Economia del mare: 175mila nuovi lavoratori necessari entro il 2030
Mario Zanetti (Confindustria) sottolinea il gap tra domanda di lavoro e formazione al Salone nautico di Genova
Quick Look
- Entro il 2030, l'economia del mare italiana richiederà 175mila nuovi lavoratori.
- Mario Zanetti di Confindustria avverte che il gap tra competenze richieste e offerta formativa minaccia la crescita di un settore che vale l'11% del PIL nazionale.
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Why It Matters
L'economia del mare in Italia rappresenta oltre l'11% del PIL e impiega oltre 1,1 milioni di lavoratori, crescendo a ritmi superiori rispetto al resto dell'economia nazionale.
Da qui al 2030 il fabbisogno occupazionale dell'economia del mare in Italia sarà di 175mila lavoratori, circa 120mila usciranno perché vicini alla pensione e andranno sostituiti, ma ci saranno 50mila nuovi posti di lavoro improntati alle nuove tecnologie e alle nuove necessità del settore, una sfida che il nostro Paese non può vincere senza focalizzarsi, dobbiamo chiudere sempre di più il gap tra ciò che il mercato chiede e quello che la formazione offre all'economia del mare". È la priorità indicata dallo special advisor di Confindustria per l'Economia del Mare Mario Zanetti al 66/mo Salone nautico internazionale di Genova durante la presentazione dello studio 'Yachting tourism and economic contribution' curato da Deloitte in collaborazione con Confindustria Nautica.
Uno studio Confindustria-Boston Consulting Group stima per l'intera economia del mare un fabbisogno 2026-2030 di 175mila occupati. "Nella cantieristica questa sfida pesa di più: il 43% delle posizioni ricercate resta scoperto, quasi il doppio della media del settore - denuncia Zanetti -. Quindi è necessario investire nelle competenze perché solo così la partita la vinciamo tutti: lavoratori, imprese, territori, settori. E così cresce la competitività della blue economy e del Paese".
"La nautica è un settore che attiva quasi 200mila addetti, ogni addetto alla produzione attiva nove posti di lavoro lungo la filiera, quindi con ogni posto di lavoro scoperto tarpiamo le ali a un motore di crescita che esiste in modo concreto già oggi", segnala Zanetti ricordando che "l'economia del mare in generale vale oltre l'11% del Pil, quasi 225 miliardi di valore aggiunto, un settore che impiega oltre un milione e 100mila lavoratori crescendo a una velocità quasi doppia rispetto al resto dell'economia nazionale, fa crescere l'occupazione con trend altrettanto ripidi, più ripidi del resto dell'economia. A questo punto però la crescita va sostenuta perché l'organicità prima o poi arriva ad avere un gap o una flessione del trend di crescita, che può essere sostenuta lavorando a iniziative specifiche. Come Confindustria abbiamo individuato tre priorità: i vettori e le flotte, le infrastrutture portuali e loro integrazione, e il terzo pilastro sono le competenze".
Open Questions
- Quali specifiche riforme formative verranno attuate?
- Come verranno finanziate le nuove iniziative per le competenze?






