La direzione di Repubblica afferma che l'inchiesta giudiziaria su Multiversity, società inserzionista della sua concessionaria pubblicitaria, non ha influenzato il lavoro dei giornalisti, che hanno riportato i fatti con completezza, e condanna qualsiasi tentativo di interferenza tra vertici aziendali, concessionaria e direzione giornalistica.
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Repubblica è stata coinvolta, insieme ad altri giornali e siti di informazione, nell'inchiesta della Procura di Napoli sulla società Multiversity, che è inserzionista della sua concessionaria pubblicitaria. È stato disposto un decreto di sequestro probatorio nell'ambito di questa indagine.
Il giornalismo di Repubblica è e deve assolutamente rimanere impermeabile a qualsiasi tentativo di interferenza da parte di interessi esterni di ogni provenienza e degli investitori pubblicitari. La lettura del decreto di sequestro probatorio disposto dalla Procura di Napoli nell’ambito dell’inchiesta sulla vicenda Multiversity in cui è coinvolta – come molti altri giornali e siti di informazione – anche Repubblica, non inficia minimamente il lavoro dei suoi giornalisti. Che anzi, per primi e con assoluta completezza, hanno raccontato quello che stava emergendo dal lavoro degli inquirenti su una società che è tra gli inserzionisti della nostra concessionaria pubblicitaria. L’inchiesta penale naturalmente farà il suo corso ma condanniamo fermamente qualsiasi interlocuzione possa essere avvenuta tra i vertici aziendali, la concessionaria pubblicitaria e la direzione giornalistica dell’epoca dei fatti contestati che possa anche solo avere immaginato di condizionare il racconto dell’inchiesta.
Alla direzione giornalistica spetta la garanzia dell’indipendenza e dell’autonomia del lavoro giornalistico, ma ai vertici aziendali e a qualsiasi altra figura che si interfacci con il mondo dell’economia come con quello della politica tocca mostrarsi e dimostrarsi assolutamente refrattari ai continui tentativi di condizionamento dell’informazione. Una voce, come quella di Repubblica, che vuole mantenere autorevolezza e credibilità in un panorama dell’informazione dove il tentativo di commistione di ruoli è all’ordine del giorno e dove gli eventi sempre più spesso organizzati dalle aziende editoriali rischiano di trasformarsi da opportunità di confronto a strumento di interferenza delle relazioni commerciali nell’attività giornalistica, non può che pretendere l’assoluto rispetto della deontologia professionale da tutti gli attori che concorrono alla formazione del prodotto che ogni giorno, con amore, abnegazione e professionalità, proponiamo ai nostri lettori.

The US Department of Justice is investigating ABC, CBS, CNN, NBC and Fox to see if they violated antitrust laws by interrupting joint coverage of Donald Trump's activities after he banned CNN from accessing the White House.

Sigfrido Ranucci, on the sidelines of his show in Bologna, responded to Report's note which denies having disqualified him, criticizing the order of the Court of Rome which rejected his appeal for reinstatement, attributing the decision to the 'media noise' generated by 3,500 false articles.

The Court of Rome rejected the request for reinstatement of Sigfrido Ranucci as head of Report. The program's editorial team denies the internal divisions, underlining that it has always sought collective management to protect the autonomy of the format.

On 10 October, the main Italian newspapers dedicated the opening to the Nobel Peace Prize awarded to the South African judge Navi Pillay for her work on war crimes and the accusation of genocide in Gaza, arousing reactions from Israel and the United States. Furthermore, there is space for the reform of the electoral law, the agreement between Trump and Putin on sanctions on Russian diesel and the exclusive interview with Mario Calabresi who announces his candidacy for mayor of Milan.

The Rome Labor Court has rejected the urgent appeal of the journalist Sigfrido Ranucci for reinstatement as host of Report after his removal by Rai on 28 August. The judge considered that the company decision to reorganize the editorial team was legitimate and not linked to political pressure, despite the media outcry following the attack suffered by Ranucci in October 2025. The journalist rejected the alternatives offered by Rai (deputy editorship at Tg3 or Rainews, correspondence from Cairo) and pursued the judicial route. Rai said it was satisfied with the decision, while Ranucci's lawyers announced evaluations on the next initiatives.
The Rome Labor Court rejected Sigfrido Ranucci's urgent appeal against his removal from hosting Report, considering Rai's decision linked to an internal reorganization and not to political pressure. Ranucci accepts the sentence, while his lawyers announce further actions. The journalist was suspended for ten days by Rai at the end of August.