
Il ministro Matteo Salvini smentisce l'obbligo di domicilio digitale per il rilascio o rinnovo della patente e pratiche auto
Il ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti Matteo Salvini ha escluso l'inserimento nel nuovo Codice della strada dell'obbligo di possedere un domicilio digitale (Pec) per effettuare pratiche come il rinnovo della patente o l'immatricolazione di veicoli.
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La proposta prevedeva l'obbligo di domicilio digitale registrato nell'Inad per pratiche veicolari. Il domicilio digitale (Pec) sostituisce il recapito fisico per comunicazioni legali della Pubblica Amministrazione.
La proposta di vincolare le richieste di rilascio, rinnovo della patente, immatricolazione o revisione di un veicolo alla comunicazione di un domicilio digitale, con una Pec obbligatoria, non sarà inserita nel nuovo Codice della strada.
Il ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti e vicepremier, Matteo Salvini, interviene su una eventualità che aveva aperto a una novità di potenziale grande impatto per i cittadini: la Pec come adempimento per chi possiede un’auto o una moto.
Una idea che non era campata in aria ma contenuta nel testo base del nuovo Codice della strada, in particolare nella previsione dell’obbligo di avere un domicilio digitale registrato nell’Inad, l’Indice nazionale dei domicili digitali, per svolgere alcune delle principali pratiche legate a un veicolo: dall’immatricolazione alla revisione, fino al passaggio di proprietà. Ed ad oggi, come scrive il ministero dell’Interno, “il domicilio digitale è un indirizzo di posta elettronica certificata (Pec) che sostituisce il tuo recapito fisico per l’invio delle comunicazioni con valore legale da parte della Pubblica Amministrazione, come atti, notifiche e avvisi”.
Il Mit ora precisa che “si trattava di una delle numerose proposte su cui oltre 100 fra associazioni di settore, tecnici, professionisti, sindacati e imprese stanno mandando al Mit riflessioni e suggerimenti in questo mese di agosto”.

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