
Scoperto un gruppo WhatsApp con propositi di aggressione alle forze dell'ordine e rapina di armi. Oltre 150 perquisizioni tra Milano, Monza e altre 20 città.
AI-generated summary
Le perquisizioni della polizia arrivano in seguito ai disordini avvenuti lo scorso weekend a Milano.
"Bro calmati, siamo tutti contro gli sbirri". E' una frase della chat sospetta scoperta in un telefono di un indagato per i disordini dello scorso weekend a Milano e riportata nell'atto di perquisizione eseguito nei confronti di alcuni ragazzi nel capoluogo lombardo. Nel decreto si parla di gruppo WhatsApp con "numerosi utenti", di "messaggi dal contenuto istigatorio, con espliciti propositi di aggressione e rapina ai danni (...) delle forze dell'ordine" per sottrarre "armi in dotazione", danneggiare auto "di servizio" e incendiare edifici. Inoltre ci sono riferimenti all'organizzazione di una manifestazione per oggi.
Nel decreto, pubblicato anche sui social, a proposito della chat individuata nell'ambito delle indagini della Questura di Monza, si sottolinea anche la condivisione, da parte di uno dei partecipant, di un filmato con immagini di "una pistola dalla quale veniva estratto il caricatore e - si legge nell'atto - successivamente sfilate le relative cartucce, accompagnato dalla significativa dicitura "Preparazione". Inoltre sono emersi messaggi relativi a una "ulteriore manifestazione prevista per il 24 ottobre 2026, potenzialmente in grado di richiamare un elevatissimo numero" di persone profilando in tal modo "il rischio di gravi disordini e di episodi di violenza collettiva".
Sono in totale oltre 150 le perquisizioni della polizia tra Milano, Monza ed in altre 20 città, principalmente in Lombardia, nell'ambito di attività investigative dopo i disordini del fine settimana scorso e sono scaturite proprio da una chat rintracciata nei giorni scorsi dagli agenti della Questura di Monza su un telefono di uno dei giovani protagonisti.
AI outlook — possibilities, not facts
Ulteriori sviluppi nelle indagini e monitoraggio della manifestazione
Very likely · Within days

Youssef Siher, a 30-year-old of Moroccan origins, is under investigation for aggravated criminal incitement. He is believed to be the administrator of the 'October 17 Movement' Instagram page, created following last week's riots.

A fight between young people in via Matteo Pescatore in Turin degenerated into a shootout. A 19-year-old is in a medically induced coma, another young man has undergone surgery. The police are investigating to identify the shooter and his accomplices, who fled after the attack.

Over 50 young people were identified by the police in the center of Rome during preventive checks. Twenty people, including a minor, were taken to the police station after they were found wearing balaclavas and spray cans; detention is evaluated.

The Police have identified the alleged administrator of the 'October 17 Movement' Instagram page. He is a thirty-year-old of Moroccan origins, a freelance journalist, currently under interrogation in Milan after searches in the Brescia area.

Over 150 police searches in 20 Italian cities after the weekend's riots. A suspicious chat inciting violence has been identified. In several cities, shopkeepers are boarding up their shop windows in anticipation of new protests by the 'October 17 Movement'.

The Police have identified the administrator of the 'October 17 Movement' Instagram page. This is a thirty-year-old of Moroccan origins, resident in the Brescia area, currently under interrogation in Milan.