Caro energia, la bolletta si difende con un consumo minore
L'aumento dei prezzi di luce e gas spinge le famiglie verso il mercato libero, ma gli investimenti nell'efficienza energetica residenziale rallentano.
Quick Look
- L'inflazione energetica in Italia sale al 4,2% a settembre, trainata da elettricità e gas.
- Nonostante il passaggio al mercato libero, le famiglie faticano a risparmiare, mentre gli investimenti in efficienza domestica calano dopo la fine dei grandi incentivi.
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Why It Matters
L'inflazione energetica italiana ha subito un'accelerazione a settembre, superando i livelli di agosto. Il settore residenziale mostra un calo negli investimenti di efficientamento dopo la fine dei bonus edilizi.
L’energia torna a pesare sui bilanci delle famiglie italiane. A settembre l’inflazione ha accelerato al 4,2% su base annua, dal 3,3% di agosto, spinta soprattutto dai rincari di elettricità, gas e carburanti. Le stime preliminari dell’Istat segnalano che i prezzi degli energetici regolamentati, soggetti a regimi di tutela, sono aumentati del 25,9% rispetto a un anno prima. Quelli non regolamentati, che comprendono le forniture sul mercato libero e i carburanti, sono saliti del 22,2%.
Il problema è che questi rincari gravano su costi già elevati. Lo dimostra il quadro tracciato a luglio da Arera, l’Autorità di regolazione per energia reti e ambiente: il prezzo medio dell’elettricità per le famiglie italiane, sebbene fosse sceso dell’1,6% nel 2025, è rimasto del 13% sopra la media dell’area euro. Il gas è invece rincarato del 4,8%, con prezzi superiori del 7% alla media dell’eurozona.
Ora il ritorno delle tensioni sui prezzi di luce e gas ripropone una domanda già emersa con forza nelle precedenti crisi energetiche: quanto può fare una famiglia per tenere sotto controllo la propria bolletta? Le opzioni sono diverse: si parte dalla scelta di contratto e fornitore, per poi ridurre il fabbisogno della casa e, quando possibile, produrre direttamente parte dell’energia utilizzata.
I rilievi di Arera dicono che l’83% dell’elettricità consumata nel 2025 dal settore domestico è stato acquistato sul mercato libero e il 20,8% delle famiglie ha cambiato fornitore. Una dinamica che riguarda anche il gas: in entrambi i settori, rileva l’Autorità, le famiglie sul mercato libero hanno pagato più di quelle nei servizi di tutela. Nell’elettricità, in particolare, il mercato libero ha registrato prezzi superiori alla maggior tutela in tutte le classi di consumo. E tra i clienti domestici elettrici, prezzo fisso e variabile hanno quote quasi equivalenti: 51% e 49%. La componente media di approvvigionamento è stata rispettivamente di 236,69 e 232,35 euro per MWh, con uno scarto inferiore al 2%.
Più che scegliere una formula contrattuale, diventa quindi importante confrontare le condizioni effettive delle offerte e conoscere il proprio profilo di consumo. Secondo Arera, infatti, le scelte delle famiglie sul mercato libero non sono ancora guidate dalla convenienza economica: nella decisione pesa molto la fiducia nel marchio del fornitore e restano significative le differenze tra le offerte sottoscritte e quelle più convenienti disponibili sul mercato. Anche il contratto migliore può ridurre il prezzo dell’energia acquistata, ma non la quantità di cui una casa ha bisogno. È qui che entra in gioco l’efficienza energetica.
Su questo fronte arriva però un segnale in controtendenza. Gli ultimi dati del Politecnico di Milano mostrano che nel 2025 gli investimenti italiani nell’efficienza energetica, stimati fra 53 e 62 miliardi di euro, crescono per industria e terziario ma non per il residenziale: dai 33-36 miliardi del 2024 si è passati ai 24-27 miliardi del 2025.
Dopo gli anni della forte spinta degli incentivi alla riqualificazione, in particolare Superbonus ed Ecobonus, il Politecnico osserva che a pesare è anche l’attuale quadro normativo segnato da rimodulazioni, complessità procedurali e scarsa prevedibilità. Il rallentamento degli investimenti non elimina però il potenziale di risparmio offerto dagli interventi di efficientamento, a partire dalle tecnologie per la climatizzazione delle abitazioni.
Tra le soluzioni disponibili, le pompe di calore consentono di elettrificare riscaldamento e raffrescamento, riducendo anche la dipendenza dal gas nelle abitazioni che utilizzano una caldaia. In una simulazione di Enea, l’Agenzia nazionale per le nuove tecnologie, l’energia e lo sviluppo economico sostenibile, su un appartamento di circa 70 metri quadrati, la sostituzione di una vecchia caldaia e di un vecchio climatizzatore con un sistema a pompa di calore riduce i costi complessivi della climatizzazione estiva e invernale del 46% a Milano, del 47% a Roma e del 49% a Napoli.
C’è poi l’autoproduzione. Nel 2025 la produzione fotovoltaica è cresciuta del 25% e rappresenta ormai il 34% della generazione elettrica da fonti rinnovabili, che nel complesso coprono il 48% della produzione nazionale. Per una famiglia installare pannelli significa soprattutto ridurre, attraverso l’autoconsumo, l’energia acquistata dalla rete. I sistemi di accumulo possono ampliare questa possibilità, conservando l’energia prodotta nelle ore solari per utilizzarla quando produzione e consumi non coincidono.
Open Questions
- Quali misure governative verranno adottate per mitigare i rincari?
- Come evolverà il mercato libero nel prossimo trimestre?







