
Nessun blocco raggiunge la maggioranza di 61 seggi alla Knesset. Il presidente Herzog avvia i contatti per un governo di unità nazionale.
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Le elezioni israeliane non hanno prodotto una maggioranza chiara per nessuno dei due blocchi principali. La Commissione elettorale ha previsto la pubblicazione dei risultati ufficiali per il 4 novembre.
In Israele lo scrutinio è stato completato al 100%. Il quadro resta però senza una maggioranza: il blocco di Netanyahu mantiene 53 seggi, quello del Cambiamento di Eisenkot 48 seggi. I partiti arabi hanno 19 seggi. Il Likud si rafforza di un seggio e ora ne ha 27. Yashar di Eisenkot 21, Bennett-Lapid 12, Lista Araba Unita 11, Democratici 8, Ra'am 8, Israel Beiteinu 7, Ben Gvir 7, Giudaismo Unito della Torah 7, Shas 6, Sionismo Religioso di Smotrich 6. La Commissione elettorale specifica che i risultati ufficiali saranno annunciati mercoledì 4 novembre e che entro quella data verrà effettuato un ulteriore controllo sull'integrità delle elezioni. Nessuno dei due blocchi ha raggiunto autonomamente la soglia dei 61 seggi necessaria per la maggioranza alla Knesset. Nel frattempo, la polizia israeliana ha smentito le affermazioni del Likud, secondo cui le elezioni sarebbero state "rubate" dai partiti arabi.
Herzog: "Evitare un'altra tornata elettorale"
Nei prossimi giorni il presidente israeliano, Isaac Herzog, dovrebbe incontrare, ancora prima della pubblicazione dei risultati finali e dell'inizio delle consultazioni, Netanyahu ed Eisenkot - separatamente - per iniziare a testare la fattibilità di un governo di unità nazionale. Herzog ha poi chiarito che "dobbiamo fare tutto il possibile per evitare un'ulteriore tornata elettorale". Poi ha aggiunto: "Mi aspetto che chiunque venga qui si presenti con apertura mentale".
Eisenkot: “Agirò per un governo del cambiamento sionista e per la leva militare"
Dopo l'uscita dei risultati delle elezioni, Eisenkot ha dichiarato che "ci attendono altre lunghe giornate di lavoro, ma siamo concentrati sull'arduo compito che ci è stato affidato: portare il cambiamento in Israele e instaurare un governo sionista e per il servizio militare". Poi ha aggiunto: "Questa è la volontà del popolo che ha espresso sfiducia nel governo del fallimento del 7 ottobre e dei disertori. Un blocco che si trova al punto più basso della sua storia in vent'anni". Il leader del partito Yashar ha sottolineato poi di "sentire il peso della responsabilità e della fiducia che centinaia di migliaia di cittadini che credono nello Stato di Israele e nel sionismo mi hanno accordato". E ancora: "Grazie a voi, abbiamo fatto la storia: in un solo anno, abbiamo fondato in Israele un nuovo partito pan-israeliano che rappresenta una valida alternativa al governo. Affronteremo la grande sfida che ci attende, la porteremo a termine e avremo successo".
Arresti per corruzione elettorale
Dopo aver smentito le accuse del Likud, che nelle scorse ore aveva denunciato "brogli elettorali da parte dei partiti arabi che sostengono il terrorismo e l'eliminazione dello Stato ebraico", la polizia ha arrestato quattro uomini nel sud di Israele con l'accusa di presunta corruzione elettorale. Attualmente sono in corso gli interrogatori presso l'Unità nazionale anticorruzione della Lahav 433. Altre tre persone erano stata arrestate con la stessa accusa il giorno delle elezioni, il 27 ottobre, sempre nel sud del Paese. Nelle scorse ore una fonte della polizia aveva riferito che "non esistono prove, né di natura investigativa né di intelligence, a sostegno delle accuse" del partito di Netanyahu nei confronti delle formazioni arabe. Nelle scorse ore anche un funzionario della Commissione elettorale centrale (Cec) aveva respinto le denunce di brogli.
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Pubblicazione dei risultati ufficiali il 4 novembre.
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