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L'articolo analizza le disparità territoriali nei costi degli asili nido in Italia, evidenziando come la retta e il servizio mensa variino significativamente tra i Comuni, anche per famiglie con lo stesso Isee. Vengono citati esempi specifici di città con costi bassi e alti, e si collega il tema alle politiche del Pnrr e alle proposte sindacali per migliorare l'offerta pubblica.
Per le famiglie campionate, l’asilo nido è gratuito solo nel Comune di Mantova, negli altri casi, invece, non solo non sono gratuiti, ma prevedono costi decisamente differenti tra Comuni. Per i nuclei familiari con un figlio e un Isee fino a 15mila euro, si passa dagli 80 euro mensili di Catanzaro ai 460 euro di Chieti. Per le famiglie con un figlio e un Isee fino a 25mila euro, similmente, si passa dai 100 euro mensili di Catanzaro ai 550 euro di retta del Comune di Imperia.
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Questi divari territoriali sono resi ancora più complessi dalle differenze nei costi, inglobati o aggiunti alla retta, del servizio mensa. Addizionando anche questa variabile, infatti, le città più virtuose, per i nuclei familiari con un figlio e un Isee fino a 15mila euro, sono Mantova con una spesa mensile complessiva di 60 euro, e Catanzaro, con una spesa complessiva di 80 euro, seguite da Ragusa con una spesa di 110 euro, Trapani con 111 euro e Parma con una spesa di 132 euro. Le cinque città più care invece, sempre considerando la combinazione tra retta e costo del servizio mensa, sono Belluno con 553 euro mensili, Prato con 504 euro, Biella con 491 euro, Cuneo con 488 euro e, infine, Pistoia con 487 euro.
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La stessa iniquità si registra anche per i nuclei familiari con un figlio e con un Isee fino a 25 mila euro. Si confermano tra le città più virtuose Catanzaro, con una spesa mensile complessiva tra retta e mensa di 100 euro, Mantova con 102 euro, Ragusa con 170 euro, Agrigento con 200 euro, seguita da Parma con una spesa mensile di 223 euro. Le città più care, invece, sono Udine, con un costo mensile di mensa e nido di 645 euro, Sondrio con 641 euro, Pistoia con 640 euro, Torino con 618 euro e, infine, Varese con ben 605 euro.
Tra le città più grandi, a Roma per un bambino con un Isee familiare entro i 15 mila euro, vengono chiesto 155 euro (112 per la retta e 43 per la mensa), mentre con un Isee da 25mila euro il totale è di 308 euro (252 la retta, 56 la mensa). A Milano, la media per un bambino in un asilo nido è di 316 euro sia per chi è nella fascia meno abbiente sia per chi ha 25mila euro di Isee, mentre a Napoli la spesa raggiunge i 272 euro per la fascia meno abbiente e i 426 euro per chi conta su 25mila euro di Isee.
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“Non possiamo accontentarci di aumentare la media nazionale dei posti disponibili, ma dobbiamo chiederci dove questi posti vengono creati e dove continuano a mancare, per garantire livelli adeguati di offerta su tutto il territorio nazionale”, commenta il segretario confederale della Uil, Santo Biondo.
Su questo fronte, spiega Biondo, "il Pnrr è stato un’occasione mancata. Gli investimenti previsti dal Piano potevano imprimere una svolta strutturale all’offerta dei servizi educativi per la prima infanzia. Ma, purtroppo, non c’è stata: accanto a regioni che hanno raggiunto o superato l’obiettivo di garantire 33 posti disponibili ogni 100 bambini tra i 0 e i 2 anni, ve ne sono altre che restano molto lontane da questa soglia". Nei territori in cui l’offerta resta insufficiente, "il sostegno alla domanda deve accompagnarsi a un investimento strutturale capace di aumentare la disponibilità dei servizi“.
Altro tassello fondamentale del sistema è, poi, la disponibilità anche di operatori e operatrici. Per Biondo "bisogna programmare le assunzioni necessarie, garantire professionalità adeguate, formazione continua, nonché condizioni di lavoro dignitose, contrastando il ricorso strutturale a contratti precari. La qualità del lavoro degli operatori e delle operatrici è, infatti, direttamente collegata alla qualità del servizio offerto ai bambini e alle loro famiglie. La priorità resta, quindi, quella di aumentare i posti disponibili dove ancora mancano, rafforzare un’offerta pubblica e accessibile, assicurare il personale necessario al funzionamento dei servizi e ridurre i divari territoriali, affinché l’accesso ai servizi educativi per la prima infanzia non continui a dipendere dal territorio nel quale una bambina o un bambino nasce e vive“.
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AI outlook — possibilities, not facts
Il governo introdurrà nuove misure per armonizzare i costi degli asili nido a livello nazionale entro i prossimi 12 mesi.
Possible · Within months

Today 1,800 Italian high schools joined the strike against cuts to education, while in Paris thousands of young people, including the Italian activist Eva in Erasmus, blocked boulevards and participated in a strike of 60,000 people, denouncing police violence, disproportionate use of tear gas and degraded school conditions in banlieues similar to those in Italy.

In Paris, a peaceful student demonstration to demand more resources and school staff, the repeal of Parcoursup and the renovation of buildings was interrupted by clashes with hundreds of black blocs who threw stones and cones at the police, causing injuries and damage.

The Youth and Work Observatory reveals that 8 out of 10 students use AI to study, but only 1 in 6 has received school guidelines. The use to simplify concepts and the concern for the loss of autonomous capabilities prevail.

The government has increased the resources for the total or partial free of charge of textbooks and established a fund of 20 million euros per year from 2027 for families with ISEE up to 40,000 euros, while the book bonus remains at 20 million but has also been extended to first and third grade students. However, consumer associations report that the increases in school book prices, combined with the 'recommended' book strategy, are causing families' spending to rise above the official ceilings, reaching up to 1,300 euros per student, and are calling for the extension of the 19% personal income tax deduction for documented purchases of school supplies.

The Ministry of Education has published the list of 6,342 schools benefiting from an extraordinary fund of almost 20 million for air conditioning. Each will receive 3,153 euros, but unions and oppositions criticize the reduced amount per chamber and the timing.

The President of the Republic signed the school decree approved by the Council of Ministers on 24 September, published in the Official Journal and in force from 1 October. From 2027/28, the provision introduces a 30% ceiling for foreign students not born in Italy and with little knowledge of Italian, with exceptions for those who attended nursery school. 3.4 million have been allocated for 2027 and 14.1 million for 2028 for language enhancement courses. The ban on access to school with a misrepresented face and the Cpia courses for parents of pupils in difficulty have also been confirmed, with fines of 200 to 1,000 euros for violators. The decree now passes to the Senate for conversion into law.