Borsa: l'Europa festeggia il voto con Wall Street, Milano +2,3%
Milano guida i guadagni in Europa, mentre il dollaro cala e l'oro vola. Deutsche Bank: 'Minore rischio politico grazie alla collaborazione tra partiti'
Quick Look
- Le borse europee consolidano i rialzi con Milano in testa (+2,3%).
- L'ottimismo è alimentato dalla distensione di Trump sull'Iran e dalla prospettiva di una collaborazione politica negli USA.
- Il dollaro scende, mentre l'oro sale e i rendimenti dei titoli di Stato calano.
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Why It Matters
Le elezioni presidenziali USA e la composizione del Congresso influenzano le aspettative di spesa pubblica e politica fiscale.
Le Borse europee consolidano i rialzi a metà seduta, con i listini del Vecchio Continente che si attestano sui massimi di giornata, mentre a Wall Street i future prendono il largo. Milano sale del 2,3%, seconda solo a Madrid (+2,9%), seguita da Francoforte e Parigi (+1,5%) e Londra (+1,2%). Oltreoceano i future sul Nasdaq (+0,9%) accantonano i timori di un freno democratico alla spesa nell'intelligenza artificiale e si mettono in scia al Dow Jones (+1,5%).
"La combinazione tra un'ampia maggioranza democratica al Congresso e la dichiarazione del presidente Trump di essere disposto a collaborare con l'opposizione dovrebbe fungere da freno a esiti di politica estremi e ridurre i premi al rischio.
Il mercato tenderà sempre più a interpretare le svolte a sorpresa dell'esecutivo come vincolate nel tempo dalle prossime elezioni presidenziali o dal nuovo assetto politico interno", afferma il capo della ricerca valutaria di Deutsche Bank, George Savarelos.
All'ottimismo dei mercati contribuisce la frenata sull'Iran di Donald Trump, che ha escluso piani di attacco imminenti contro Teheran. Un'altra "buona notizia" per Deutsche Bank, che contribuisce a ridurre le quotazioni del petrolio (-1% il Wti a 95,1 dollari al barile e -1,3% il Brent a 102,2 dollari).
L'allentarsi delle tensioni energetiche e il freno che i Democratici porranno alle politiche fiscali di Trump danno slancio ai titoli di Stato, i cui rendimenti sono in calo un po' ovunque. Quelli dei Treasury americani cedono 3 punti base, al 4,92%, mentre i Btp scendono di 4 punti, al 4,419%.
Chi non si riprende è invece il dollaro, in calo verso tutte le valute. Il biglietto verde, che cede lo 0,5 sull'euro a 1,125, sconta i timori di un rallentamento della crescita legato alla conflittualità politica negli Usa e allo scrutinio che i Democratici vorranno esercitare, anche a livello di singoli Stati, su data center e intelligenza artificiale. Chi ne beneficia è l'oro (+3,5% a 4.040 dollari l'oncia), che sconta le aspettative di un contesto monetario meno aspro sul fronte dei tassi.
A Piazza Affari brillano le banche, con in testa Unicredit e Intesa (+5,2%), davanti a Buzzi, Bper e Mps (+4,8%). I bancari sono il miglior comparto in Europa (+4,4% l'indice Stoxx di settore) mentre arrancano i semiconduttori (-0,6%), in attesa di capire come l'esito del voto impatterà negli investimenti per l'AI. Fiacchi anche i titoli della difesa, che hanno beneficiato delle politiche polarizzanti di Trump.
Open Questions
- Quale sarà l'impatto reale sulle politiche AI?
- Come evolveranno le relazioni USA-Iran nel lungo periodo?







