
Il lavoro del Cnr ha prodotto strumenti concreti per la prevenzione, la ricostruzione e il monitoraggio del territorio
AI-generated summary
Il sisma di Amatrice del 2016 ha dato impulso a nuove ricerche geologiche e tecnologiche. Il Cnr ha utilizzato i dati raccolti per migliorare la prevenzione sismica e il monitoraggio del suolo.
A dieci anni dal sisma di Amatrice, il lavoro svolto dal Cnr con gli altri Enti di ricerca ha prodotto "risultati concreti" sulla conoscenza delle faglie attive, deformazioni del suolo, microzonazione sismica, osservazioni satellitari della Terra. E dallo studio di quanto accaduto "è nato un patrimonio di conoscenze e strumenti che oggi supporta la pianificazione, la prevenzione, la ricostruzione, la protezione civile e la sicurezza dei territori".
"Integrando osservazioni del terreno, dati geofisici e informazioni sismologiche, oggi disponiamo di una conoscenza molto più dettagliata della geologia e del sistema di faglie dell'Appennino centrale che ha generato la sequenza sismica nell'area di Amatrice e Norcia", spiega il direttore dell'Istituto di geoscienze del Cnr (Cnr-Geo) Massimiliano Moscatelli.
"Gli studi condotti ad Amatrice, Accumoli e Arquata del Tronto mostrano come le caratteristiche del sottosuolo influenzino gli effetti locali dello scuotimento sismico, quindi il moto del terreno durante un terremoto", aggiunge Iolanda Gaudiosi, ricercatrice del nuovo istituto di Geoscienze del Cnr.
L'esperienza maturata nei 138 Comuni del cratere "trasforma quindi la conoscenza scientifica in strumenti concreti di ricostruzione e prevenzione". Amatrice ha rappresentato anche uno dei primi casi di applicazione operativa delle tecnologie satellitari per il monitoraggio delle deformazioni del suolo.
Nelle ore immediatamente successive all'evento, i ricercatori dell'Istituto per il rilevamento elettromagnetico dell'ambiente (Cnr-Irea) elaborarono, infatti, le prime immagini radar satellitari per misurare gli spostamenti del terreno causati dal sisma. Anche queste tecnologie hanno conosciuto una evoluzione, in cui un ruolo centrale è stato svolto dalla tecnica P-Sbas (Parallel Small baseline subset) sviluppata dal Cnr-Irea.
"Grazie alla continuità dei dati satellitari e all'automazione delle elaborazioni basate sulla tecnica P-Sbas, siamo passati dall'analisi di singoli eventi a sistemi permanenti di monitoraggio, oggi impiegati per i Campi Flegrei, il Vesuvio, l'Etna, Stromboli e Vulcano, oltre che - spiega Riccardo Lanari del Cnr-Irea - per le deformazioni legate a subsidenza e dissesto idrogeologico su scala nazionale, come nel recente caso della frana di Niscemi".

L'Ingv ha registrato l'apertura di una bocca effusiva in Valle del Bove sull'Etna, con produzione di una colata lavica. Prosegue inoltre l'emissione di cenere dal cratere della Voragine, mentre il tremore vulcanico si mantiene su valori alti.

Ricercatori messicani hanno scoperto sei specie di funghi entomopatogeni, noti come funghi zombi, nelle foreste del Jalisco. Manipolano il comportamento di formiche e ragni. Una specie è dedicata a Guillermo del Toro.

Nuova attività esplosiva e effusiva al cratere Voragine e di Nord-Est dell'Etna. L'Istituto nazionale di geofisica e vulcanologia segnala un aumento del tremore vulcanico su valori alti.

Il 2 agosto 2027 si terrà la prossima eclissi totale visibile vicino all'Italia e l'ultima in Europa per 25 anni. Copertura record al Sud, con Lampedusa e Luxor tra i luoghi privilegiati per l'osservazione.

È iniziata l'eclissi totale di Sole con le prime immagini dalle dirette web lungo la fascia della totalità. Numerose folle seguono l'evento con occhialini e telescopi, nonostante il disturbo di alcune nuvole in certe zone.

Uno studio di Ogs e Cnr-Irbim svela che i microrganismi nelle acque profonde del Mare di Ross in Antartide fissano carbonio inorganico al buio, contribuendo al ciclo globale del carbonio.