Dopo gli scontri riaprono i negozi del lusso in centro a Milano
Dopo i disordini del weekend, le attività commerciali in via Montenapoleone e via Torino tornano operative. In corso gli interrogatori per i minorenni e maggiorenni arrestati. Allarmi social infondati a Cremona e Pavia.
Quick Look
- Dopo le violenze del weekend a Milano, i negozi del centro hanno ripreso l'attività.
- Proseguono gli interrogatori per gli arrestati, mentre in altre città lombarde come Cremona e Pavia l'allarme per presunte nuove manifestazioni si è rivelato infondato.
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Gli scontri sono avvenuti durante il fine settimana a Milano, coinvolgendo numerosi giovani e causando danni a diverse attività commerciali.
Hanno tutti riaperto i negozi del lusso in via Montenapoleone chiusi ieri per il timore di possibili devastazioni, come successo sabato e domenica in piazza Duomo, via Torino e largo La Foppa. Da Louis Vuitton spiegano di essere rimasti chiusi per due ore nel pomeriggio mentre davanti al negozio si erano piazzati alcuni cellulari della Polizia. "Abbiamo svuotato tutte le vetrine come tutti i negozi della via e alcuni acquirenti sono rimasti dentro per sicurezza", spiega il personale che allarga le braccia e chiede: "Oggi é tutto tranquillo?".
Anche i negozi che hanno subito devastazioni in via Torino sono riaperti, a partire dal Carrefour express che ora ha un rivestimento in metallo pesante a una porta di sicurezza danneggiata nella due giorni di violenza che hanno colpito il capoluogo lombardo. Di fianco al Carrefour c'è una storica cartoleria che esiste dal 1904 e la vetrina presenta ancora i segni degli oggetti appuntiti usati per cercare di sfondarla.
"Noi abbiamo riaperto subito - racconta la titolare - siamo stati presi di mira ma loro si sono accaniti sui negozi che vendevano scarpe, magliette". Poi allarga le braccia: "Paura? Noi andiamo avanti. Qualcosa le forze dell'ordine faranno. Paura proprio no".
Questa mattina sono iniziati intanto nel carcere minorile Cesare Beccaria di Milano gli interrogatori di garanzia degli 11 minorenni arrestati in flagranza per gli scontri in centro nel fine settimana.
La Procura per i minorenni, guidata da Luca Villa, contesta a vario titolo reati tra cui devastazione e saccheggio e resistenza a pubblico ufficiale. Parallelamente, si procede anche sulle posizioni degli altri 23 minorenni indagati a piede libero, per i quali sono state chieste misure cautelari.
L'avvocata Francesca Rena difende un ragazzo di 14 anni, per il quale la Procura ha chiesto la custodia cautelare in carcere. La legale ha chiesto che non venga applicata alcuna misura. Il giovane, studente di terza media nato in Italia, "dimostra ancora meno dei suoi anni" e, secondo la difesa, non sembra pienamente consapevole della gravità dei fatti contestati. Era in centro con la madre quando ha perso di vista il genitore nella folla. "Si è perso, ha iniziato a seguire il gruppo, ha visto scene di guerriglia urbana e purtroppo, come un ragazzino di 14 anni, è rimasto fermo a guardare", ha spiegato Rena. Il ragazzo sostiene di non aver fatto nulla e la perquisizione ha dato esito negativo. La madre, non riuscendo più a contattarlo, ha poi scoperto che era stato arrestato.
Sul tema dei video girati durante gli scontri e della possibile rilevanza giuridica della condotta ai fini del concorso morale, la legale ha osservato che "non è bello o giusto, eticamente, fare video di determinate cose, ma qual è il quattordicenne che non l'avrebbe fatto?".
Per un altro minorenne, un sedicenne difeso dall'avvocato Michele D'Agostino, è stata disposta la permanenza in casa. Il giovane ha negato gli addebiti. "È andato lì per i fatti suoi con un amico a fare un giro, voleva fare un giro e si è trovato in mezzo", ha riferito il legale, aggiungendo che al ragazzo non è stata trovata addosso alcuna merce.
Saranno interrogati tra oggi e domani dalla gip Maria Idria Gurgo di Castelmenardo i sei maggiorenni arrestati domenica. Nel pomeriggio la giudice comincerà con il primo ragazzo, l'unico ai domiciliari, e domani in mattinata proseguirà con gli altri a San Vittore. La pm Aurora Stasi, che con il procuratore Marcello Viola è titolare del fascicolo parallelo a quello della collega Giovanna Cavalleri, ha chiesto la convalida e la misura cautelare più grave.
Non hanno avuto "alcuna remora nell'adoperare violenza, nell'aderire ai disordini di piazza e nel riproporre i medesimi comportamenti avvenuti solo un giorno prima" - si legge in un atto della Procura - ad opera di altri. E quindi hanno mostrato una "significativa capacità criminale" con "improvvise azioni distruttive e di rara violenza". La gip dovrebbe depositare la decisione a partire da dopodomani.
Sono una decina invece i Daspo urbani (Dacur) emessi dalla Questura nei confronti di giovani controllati ieri in piazza Duomo e nei dintorni dopo gli scontri. Si tratta di ragazzi con precedenti oppure travisati o in possesso di oggetti potenzialmente pericolosi come coltellini o altri. Procedono nel frattempo le indagini della Digos per ricostruire la due giorni di violenze e accertare le responsabilità tra i circa 500 protagonisti degli incidenti. Alcuni sono stati arrestati nell'immediatezza. I dieci raggiunti da Dacur non potranno entrare a Milano o in alcune zone della città per diversi periodi di tempo.
A Bologna, è stato convalidato l'arresto dello studente di 21 anni, iscritto ad Antropologia, fermato sabato durante gli scontri in zona stazione. La gip Roberta Malavasi ha disposto nei suoi confronti l'obbligo di presentazione quotidiana alla polizia giudiziaria, non accogliendo la richiesta della Procura di arresti domiciliari. Il giovane bolognese, incensurato, è accusato di violenza per il lancio di oggetti contro le forze dell'ordine, lesioni e resistenza aggravata. Durante l'arresto ha riportato la frattura del setto nasale e una lesione a un sopracciglio, per le quali è stato medicato subito dopo all'ospedale Maggiore.
Nel corso dell'udienza il 21enne si è avvalso della facoltà di non rispondere e ha depositato una dichiarazione scritta nella quale ha ricostruito le modalità del proprio arresto, negando di aver opposto resistenza agli agenti in quel frangente. Ha riferito di essere stato placcato da dietro e spinto con il volto verso terra, aggiungendo di essere stato afferrato per i capelli. Un poliziotto, invece, ha dichiarato che il ragazzo gli avrebbe causato lesioni, reputate dai medici guaribili in tre giorni. "La giudice ha convalidato l'arresto, ma ha escluso la gravità indiziaria sul reato di resistenza a pubblico ufficiale contestato al momento dell'arresto", spiega il difensore, l'avvocato Ettore Grenci.
Secondo il legale, la gip avrebbe ritenuto "più compatibile la versione del ragazzo rispetto a quella del poliziotto, alla luce dei traumi riscontrati nei certificati medici". Per le altre contestazioni, invece, la giudice ha ritenuto sussistenti i gravi indizi di colpevolezza, disponendo una misura cautelare meno afflittiva rispetto ai domiciliari chiesti dalla Procura. La difesa valuta ora di chiedere l'acquisizione delle immagini delle telecamere presenti nella zona degli scontri. "Vorrei chiedere che venga acquisito qualche video. Sotto i portici di viale Masini credo ci siano telecamere che potrebbero aver ripreso", spiega il legale. La difesa valuterà anche se sporgere denuncia per le lesioni riportate dal 21enne.
Cortei 'fantasma' in alcune città, notizie fake diffuse sui social
Nessun corteo, nessuna presenza sospetta in una città comunque blindata dalle forze dell'ordine, con carabinieri e polizia a presidiare le scuole, la stazione ferroviaria e quella dei pullman e il centro storico. Ma l'allarme innescato dalla chiamata alla manifestazione violenta, simile a quella di Milano, comparsa ieri mattina sui social, un effetto lo ha avuto: a Cremona stamattina c'erano molti assenti negli istituti scolastici e il centro era deserto, tra le vetrine dei negozi protette da pannelli di compensato.
Sono in corso le indagini della polizia: al setaccio le chat che hanno provocato il panico annunciando i disordini. E diventa sempre più accreditata l'ipotesi di un fake fatto circolare proprio per creare paura. Sulla vicenda indaga la Polizia.
Anche a Pavia, come a Cremona, il tam tam dei social e del web ha diffuso informazioni false su azione violente che si sarebbero dovute verificare oggi in città e che non ci sono state. I carabinieri hanno intensificato questa mattina i controlli nei pressi della stazione dei treni, dell'autostazione e dei principali istituti scolastici di Pavia, gli scontri avvenuti nel week end scorso a Milano. Un'azione in linea con le direttive del prefetto, Francesca De Carlini, nell'ambito delle strategie condivise in sede di Comitato provinciale per l'ordine e sicurezza pubblica.
L'azione preventiva dei militari dell'Arma è stata attuata anche in seguito a numerose telefonate di preoccupazione da parte di alcuni genitori, pervenute alla centrale operativa. A provocare l'allarme è stato un tam tam social, con la diffusione di alcune chat dove si preannunciavano azioni violente a Pavia. "Fortunatamente gli allarmi si sono dimostrati tutti infondati - sottolinea una nota dei carabinieri di Pavia -; le pattuglie dell'Arma hanno perlustrato tutte le zone di maggior interesse, senza rilevare alcuna violenza o turbamento dell'ordine pubblico. I servizi continueranno anche nei prossimi giorni, ponendo massima attenzione alle fasce più giovani della popolazione".
What to Watch
AI outlook — possibilities, not facts
Deposito della decisione del Gip sugli arrestati maggiorenni.
Very likely · Within days
Open Questions
- Quali saranno le decisioni finali del Gip sugli arrestati?
- Chi ha diffuso le fake news sui social?






