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Il bonus retrofit fa parte degli incentivi statali per la transizione energetica nel settore automobilistico, mirato a ridurre le emissioni attraverso la conversione a carburanti alternativi come GPL e metano, senza richiedere l'acquisto di veicoli nuovi.
L’ammontare dell’incentivo cambia in base al tipo di conversione effettuata. Per l’installazione di un impianto GPL sono previsti 400 euro, mentre per il passaggio al metano il contributo sale a 800 euro. Si tratta di una somma predeterminata, che non viene calcolata in percentuale sul prezzo sostenuto dal proprietario. In pratica, l’importo resta lo stesso anche quando il costo dell’impianto è superiore o inferiore. Per esempio, davanti a un impianto GPL dal prezzo di 2mila euro, l’automobilista usufruisce di uno sconto di 400 euro e sostiene quindi una spesa di 1.600 euro, al netto di eventuali ulteriori costi legati all’intervento.
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Il bonus è accessibile sia alle persone fisiche sia alle persone giuridiche. C’è però un’esclusione precisa: non possono usufruirne le società che esercitano attività di commercio di autoveicoli appartenenti alla categoria M1. La vettura interessata dalla trasformazione deve rientrare proprio nella categoria M1, cioè quella delle autovetture, e avere una classe ambientale non inferiore a Euro 3. Restano invece fuori dal programma i veicoli che, al momento della conversione, risultano già alimentati a GPL, metano o con sistemi bifuel. Il retrofit è dunque pensato soprattutto per le auto originariamente alimentate a benzina o gasolio che rispettano le condizioni previste dalla misura. Non rientrano nell’agevolazione nemmeno le vetture elettriche, a idrogeno e ibride elettrico/idrogeno.
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Il proprietario dell’auto non deve presentare personalmente una domanda al ministero. La procedura viene gestita dall’installatore, che provvede a prenotare il contributo sulla piattaforma Ecobonus, naturalmente nei limiti delle risorse ancora disponibili. Il vantaggio economico viene riconosciuto direttamente al cliente sotto forma di sconto sul prezzo dell’impianto. Sarà poi il costruttore dell’impianto a rimborsare l’installatore e a recuperare la somma attraverso un credito d’imposta. Al momento della fatturazione o dell’operazione di acquisto, l’installatore deve inoltre riportare alcune informazioni specifiche, tra cui lo sconto applicato in ragione del contributo statale e il nominativo dell’intestatario o del cointestatario del veicolo sul quale è stato montato l’impianto. Dopo l’inserimento della prenotazione, inoltre, la procedura deve essere completata entro 120 giorni dalla data di inserimento della prenotazione, secondo quanto indicato dalle disposizioni operative.
La dotazione economica della misura cresce nel 2027. Per l'anno in corso sono stati stanziati 4 milioni di euro, mentre la disponibilità sale a 5 milioni nel 2027 e resta pari a 5 milioni anche nel 2028 e nel 2029. Per il 2030 è invece previsto un milione di euro. Il denaro disponibile non viene ripartito preventivamente tra le conversioni a GPL e quelle a metano. Il contributo, quindi, non è garantito automaticamente a tutti coloro che possiedono i requisiti: le prenotazioni possono essere effettuate fino a quando la dotazione finanziaria non viene esaurita. La piattaforma dedicata al retrofit è stata aperta dal MIMIT il 29 luglio 2026, consentendo agli installatori di procedere con la prenotazione degli incentivi, ed è inoltre presente una pagina apposita per tutte le domande.
La presenza del bonus non significa necessariamente che la conversione sia conveniente in ogni situazione. Per capire se l’intervento vale la spesa bisogna mettere insieme diversi elementi:
Il prezzo dell’impianto;
Ichilometri percorsi abitualmente;
I consumi della vettura;
La differenza tra il costo della benzina e quello del GPL o del metano.
Chi utilizza l’auto soltanto occasionalmente e percorre poche migliaia di chilometri all’anno potrebbe impiegare molto tempo per recuperare la cifra investita. Una situazione diversa riguarda invece gli automobilisti che percorrono lunghe distanze e prevedono di mantenere la stessa vettura ancora per parecchi anni: in questo caso il minor costo dei rifornimenti può consentire di recuperare più rapidamente la spesa iniziale.
Il calcolo da fare parte quindi dal costo effettivo dell’impianto dopo aver sottratto il contributo pubblico. A questa cifra va rapportato il risparmio atteso sui carburanti. A incidere sul risultato finale sono anche le caratteristiche della singola automobile, dai consumi alla disponibilità di spazio per il serbatoio, passando per gli eventuali costi di manutenzione e per il valore residuo del mezzo.
Il bonus si inserisce in un quadro normativo che nel 2026 è stato aggiornato anche sul piano tecnico. Il decreto del ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti del 24 luglio 2026, pubblicato in Gazzetta Ufficiale il 16 settembre, ha introdotto nuove disposizioni riguardanti omologazione, immatricolazione e verifiche periodiche dei sistemi di trasformazione a GPL, GNC e GNL. Il provvedimento disciplina anche alcuni aspetti che riguardano i veicoli già presenti sul circuito stradale. L'effetto combinato tra nuove regole e sostegno economico rende così il retrofit una possibilità da valutare anche nel 2027, soprattutto per chi dispone di un’auto ancora efficiente ma vuole contenere la spesa per i rifornimenti senza affrontare l’acquisto di una vettura nuova.
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AI outlook — possibilities, not facts
Le prenotazioni per il bonus retrofit GPL e metano si esauriranno entro la metà del 2027 viste le risorse limitate e l'interesse crescente.
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