È morta Emma Bonino, figura storica del radicalismo italiano ed europeo
La presidente di +Europa si è spenta dopo alcuni giorni di ricovero in ospedale. Con lei scompare una delle protagoniste della politica italiana e dei diritti civili.
Quick Look
- È morta Emma Bonino, storica leader radicale e presidente di +Europa.
- Protagonista di battaglie per i diritti civili, l'aborto, l'antiproibizionismo e l'impegno umanitario internazionale, si è spenta dopo un ricovero ospedaliero.
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Why It Matters
Emma Bonino era stata diagnosticata con un tumore nel 2015 e aveva affrontato vari problemi di salute negli anni successivi.
Dopo Marco Pannella nel maggio 2016 ci lascia anche Emma Bonino, e con lei se ne va il secondo campione di quel che è stato il partito radicale in Italia, almeno dagli anni Settanta del secolo scorso. Dopo il tumore diagnosticatole nel 2015, le cure, la chemioterapia e poi un ricovero in terapia intensiva per problemi respiratori nell’ottobre 2024, anch’esso superato, questa volta non ce l’ha fatta. La presidente di +Europa è morta oggi dopo alcuni giorni di ricovero in ospedale.
Riassumere la vita pubblica di Emma Bonino non è semplice perché, come già per Pannella, la sua concezione della politica è sempre stata totalizzante, anima e corpo in senso letterale, attraverso un attivismo e una militanza che hanno reso Bonino una delle protagoniste del radicalismo liberale e del femminismo a livello europeo.
Piemontese di Brà (Cuneo), classe 1948, Bonino si iscrive al Partito radicale nel 1975, svolgendo fin da subito un ruolo di primo piano nelle campagne per la liberalizzazione dell’aborto e contro il nucleare, realizzate mediante lo strumento referendario e la disobbedienza civile. Negli anni seguenti promuove numerose iniziative per la liberalizzazione delle droghe leggere e la distribuzione controllata di eroina (diventerà famoso, a fine anni Novanta, il suo scontro sul controllo delle droghe e la prevenzione del crimine con l’allora sottosegretario generale dell’Onu, Pino Arlacchi) mentre, sul piano internazionale, si impegna nella difesa dei diritti civili e politici, per l’abolizione della pena di morte e contro la fame nel mondo.
Deputato dal 1976 al 1994, Bonino è presidente del Partito radicale transnazionale dal 1991 al 1993, e dal 1993 al 1994 ne ricopre la carica di segretario. Dal 1995 al 1999 è membro autorevole della Commissione europea in qualità di responsabile della politica della pesca, della politica dei consumatori e dell’ufficio europeo per l’aiuto umanitario affrontando, durante il suo incarico, le grandi crisi umanitarie degli anni Novanta, inclusa quella nella Regione dei Grandi Laghi africani e nei Balcani.
Eletta al Parlamento europeo nel 1979 e nel 1984, Bonino viene riconfermata nelle elezioni europee del giugno 1999, alle quali si presenta, stupendo tutti, con una propria lista denominata “Lista Bonino” che ottiene addirittura l’8,5% dei consensi a livello nazionale. Nel 2006, a seguito della vittoria del centrosinistra nelle elezioni politiche, viene nominata ministro per il Commercio Internazionale e per le Politiche Europee nel governo Prodi.
Open Questions
- Quali saranno le modalità per le esequie pubbliche?
- Chi prenderà la guida di +Europa?







