Aumento dei prezzi e inflazione, ecco cosa si aspettano le imprese: l’indagine Bankitalia
Quick Look
- Secondo la Banca d'Italia, nel terzo trimestre i giudizi negativi sulla situazione economica generale si sono attenuati ma restano peggiori rispetto al pre-guerra in Medio Oriente.
- La domanda totale rimane positiva, trainata dalla componente estera, mentre le prospettive operative per il Q4 sono sfavorevoli.
- I prezzi di vendita continuano a salire in tutti i comparti, con aspettative di inflazione stabili intorno al 2,6-2,7% a 12 mesi e investimenti ancora espansivi nonostante condizioni sfavorevoli, soprattutto per le piccole imprese.
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Why It Matters
La relazione della Banca d'Italia si basa sulle indagini trimestrali presso le imprese italiane per valutare la situazione economica, le prospettive e le pressioni inflazionistiche, nel contesto del conflitto in Medio Oriente che ha avuto inizio nel 2023 e continua a influenzare i mercati globali attraverso canali come lo stretto di Hormuz.
Nel documento della Banca d’Italia si legge che “nel terzo trimestre i giudizi negativi sulla situazione economica generale si sono attenuati, pur rimanendo peggiori rispetto a quelli registrati prima dell’avvio della guerra in Medio Oriente”. Inoltre “la domanda totale per i propri prodotti o servizi ha mantenuto nel complesso un andamento positivo, con giudizi più deboli nell’industria in senso stretto e una sostanziale tenuta nei servizi e nelle costruzioni”.
Inoltre, ha scritto ancora Banca d’Italia “la dinamica delle vendite è stata favorita dalla componente estera, a fronte di un indebolimento di quella interna. Il conflitto e la chiusura dello stretto di Hormuz hanno continuato a incidere in misura contenuta sulla domanda dei propri prodotti o servizi e più significativamente sui costi degli input produttivi”.
Guardando a quanto accadrà nei prossimi mesi, “le prospettive sulle proprie condizioni operative nel quarto trimestre restano sfavorevoli, mentre quelle sulla domanda totale e sulla sua componente estera sono ancora positive e si accompagnano a un aumento atteso dell’occupazione, seppure a un ritmo marginalmente più contenuto rispetto a quanto indicato nello stesso periodo dello scorso anno”.
Inoltre, per quanto concerne i programmi di investimento delle imprese per i rimanenti mesi del 2026, questi “continuano a essere espansivi, sebbene le condizioni per investire siano valutate ancora sfavorevoli, specialmente dalle imprese di minore dimensione. Le condizioni di accesso al credito sono rimaste stabili e la posizione di liquidità attesa è nel complesso adeguata”.
E si arriva, poi, all’inflazione: secondo l’analisi della Banca d’Italia “i prezzi di vendita hanno continuato a crescere in tutti i comparti, con una dinamica rispetto alla precedente rilevazione sostanzialmente stabile nell’industria in senso stretto e nei servizi e più contenuta nelle costruzioni”. E dunque le aziende “si attendono ulteriori aumenti nei prossimi dodici mesi, legati soprattutto ai prezzi delle materie prime: la maggior parte delle aziende interessate dai rincari ascrivibili al conflitto dichiara di averli trasmessi in parte o del tutto ai propri prezzi. Le aspettative di inflazione restano sostanzialmente stabili, con una lieve riduzione sugli orizzonti più brevi rispetto ai valori riportati nel precedente trimestre”.
Nel dettagli nei prossimi dodici mesi “le imprese dell’industria in senso stretto e dei servizi prevedono una crescita dei listini poco superiore al 2,0 per cento (2,4 e 2,1 per cento, rispettivamente)”. Invece nel campo delle costruzioni “la dinamica resterebbe nettamente più sostenuta, pur attenuandosi rispetto alla precedente rilevazione (4,5 per cento, da 5,1)”. A pesare, come detto, è “soprattutto l’andamento dei costi delle materie prime”.
Infine, rispetto ai tre mesi precedenti, “è rimasta sostanzialmente stabile la quota di imprese che hanno dichiarato di aver già trasferito o che prevedono di trasferire entro i prossimi 3 mesi gli aumenti dei costi dovuti al conflitto in Medio Oriente sui prezzi praticati: circa il 16 per cento in misura significativa o pressoché integrale e il 57 per cento in misura moderata”. E anche “le aspettative sull’inflazione al consumo restano sostanzialmente stabili, con una lieve riduzione sugli orizzonti più brevi (2,7 per cento a sei mesi e 2,6 a dodici mesi, da 2,8 e 2,7 della precedente rilevazione). Le attese a due anni e fra 3 e 5 anni sono rimaste al 2,5 per cento”.
What to Watch
AI outlook — possibilities, not facts
Le imprese dell'industria in senso stretto prevedono una crescita dei listini del 2,4% nei prossimi dodici mesi
Very likely · Within months
Le imprese dei servizi prevedono una crescita dei listini del 2,1% nei prossimi dodici mesi
Very likely · Within months
Le imprese delle costruzioni prevedono una crescita dei listini del 4,5% nei prossimi dodici mesi, in attenuazione rispetto al precedente 5,1%
Very likely · Within months
Open Questions
- Qual è l'impatto specifico delle diverse componenti del conflitto in Medio Oriente sulle varie sector dell'economia italiana?
- Come evolveranno le condizioni di accesso al credito per le piccole imprese nei prossimi mesi?
- Quale sarà l'effetto delle politiche di Transizione 5.0 e dei voucher per AI menzionati nell'articolo correlato sugli investimenti aziendali?







