazione in Nepal "è particolarmente delicata e grave". Lo ha dichiarato ai cronisti a Fasano il ministro degli Esteri, Antonio Tajani, a proposito della situazione degli italiani dispersi in Nepal. "Speriamo che possano essere trovati sani e salvi, anche se la situazione è particolarmente delicata e grave", ha spiegato Tajani, "stiamo seguendo la situazione, abbiamo rinforzato la presenza. E' poi arrivata a Kathmandu anche una delegazione della nostra unità di crisi del Ministero degli Esteri. Si sono spostati anche i funzionari della nostra ambasciata di Nuova Delhi per cercare di risolvere il problema e avere notizie degli italiani che sono ancora scomparsi. Quindi alcuni, fortunatamente, sono stati ritrovati". "Seguiamo minuto per minuto la situazione, anche ieri sera ho parlato a lungo con il capo dell'unità di crisi", ha concluso Tajani, "seguiamo, come abbiamo sempre fatto, la situazione dei nostri connazionali e abbiamo per questo rinforzato anche la presenza di italiani in Nepal".

Si aggrava il bilancio delle inondazioni: 579 morti

Il bilancio delle vittime delle inondazioni di questa settimana in Nepal, al confine con la Cina, è salito a 579, secondo l'ultimo bilancio diffuso dalle autorità. Sul fronte cinese i media ufficiali avevano precedentemente confermato cinque morti, in seguito al disastro avvenuto mercoledì, portando il totale delle vittime nei due Paesi ad almeno 584.

Ue: "Stanziati 2 milioni per aiuti umanitari alle vittime delle inondazioni"

L’Unione europea stanzia 2 milioni di euro in aiuti umanitari per sostenere le vittime delle inondazioni improvvise in Nepal. “Strade spazzate via. Villaggi isolati. Famiglie alla ricerca dei propri cari dispersi. Le inondazioni improvvise in Nepal hanno devastato comunità che stavano già cercando di riprendersi da precedenti catastrofi. L’Ue è al loro fianco e stanzia 2 milioni di euro per fornire assistenza sanitaria, cibo, acqua e riparo urgenti”, dichiara la Commissaria per la Gestione delle crisi, Hadja Lahbib. I partner finanziati dall’Ue stanno già prestando soccorso sul campo.

Questo “si aggiunge ai quasi 3 milioni di euro in aiuti umanitari stanziati all’inizio dell’anno per il Nepal nell’ambito della preparazione alle catastrofi. I partner finanziati dall’Ue nel paese hanno iniziato a fornire assistenza immediatamente dopo la catastrofe, mettendo a disposizione i materiali di soccorso e i beni di prima necessità precedentemente stoccati sul posto. L’Unione Europea sta inoltre dispiegando il proprio coordinatore per la risposta rapida per l’Asia, che contribuirà a coordinare la risposta dell’Ue. Per sostenere la risposta a livello locale, inoltre, è stato attivato il servizio satellitare Copernicus per fornire mappe delle aree colpite”, si sottolinea, in una nota della Commissione.

Italiana in Nepal: "Un boato immenso e una nube marrone verso noi"

"Eravamo in dodici su un bus diretti al monte Kailash per un pellegrinaggio quando abbiamo visto una enorme nube marrone che veniva verso di noi e abbiamo sentito un boato immenso. Quando abbiamo realizzato che era una valanga l'autista ha aperto le porte e siamo scapparti a piedi". E' il racconto all'ANSA di Valentina Piccinini, italiana sopravvissuta all'alluvione in Nepal. "Mentre scendevo sono inciampata e ho perso la ciabatta, sentivo urlare il mio nome ma in quel momento non vedevo altro se non la nube marrone che mi veniva addosso. Così, senza rendermene conto sono andata nella direzione opposta agli altri. Sono scappata sulle montagne, mi sono arrampicata più in alto che potevo. Senza l'aiuto dei nepalesi non sarei qui adesso. Il mio compagno Stefano e la nostra guida Tashi erano convinti che fossi morta. Tashi è stato il mio angelo custode, ha rischiato più volte la vita per me".

Nepal, i turisti bresciani sono a Kathmandu e domani partono per l'Italia

Dopo l'odissea vissuta sulle strade devastate dalle alluvioni, Giovanni Fassini e Marco Lombardi si preparano a rientrare in Italia. I due bresciani, rispettivamente commercialista di 42 anni e pasticcere di 26, sono arrivati a Kathmandu e domani, 29 agosto, prenderanno il volo per tornare a casa. La loro vacanza in Nepal, iniziata il 14 agosto, si era trasformata mercoledì scorso in una corsa contro il maltempo. Partiti da Pokhara per raggiungere Kathmandu e prendere l'aereo per l'Italia, Fassini e Lombardi viaggiavano su un autobus quando la piena del fiume ha investito la strada. Il collegamento è stato interrotto da acqua, fango e detriti e il mezzo è rimasto bloccato per ore. "La strada è sparita davanti a noi" aveva raccontato Fassini, spiegando di essere rimasto con l'amico su un tratto di carreggiata isolato, mentre ponti crollati, villaggi isolati e strade trasformate in fiumi rendevano impossibile proseguire. In un altro momento del viaggio i due erano rimasti fermi per circa otto-dieci ore, prima di riuscire a tornare verso Pokhara.

Nepal, appello per aiuti ma rifiuta squadre straniere

Il Nepal ha lanciato un appello per l'assistenza finanziaria internazionale, ma ha affermato di essere in grado di far fronte alla situazione anche senza squadre di soccorso straniere. "Non è che non avremo bisogno di aiuto, ma la nostra rete di sicurezza è efficiente e sta funzionando efficacemente in questo momento", ha dichiarato il portavoce del ministero degli Esteri, Lok Bahadur Chhetri. "Se il Nepal avrà bisogno di aiuto o competenze specifiche, le richiederemo". Il presidente cinese Xi Jinping ha offerto l'aiuto di Pechino.

Nepal, video dei sopravvissuti: auto

What to Watch

AI outlook — possibilities, not facts

  • Le operazioni di soccorso continueranno nei prossimi giorni con l'obiettivo di recuperare i dispersi e fornire assistenza alle comunità colpite.

    Very likely · Within days

  • L'Unione europea distribuirà i 2 milioni di euro stanziati per aiuti umanitari nelle prossime settimane.

    Very likely · Within weeks

  • Le autorità nepalesi valuteranno la possibilità di una seconda ondata di piena e adotteranno misure preventive.

    Possible · Within days

Open Questions

  • Qual è la causa esatta del crollo del ghiacciaio?
  • Quando sarà possibile ripristinare i collegamenti stradali e di comunicazione interrotti?
  • Quante persone straniere sono ancora disperse e di quali nazionalità?
  • Qual è l'entità dei danni agli impianti idroelettrici?

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This article was originally published by Sky TG24.

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