
Gli automobilisti di rientro dalle vacanze affrontano cantieri e costi elevati, mentre il diritto al rimborso per i disservizi resta di difficile applicazione.
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La delibera n. 211/2025 dell'Autorità di regolazione dei trasporti ha introdotto meccanismi di rimborso per i disservizi autostradali a partire dal 1° giugno 2025.
Controesodo all'insegna del caos per gli automobilisti italiani di rientro dalle vacanze estive in questo ultimo weekend di agosto. Tra cantieri ancora aperti lungo la rete autostradale, code chilometriche e una stangata sui carburanti che determinerà un aggravio da circa 430 milioni di euro, solo a titolo di maggiori spese per i rifornimenti rispetto al controesodo del 2025, il ritorno a casa si sta trasformando in un vero e proprio percorso ad ostacoli. A tracciare il quadro della situazione è il Codacons, che ricorda però l'importante novità di quest'anno per gli automobilisti di rientro dalle vacanze estive: la possibilità di ottenere un indennizzo per i tempi persi in strada, anche se la scarsa informazione e l'assenza di una app unica rischia di vanificare questo diritto.
I rimborsi dei pedaggi, spiega l'associazione, "sono scattati lo scorso 1° giugno grazie alla delibera n. 211/2025 dell'Autorità di regolazione dei trasporti: per i disservizi da cantiere il diritto al rimborso è indipendente dal ritardo per i percorsi con lunghezza inferiore ai 30 km; per quelli con lunghezza tra i 30 e i 50 km il rimborso si attiva se il ritardo supera i 10 minuti; per i percorsi superiori ai 50 km il ritardo dovrà essere di almeno 15 minuti. Per il blocco del traffico, invece, il rimborso è pari al 50% del pedaggio in caso di interruzione tra i 60 e i 119 minuti; del 75% per blocchi di durata compresa tra i 120 e i 179 minuti; del 100% in caso di blocco superiore ai 180 minuti".
Esistono delle eccezioni che fanno venire meno il diritto al rimborso, avverte Codacons, "non é dovuto se sul percorso è già prevista una riduzione generalizzata del pedaggio; nel caso di cantieri emergenziali (a seguito di incidenti, eventi meteo o idrogeologici straordinari e imprevedibili, attività di soccorso); in un primo periodo di applicazione delle misure, saranno esclusi dal meccanismo di rimborso anche i cantieri mobili (sfalcio erba, pulizia, segnaletica ecc.)".
Il vero problema, denuncia il Codacons, è che "il rimborso non è automatico e per ricevere l'indennizzo deve essere l'automobilista ad attivarsi autonomamente. La misura inoltre non è stata adeguatamente pubblicizzata, e i siti di molte società autostradali non riportano espressamente in home page le indicazioni utili per far valere tale diritto. Manca poi l'app unica per tutti i gestori prevista dalla delibera Art, che avrebbe agevolato gli automobilisti nella richiesta di rimborso".
La conseguenza è che per ottenere l'indennizzo da ritardo o blocco del traffico "l'automobilista, qualora sia a conoscenza di tale diritto, è costretto a collegarsi ai siti web delle società autostradali, cercare la pagina relativa ai rimborsi e compilare moduli e webform allegando le ricevute dei pagamenti ai caselli. Una procedura conosciuta da pochi, macchinosa e poco pubblicizzata, che rischia di limitare questo nuovo importante diritto degli automobilisti", conclude il Codacons.

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