
Alla vigilia del voto del 3 novembre, il presidente tiene l'ultimo intervento alla Reflecting Pool e i dem allungano sui repubblicani per Camera e Senato
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Le elezioni di metà mandato negli Stati Uniti si tengono il 3 novembre per il rinnovo di Camera e Senato. I democratici vantano un vantaggio di sette punti (52% contro 45%). Trump tiene l'ultimo comizio alla Reflecting Pool del Lincoln Memorial a Washington, dopo essere stato in Kansas e Iowa. Il dipartimento di Giustizia chiede alla Corte Suprema di bloccare 20.000 voti in California.
Alla vigilia dell'appuntamento elettorale, in programma martedì 3 novembre, i democratici allungano sui repubblicani. Il presidente, dopo essere stato in Kansas, è tornato a Washington per l'ultimo intervento - una sorta di conferenza stampa all'aperto - al Lincoln Memorial. “Queste sono le elezioni di metà mandato più importanti della nostra storia. I democratici hanno candidato jihadisti per portare avanti la loro agenda estremista”, ha detto. E ha chiesto intervento Corte Suprema su blocco voti in California
Si avvicina il voto statunitense di Midterm in programma martedì 3 novembre. Alla vigilia dell'appuntamento elettorale di metà mandato i democratici allungano il loro vantaggio sui repubblicani per la conquista della Camera e del Senato. Intanto i due schieramenti si sfidano negli ultimi comizi. Il presidente Donald Trump è stato a Salina, in Kansas, e poi è tornato a Washington per l'ultimo intervento - una sorta di conferenza stampa all'aperto, più che un comizio - alla Reflecting Pool del Lincoln Memorial (I SONDAGGI E LE SFIDE DA MONITORARE). Intanto, come riporta Bloomberg, il dipartimento di Giustizia ha chiesto alla Corte Suprema di intervenire nell'azione legale per il blocco di 20.000 voti in California. Il ricorso segue la decisione di una corte d'appello federale che aveva respinto la richiesta dell'amministrazione Trump di imporre alla California di accantonare quei 20.000 voti per il sospetto che non fossero di cittadini americani, ma di persone a cui lo stato avrebbe inviato le schede elettorali in modo illegittimo.
Trump: "Sono le midterm più importanti della storia"
Il presidente Trump, quindi, ha scelto la Reflecting Pool al Lincoln Memorial per lanciare il suo ultimo messaggio prima delle elezioni di metà mandato. "Domani è l'Election Day e dobbiamo mantenere il nostro Congresso forte. Non possiamo consentire a gente che odia questo Paese di vincere", ha detto Trump, sottolineando come i presidenti in carico di solito perdano le elezioni di metà mandato. "Queste sono le elezioni di metà mandato più importanti della nostra storia. I democratici hanno candidato jihadisti per portare avanti la loro agenda estremista", ha aggiunto. "Abbiamo lanciato l'età dell'oro e non consentiremo che ce la portino via", ha detto ancora. E rivendicando i suoi successi sull'immigrazione e sul calo delle tasse, Trump ha ribadito: "Ho mantenuto tutte le promesse, anzi ho fatto di più di quanto vi avevo promesso". Poi ha ringraziato la Danimarca e l'Europa per la Groenlandia: "Abbiamo la Groenlandia. Abbiamo più petrolio di Arabia Saudita e Russia".
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Trump in Kansas
"Questo è il mio trentesimo comizio", ha detto invece Trump domenica a una folla di sostenitori in Kansas. "Avrei potuto starmene a casa a guardare la televisione o qualche sciocchezza. Preferisco essere qui con voi. Mi sono divertito. Sapete, quando Dio ha creato le corde vocali, non le ha pensate per sostenere 30 comizi in un lasso di tempo così breve, perché per fare un comizio non puoi limitarti a parlare: devi gridare". Il presidente è sceso in campo per sostenere il senatore repubblicano Roger Marshall, impegnato in una corsa elettorale per difendere il proprio seggio, rivelatasi inaspettatamente combattuta. "Dovevo venire qui per assicurarmi che Roger venisse eletto", ha detto. "Non volevo correre rischi". Sul palco anche il segretario di Stato Usa Marco Rubio che ha elogiato la leadership del presidente Trump: "Nessun presidente, da quando sono nato, ha saputo fare meglio di quello che abbiamo oggi".
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I democratici aumentano il vantaggio
Alla vigilia però i dem sembrano aumentare il vantaggio sui repubblicani, ora salito a sette punti: il 52% degli elettori li vorrebbe alla guida del Congresso, contro un 45% che preferirebbe i repubblicani. "Se vincono loro, sarò Mr Veto", ha minacciato Trump lasciando intendere di non accettare passivamente l'ipotesi dell'anatra zoppa. Il presidente è stato in Iowa e in Kansas per tirare la volata finale al 3 novembre e cercare di convincere in extremis il popolo Maga ad andare in massa a votare alle elezioni, trasformate in un referendum sul proprio operato. "Sono le più importanti della storia americana", ripete da settimane. Il timore dei repubblicani è che però alle urne gli elettori esprimeranno tutto il loro disappunto contro il tycoon.
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Media: alleati Usa temono che Trump prenda di mira Nato se perde
Intanto, secondo Politico, i Paesi della Nato temono che Trump rafforzi gli attacchi contro l'Alleanza nel caso di una sconfitta alle elezioni di metà mandato. Il timore è che con un Congresso contro, il presidente in qualità di commander-in-chief si concentri sulla politica estera, ambito in cui ha maggiore ha maggiore libertà di azione. Questo potrebbe tradursi nel ritiro di migliaia di soldati dall'Europa o nel taglio di fondi.
Casa Bianca lavora a strategia per governare se i dem vincono
La Casa Bianca comunque sta lavorando a piani su come poter portare avanti l'agenda di Donald Trump qualora i democratici vincessero il Congresso. Lo staff del presidente si sta preparando a spingere le sue priorità tramite l'esercizio del poter esecutivo, ovvero a suon di ordini e decreti che consentono di aggirare il via libera di Camera e Senato. Ma si sta anche preparando alle possibili indagini che potrebbero essere avviate nei confronti dell'amministrazione, secondo quanto riporta Reuters. I legali della Casa Bianca stanno esaminando fino a quanto Trump potrebbe spingersi con le sue iniziative e difenderle poi in sede giudiziaria.
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Incognita Trump
Tra i più stretti consiglieri del presidente serpeggiano anche preoccupazioni su come il tycoon possa reagire in caso di una sconfitta pesante. Il ricordo del 6 gennaio del 2021 è ancora vivo e il timore è che l'imprevedibile presidente possa rispondere in modo violento. Secondo indiscrezioni, in caso di una pesante sconfitta potrebbe decidere di attaccare l'Iran già il giorno dopo le Midterm per distogliere l'attenzione. Un'altra ipotesi è quella che tenti di bloccare la certificazione del voto da parte degli Stati, invocando brogli elettorali e interferenze straniere e aprendo di fatto una possibile crisi costituzionale senza precedenti.
I casi che possono sfavorire i dem
La vittoria dei democratici, soprattutto in Senato, è però tutt'altro che scontata. Lo scandalo dell'omonimia in Alaska e lo strappo interno al partito in Michigan stanno agitando gli ultimi scampoli di campagna elettorale. Nonostante Trump gridi alla frode elettorale, un giudice ha respinto la causa preventiva dell'amministrazione per bloccare la certificazione dei voti in Alaska qualora il candidato repubblicano perdesse. In Michigan la crisi dei liberal è ben più pericolosa, con implicazioni per tutta l'ala progressista. La deputata democratica Haley Stevens ha preso le distanze dal candidato al Senato Abdul El-Sayed - che l'aveva battuta alle primarie - e ha appoggiato il rivale repubblicano Mike Rogers. Una mossa che potrebbe mettere in pericolo le chance di vittoria di El-Sayed, già nel mirino dei repubblicani e di Trump per la sua fede musulmana, e quindi quelle dei democratici di realizzare il sogno di conquistare il Senato.
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