
Al via il Consiglio europeo di due giorni: tensioni sul sistema Ets, negoziati sul bilancio pluriennale e la presenza di Zelensky
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Il Consiglio europeo si riunisce per discutere le priorità strategiche dell'UE, tra cui il bilancio pluriennale 2028-2034 e il caro energia.
Il vertice, di due giorni, ha preso il via questa mattina a Bruxelles. Sul dossier energetico l'Italia punta a ottenere margini di flessibilità, ma da fonti europee si apprende come le sole misure straordinarie in campo con effetto "nel breve termine" saranno gli aiuti di Stato, sul quale l'Ue prorogherà il quadro temporaneo per l'energia. Al centro del dibattito anche la competitività e le guerre in Ucraina e in Medio Oriente. Il cancelliere tedesco Merz: "Tagliare nettamente il bilancio Ue"
Ha preso il via oggi - per due giorni - il Consiglio europeo, con un'agenda molto fitta. Svetta il tema del caro energia: divide soprattutto la questione della revisione degli Ets. L'Italia continua poi il suo pressing per ottenere maggiore flessibilità fiscale, anche se, si apprende da fonti qualificate, le sole misure straordinarie in campo con effetto "nel breve termine" sono gli aiuti di Stato, sul quale l'Ue prorogherà il quadro temporaneo per l'energia. Al momento Bruxelles non prevede ulteriori interventi. Sul tavolo ci sono anche Ucraina e Medio Oriente. Su Kiev, "l'importante è che l'Europa abbia un portavoce abilitato a trattare a nome e per conto dell'intera Unione. Serve che l'Europa, per contare di più, abbia un portavoce di tutti. L'importante è che lo si decida in termini rapidi", ha detto il ministro degli Esteri, Antonio Tajani, a margine del prevertice del Ppe a Bruxelles.
Merz: "Tagliare nettamente il bilancio Ue"
"Dobbiamo ridurre significativamente il bilancio comune rispetto alle proposte", perché "nessuno Stato membro dell'Ue può permettersi di versare contributi di questa entità", ha detto il cancelliere tedesco Friedrich Merz al suo arrivo al summit, prevedendo negoziati "molto, molto difficili".
Il nodo dell'energia: divide il punto sugli Ets
Difficile la discussione sui prezzi dell'energia, come previsto. A dividere i 27 è cosa scrivere nel paragrafo relativo al sistema Ets, tra i punti più delicati del summit. Da un lato Italia, Grecia e i quattri Paesi Visegrad - a quanto si apprende da più fonti europee - puntano ad ammorbidire la difesa degli Ets previsa nella bozza di conclusioni. Ma, sul punto, non c'è unità tra i Paesi membri. Dal lato opposto, infatti, i Nordici guidano il gruppo che non vogliono alcun passo indietro sul mercato europeo delle quote di Co2. Prima del vertice, i premier di Finlandia, Danimarca e Svezia in una lettera al presidente del Consiglio Ue, Antonio Costa, hanno scritto che il sistema Ets "è stato il motore principale di questa transizione" e qualsiasi "indebolimento minerebbe la prevedibilità da cui dipendono le decisioni di investimento e rischierebbe di rallentare il ritmo della decarbonizzazione industriale". Il rischio di un indebolimento "è quello di spostare l'onere delle riduzioni delle emissioni su altri settori dell'economia", dicono.
Gli altri temi di oggi
Spazio anche alla questione degli squilibri macroeconomici globali. L'argomento del pomeriggio è il Quadro finanziario pluriennale (Qfp o Mff 2028-34). Durante la cena una discussione "strategica" sull'allargamento dell'Unione e sulle riforme che deve fare al suo interno per accogliere nuovi membri.
Roma e gli Amici della Coesione lavorano a piattaforma per negoziare sul bilancio
In mattinata, Meloni ha presieduto una colazione di lavoro proprio sul bilancio pluriennale dell'Ue 2028-2034 tra i 17 Paesi del gruppo "Amici della Coesione". In parallelo, si è tenuta un'altra riunione dei cosiddetti frugali: Germania, Paesi Bassi, Danimarca, Austria, Svezia, Finlandia e Belgio. L'Italia, a quanto apprende l'ANSA, lavora alla creazione di una piattaforma comune con gli Amici della Coesione con cui affrontare le fasi decisive del negoziato sul bilancio pluriennale Ue. La piattaforma contiene punti considerati imprescindibili per un accordo. Tra questi il no a nuovi tagli al bilancio, il sostegno alla Pac e alla Coesione non solo nei finanziamenti ma anche nelle regole di applicazione, il no ai rebates, l'inserimento di risorse proprie che siano equilibrate. Il negoziato, si apprende ancora, ha fatto emergere un dato: le nuove risorse proprie hanno impatto economico diverso a seconda dei Paesi membri.
Il programma della seconda giornata e la presenza di Zelensky
Per la seconda giornata, invece, si partirà dalla guerra in Ucraina: i leader ascolteranno il presidente Volodymyr Zelensky sugli ultimi sviluppi del conflitto. "Sono già a Bruxelles con il mio team per partecipare alla riunione del Consiglio europeo e tenere colloqui con i nostri alleati", ha detto oggi via social il presidente ucraino che domani avrà "incontri con i presidenti del Consiglio europeo e della Commissione europea, nonché con i primi ministri di Ungheria, Finlandia e Svezia". Ma domani ci sarà spazio anche per i temi della difesa, della sicurezza e delle migrazioni. Al termine della riunione ci sarà la conferenza stampa conclusiva con i presidenti Antonio Costa e Ursula von der Leyen.
Tensioni Meloni-Mosca
Ieri la premier Meloni, nelle comunicazioni al Senato proprio in vista del vertice europeo, ha sottolineato che quella energetica è "la questione che oggi pesa più di tutte sulla nostra economia": "Nessuno", ha detto, "può rispondere efficacemente da solo". Ma c'è stato anche un botta e risposta a distanza tra Meloni e Mosca sull’accordo sul gasolio russo raggiunto da Trump e Putin. La presidente del Consiglio ha detto che "l’intesa di Trump è rischiosa perché legittima Mosca". Dal Cremlino, a stretto giro, la replica: "Non è affare di Meloni". E oggi da Mosca è arrivata un'altra critica ai Paesi europei accusati di aver assunto "una posizione distruttiva" sull'accordo.
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Proroga del quadro temporaneo sugli aiuti di Stato per l'energia.
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