
L'allarme dell'assessore Guido Bertolaso sui fondi della manovra e sulla proposta di modifica dei criteri di riparto avanzata da altre regioni.
La sanità lombarda rischia un taglio di quasi 500 milioni a causa della manovra e di una proposta di revisione dei criteri di riparto del fondo sanitario voluta da altre regioni, denunciati dall'assessore regionale Guido Bertolaso.
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Il Consiglio dei ministri ha approvato la Finanziaria prevedendo 2,4 miliardi per il 2027 alla sanità nazionale, cifra inferiore alle richieste delle Regioni.
Un taglio di quasi 500 milioni di euro a causa della manovra. È il rischio che corre la sanità lombarda, a seguito dell’approvazione della Finanziaria da parte del Consiglio dei ministri: “A noi viene fatto un taglio di quasi mezzo miliardo di euro - fa il conto l’assessore lombardo al Welfare, Guido Bertolaso - I tagli sono davvero insostenibili per tutte le regioni e anche per noi: significa non riuscire a completare il lavoro sulle liste d'attesa, non far funzionare completamente le case di comunità e gli ospedali di comunità e non incentivare il personale sanitario a lavorare nel pubblico come stiamo cercando di fare”.
La manovra licenziata dal Cdm ha previsto l’assegnazione alla sanità nazionale di 2,4 miliardi di euro (ai quali se ne deve aggiungere un altro che era già stato previsto nella Finanziaria 2026) per il 2027: meno della metà dei soldi che erano stati richiesti dalle Regioni e dallo stesso ministero. Di qui, le parole di Bertolaso, che punta il dito contro “le scelte davvero sciagurate degli anni scorsi, il Superbonus, il reddito di cittadinanza e le tante spese che subito dopo il Covid sono state sostenute in nome e per conto del Covid, mentre ben altro era quello che si doveva fare per risolvere il problema. Adesso ci cade addosso tutto questo debito gigantesco e quindi dobbiamo cercare di gestirlo”. Ecco quindi l’auspicio: “Ci attrezziamo per gestire un'eventuale finanziaria che mantenga i numeri che sono usciti dal Consiglio dei ministri, ma faremo di tutto affinché questo stanziamento venga migliorato per permetterci di continuare a lavorare bene nel corso dell'anno prossimo”.
Anche perché il rischio per la Lombardia non è soltanto di non avere più in pancia mezzo miliardo per il 2027. Ma anche che, nel bilancio regionale, vengano meno quasi 250 milioni qualora dovesse essere accolta la proposta di alcune regioni, guidate dall’Abruzzo di Marco Marsilio, di rivedere le modalità di riparto del fondo sanitario indistinto già per il 2026.
Passo indietro: nei giorni scorsi in commissione Salute della Conferenza Stato-Regioni il governatore abruzzese ha presentato una proposta per modificare le modalità di divisione, tra le regioni, del fondo sanitario, già per quanto riguarda il 2026. La proposta prevede di rivedere i criteri di divisione, che oggi si basano essenzialmente sul numero di cittadini: in pratica, le regioni più popolose - come appunto la Lombardia - prendono di più di quelle meno popolose. Secondo però diversi governatori i parametri andrebbero rivisti tenendo conto di nuovi fattori, come per esempio la bassa densità abitativa, l’invecchiamento della popolazione, la presenza nel territorio regionale di aree difficili da raggiungere.
Risultato, se i nuovi criteri passassero la Lombardia perderebbe già per il 2026 quasi 250 milioni: “Stiamo fronteggiando un assalto alla diligenza assolutamente inaccettabile da parte di alcune regioni del nostro paese che si sono inventate, alla fine dell'ottobre di quest'anno, quindi a due mesi dalla conclusione dell'esercizio finanziario 2026, un'ipotesi di rimodulazione di quello che è il fondo indistinto del fondo sanitario nazionale che rappresenta il 97-98% dell'intero fondo sanitario”, si sfoga così Bertolaso.
Infine, l'affondo del titolare del Welfare lombardo: “La cosa inaccettabile è che si presenti una richiesta del genere a esercizio finanziario quasi concluso. Abbiamo preso impegni con il privato convenzionato per le liste di attesa. Abbiamo preso impegni con tutto il mondo della sanità regionale per quello che riguarda il completamento del Cup. Abbiamo preso impegni con il personale sanitario che ha dei turni di lavoro che in certe situazioni sono quasi inaccettabili”.
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Tentativo di modifica dello stanziamento della manovra
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