
La Commissione europea ha pubblicato un documento che chiarisce le nuove regole fiscali sulle merci importate da paesi terzi, introducendo un dazio temporaneo di 3 euro sugli articoli fino a 150 euro di valore e una tassa di gestione permanente di 2 euro per tutti gli acquisti a distanza, con obblighi dichiarativi, identificativi di prodotto e responsabilità di pagamento chiarite per operatori e autorità doganali.
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Il documento pubblicato dalla Commissione europea chiarisce le modifiche al regime fiscale per le merci importate da paesi terzi nell'Unione, introducendo un dazio doganale temporaneo e una tassa di gestione permanente per le vendite a distanza, con l'obiettivo di guidare amministrazioni doganali e operatori economici.
Con le numerose modifiche introdotte nel corso di quest’anno sul regime fiscale relativo alle merci importate dall'estero nell’Unione, il documento pubblicato da Bruxelles mira a fare da "bussola" soprattutto per le amministrazioni doganali e gli operatori economici. I chiarimenti spaziano dagli aspetti generali come l’ambito applicativo delle norme ad aspetti più tecnici come gli obblighi dichiarativi da adempiere, i soggetti responsabili del pagamento e il trattamento Iva previsto.
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In primo luogo, il dazio doganale - normato dal regolamento Ue 2026/382 - prevede l’applicazione temporanea di un tributo da 3 euro su tutte le merci vendute a distanza e importate nell’Unione fino ad un valore intrinseco pari a 150 euro. Con l’abolizione della franchigia doganale sulle spedizioni entro una certa soglia, la tassa - prevista per un periodo di due anni fino al 1° luglio 2028 - agisce a prescindere dal regime Iva o dal tipo di dichiarazione utilizzata.
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Dall’alcol ai profumi fino al tabacco: il dazio da 3 euro ad articolo si applica anche sui prodotti che in precedenza erano stati esclusi dall’esenzione tariffaria. L’importo risulta sempre valido a prescindere che le merci siano state spedite o meno dal Paese terzo direttamente al destinatario nell’Unione.
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Per quanto riguarda il dazio doganale temporaneo, nel vademecum la Commissione si dà tempo fino al 1° dicembre 2027 per valutare l’eventuale proroga oltre il 2028. Molto dipenderà da eventuali ritardi nell'entrata in funzione del Customs data hub comunitario.
Nel frattempo, si avvicina il debutto della "Union handling fee", la tassa di gestione europea applicata su tutte le merci acquistate tramite vendite a distanza introdotta con il regolamento Ue 2026/2108 del 16 settembre scorso. In osservanza dell’articolo 20 del nuovo Codice doganale Ue, a partire dal prossimo 1° novembre il tributo da 2 euro verrà applicato su ogni articolo indipendentemente dal suo valore, dunque anche oltre i 150 euro. A differenza del dazio doganale temporaneo sui “piccoli pacchi” la nuova tassa di gestione ha inoltre carattere permanente, senza dunque scadenze temporali all’orizzonte.
Il documento fa luce inoltre sui soggetti obbligati al pagamento del dazio comunitario sulle merci importate da Paesi terzi con la responsabilità associata, in primo luogo, al dichiarante doganale. Sotto questa definizione rientrano non solo il titolare del regime "Import One Stop Shop" (Ioss) ma anche l'operatore che usufruisce degli accordi speciali (i cosiddetti special arrangements) nel versamento dell'Iva, un rappresentante indiretto oppure, in casi residuali, un qualsiasi altro soggetto chiamato a svolgere l'adempimento doganale.
Un ulteriore chiarimento riguarda gli identificativi di prodotto (Pid) con l'introduzione dell'obbligo dal 1° novembre 2026 dell'identificativo su tutte le merci extra-Ue con valore intrinseco non superiore a 150 euro. Obiettivo dello strumento è quello soprattutto di rafforzare la tracciabilità dei prodotti e contrastare l'ingresso nel mercato comunitario di merci non conformi agli standard di sicurezza europea. I Pid conterranno una serie di informazioni relative a produttori e venditori online che faciliteranno il compito delle autorità competenti nel risalire alla catena di approvvigionamento ed estendere i controlli a prodotti con rischi simili.
Sul fronte fiscale, il vademecum chiarisce che l’introduzione del dazio doganale biennale di 3 euro non modifica i regimi Iva già previsti per le spedizioni di valore fino a 150 euro, ossia Ioss, regime speciale e procedura ordinaria. Inoltre il contributo di gestione dell’Unione applicato dalle autorità doganali per le vendite a distanza di beni importati, è considerato una spesa accessoria della cessione che rientra pienamente nella base imponibile Iva.
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